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Il no di Marietta contro la violenza ed il suo abbandono al perdono

Serata di apertura delle festività, che si concluderanno il 6 luglio, in onore della patrona Santa Maria Goretti, con la presenza del sacerdote passionista padre Giovanni Alberti (biografo ufficiale di Santa Maria Goretti e già rettore del Santuario a lei dedicato a Nettuno) e con la presentazione del suo libro “Domani sarà grano” (laboratorio di spiritualità gorettiana). Padre Giovanni ha tracciato una sintesi della vita di Marietta, vita improntata all’essenzialità ed alla generosità verso i suoi fratelli. Ha ricostruito in modo semplice ed intelligente l’ambiente familiare in cui maturò la rettitudine e la limpidezza della fanciulla. “Fuori da ogni banalizzazione - ha detto Padre Giovanni - si devono togliere i luoghi comuni che inficiano le vite dei santi”. “A testa alta” la piccola martire davanti ad ogni difficoltà! Abita con la famiglia in una terra secca e povera, in una zona malarica che porta alla morte il suo papà ad appena 40 anni. “A testa alta” e sorprendentemente pronta a nove anni verso la sua prima Comunione, sempre nello spirito di servizio che le è proprio. Lei diviene, dopo la morte, donna. Da bambina cresciuta in fretta, da adulta già senza essere adolescente, riesce a dire quel no al suo aggressore Alessandro; quel no che bisogna imparare a dire per rifiutare sempre la violenza. Ed il suo nome viene ancora dato ai bimbi di tanti paesi del mondo, unito in nome e cognome, per riportarla in vita. Padre Giovanni ha poi esposto alcuni dei temi che sono oggetto di approfondimento nel suo libro: “Marietta ha camminato verso Dio giorno dopo giorno, conservando la fede anche nel dolore, vivendo in una famiglia, laboratorio di valori, rifiutando la violenza, conquistando la santità senza improvvisazioni e lasciando alla fine il messaggio più forte, il perdono! Al centro della vicenda umana di Marietta non c’è tanto la violenza subìta (fenomeno oggi purtroppo di grande attualità) ma tutto il percorso che la porta ad affrontare santamente tale violenza, percorso che la porta a perdonare, con amore, il suo assassino ed a desiderare di averlo accanto a lei, in Paradiso. Marietta “non è la santa brava cinque minuti”, ma si è abbandonata ai voleri del suo Signore, ponendo perdono ed amore al posto del rancore e dell’odio. Lontana anni luce dalla provocante affermazione del “così fan tutte”. Padre Giovanni, quindi, ha toccato temi importanti ed attuali ed ha invitato gli educatori tutti a parlare ai giovani, anche di argomenti difficili o delicati, come la sessualità: “Questa è dono di Dio, non va banalizzata. La purezza è una virtù da recuperare. Se la vita e la santità di Marietta hanno appassionato variamente tutto il mondo, compresa la poverissima Ucraina, noi dobbiamo essere orgogliosi di lei”. “Il suo perdono – come sottolineato dal cardinale Comastri - diviene metafora di ogni ingiustizia che vuol essere superata e redenta. La sua vicenda alza il sipario su di un secolo che, come pochi, conoscerà i segni della sofferenza e del martirio. La storia di Marietta è una profezia del tempo che verrà”.

Gigliotti Saveria Maria · 2 anni fa

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Celebrata a Curinga la festa della Madonna delle Grazie

Come ogni anno, la Madonna delle Grazie a Curinga ha raccolto attorno a se migliaia di fedeli giunti, oltre che da Acconia, anche da tutti i paesi che gravitano intorno a questo antico Santuario circondato da uliveti secolari. Quest' anno, il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, Luigi Antonio Cantafora ha voluto rendere omaggio alla Madonna, dispensatrice di Grazie e madre del Piccolo Gesù che tiene tra le braccia e che mostra ai fedeli, presiedendo una concelebrazione eucaristica alla quale hanno preso parte il parroco, don Pino Fazio e fra’Angelo Zito . Numerosi fedeli, che come sempre, hanno vegliato tutta la notte, nell'attesa dei gruppi che giungevano a piedi dai centri vicini. Quella della Madonna delle Grazie è una festa che da secoli è nel cuore dei curinghesi e che dimostra la solida e antica vocazione mariana di Curinga. Ai piedi del Bosco Rizzello in zona Santa Maria, infatti, esiste la chiesa denominata “La Grazia”. Questa, faceva parte di un antico Cenobio denominato di Santa Maria delle calcare, nome derivato da alcune fornaci esistenti in quei pressi per la produzione della calce. Il complesso viene fondato presumibilmente intorno al 1531. Fiore in “Calabria Santa” parlando della comunità religiosa del Cenobio dice: «Professava la regola di Sant’Agostino; rimane disciolta nel 1653. La duchessa Ippolita Ruffo moglie di Nicola Ruffo ricostruì la chiesa delle Grazie l’anno del terremoto 1783». Padre Francesco Russo ne “La diocesi di Nicastro” a pagina 162 scrive: «Papa Innocenzo X con la costituzione Instaurandae disciplinae regolaris del 15 ottobre 1652 con la quale sopprimeva le case religiose non formate cioè con meno di sei membri ... Nella diocesi di Nicastro furono chiuse una quindicina di case religiose e fra queste quella degli Agostiniani di Curinga». Gioacchino Murat firmò il Decreto del 1809 che soppresse le corporazioni religiose incamerandone i beni. In seguito a questa disposizione i pochi conventi superstiti riaperti durante la Restaurazione, furono nuovamente soppressi in tutta la Calabria e fra questi Santa Maria delle Grazie di Curinga degli Agostiniani. Nell’interno si notano resti di tombe, dove si suppone siano stati sepolti i patrioti caduti nella battaglia detta delle Grazie durante gli scontri fra Nazionali e Regi avvenuto il 27 giugno 1860 fra i due ponti Torrina e La Grazia sulla strada Nazionale. Il due luglio di ogni anno, in detta chiesa si festeggia solennemente la Madonna della Grazia con affluenza di molta gente. Da Curinga e dai paesi limitrofi molti fedeli giungono in pellegrinaggio a piedi raggiungendo la chiesa nel cuore della notte e restando per la veglia di preghiera fino al mattino successivo. Interessante la tradizione che vuole che le mamme in attesa o con bambini piccoli, portino una vestina al Bambino Gesù in braccio alla Madonna. Fino a qualche anno fa la vestina veniva fatta indossare al bambinello e poi ripresa,dopo aver lasciato un’offerta, per chi ne era sprovvisto poteva essere acquistata in chiesa. Ora come allora l’indumento viene portato a casa e fatto indossare ai neonati della propria famiglia.

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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Svolta la prima edizione di "Oratorio's got talent"

La sera del 24 giugno si è svolta nel salone parrocchiale della Cattedrale la prima edizione di ''Oratorio's Got Talent''. Seguendo lo schema del celebre talent show made in Usa, i ragazzi dell’Oratorio “Santi Pietro e Paolo” hanno dato vita ad una energica serata con tantissime persone che hanno assistito,divertendosi,alle esibizioni dei piccoli talenti. Lo insegna il Vangelo: ciascuno di noi ha un talento. Un talento da esprimere, da donare, da condividere, per stupire, sorridere, emozionare, divertire. E lasciare segni positivi nei fratelli. Cantanti, ballerini, musicisti, attori, prestigiatori, tanti ragazzi che si sono messi in gioco in una serata di festa in parrocchia. La finale è stata preceduta da altri due momenti di esibizione durante i quali sono stati selezionati i talenti che hanno poi partecipato alla finale. Una prima edizione che tutti i ragazzi dell’oratorio già non vedono l’ora di ripetere, visto il successo di partecipazione e soprattutto lo spirito di aggregazione e di festa che si è riusciti a creare nella comunità. Premiando i primi tre classificati, il parroco, don Carlo Cittadino, ha così commentato: ''Sono molto contento di questo momento di comunione ed amicizia,dove tutte le famiglie possono stare insieme,con i loro ragazzi. L'oratorio è una porta aperta sul territorio,come una Porta Santa per i nostri ragazzi. Dobbiamo dare più spazio e sprecare più energia per la crescita,umana,spirituale,culturale dei nostri ragazzi, che sono il nostro presente e saranno il nostro futuro”. Hanno contribuito alla realizzazione dell’evento i ragazzi dell’oratorio: Ylenia, Rosaria, Marisa, Domenico, Wanda, Emanuele, Rossella, Alessandro, Maria, Francesco. Non resta che dare appuntamento alla prossima edizione di “Oratorio’s Got Talent”!

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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Conclusi i festeggiamenti in onore di Maria Santissima delle Grazie

Si è conclusa la festa in onore di “Maria Santissima delle Grazie”, preceduta da una novena preparatoria nell’omonima chiesa parrocchiale, guidata dai parroci “in solidum” don Pino Pezzo e don Domenico Cicione Strangis, che, dalla serata del 25 giugno e per tutta la giornata di domenica 26 giugno, per disposizione del vescovo, Luigi Antonio Cantafora, è stata chiesa giubilare per poter lucrare l’indulgenza plenaria. Nel giorno della festa della Madonna delle Grazie, la Messa delle 18 è stata celebrata da don Domenico Cicione Strangis, al termine della quale è partita la processione della sacra effigie, portata a spalla dagli statuari, con l’animazione del gruppo liturgico parrocchiale e della banda musicale dell’istituto comprensivo “Nicotera-Costabile”, diretta dal maestro Enzo Minieri. Nelle zone attraversate dalla processione in onore della Madonna delle Grazie, non sono mancati gli addobbi dei balconi con i damaschi, la “pioggia” di fiori al passaggio della statua, gli ornamenti con le bandierine colorate e gli altarini con le statuette della Madonna, che le donne hanno preparato sin dal mattino, o comunque nel primo pomeriggio, abbellendoli di fiori. Al rientro, poi, nel piazzale antistante la chiesa, prima della benedizione, il grazie di don Pino Pezzo e di don Domenico Cicione Strangis alle suore “Pastorelle, alla commissione e a quanti hanno offerto il loro contributo di cuore, idee, tempo, disponibilità ed economico per la buona riuscita della festa”. Quindi, i giochi pirotecnici, il rientro della sacra effigie mariana in chiesa, un omaggio alla Madonna da parte di un gruppo di bambini/e, tutti con il violino, dell’istituto comprensivo “Nicotera-Costabile”, guidato da un insegnante ucraina e, successivamente, un momento di festa insieme nel piazzale esterno dell’oratorio parrocchiale. Al centro delle celebrazioni del novenario (nove giorni incentrati sulla figura di Maria, sul suo “fiat” - il “sì” incondizionato - e sulle grazie elargite dalla Vergine, corredentrice nel piano di Salvezza di Dio), il Vangelo della Misericordia; poi, i gruppi ecclesiali diocesani di Azione cattolica e “Vivere In”, le giornate della caritas e degli statuari, degli sposi, delle vocazioni, dell’immigrato, degli ammalati, anziani e dei gruppi ecclesiali diocesani. Storica la giornata vissuta domenica 19 giugno, sia per la presenza di monsignor Enzo Pujia, parroco emerito di “Maria santissima delle Grazie”, comunità che ha guidato per circa un quarto di secolo e sia per la rinascita della Polisportiva giovanile salesiana, con il ritorno del gruppo “storico” (gli allora ragazzi, ora adulti, Antonio Caroleo Achille Amendola, Sabrina Cortese, Teresa Aiello, con la guida spirituale di don Domenico Cicione Strangis), che, per l’occasione, ha organizzato la giornata dello sport, dei ragazzi e dei giovani all’insegna del motto “mens sana in corpore sano”. La vigilia della festa è stata caratterizzata dall’accoglienza della reliquia di primo grado di Santa Faustina Kowalska “ex ossibus”, alla sua “prima uscita” dal santuario Giovanni Paolo II di Cardolo a Feroleto Antico, dove è giunta il 19 maggio 2016; dopo il momento dell’accoglienza della reliquia da parte di don Domenico Cicione Strangis e padre Taras Zvir (sacerdote ucraino, da qualche mese presso nella parrocchia), la messa celebrata da don Antonio Fiozzo, che è anche assistente diocesano del Movimento apostolico. Ovviamente, alla parte prettamente religiosa della festa di domenica 26 giugno 2016, si è affiancata anche una parte civile: dopo i tre triangolari di calcetto per piccoli, giovani e adulti, a cura di Pino Mercurio e dopo la “movimentata” serata della vigilia (con balli di gruppo dei bambini della ludoteca “Babylandia” di Saverina D’Alessi, i bambini dell’Ads flash dance di Francesca Stirparo e “i gladiatori del karaoke”), alle 21.30 di domenica 26 giugno, per chiudere in allegria i festeggiamenti, il primo festival canoro “Maria santissima delle Grazie” per le categorie junior (6-14 anni) e senior (dai 15 anni in su), i cui vincitori parteciperanno ad un concorso nazionale; la serata è stata curata da Francesco Sinopoli, Filindo Santoro e Valentina Vescio. Anche nella serata del 26 giugno (così come nella vigilia), c’è stata la possibilità di degustare i panini, preparati dai volontari della Caritas parrocchiale.

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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Con la tradizionale processione conclusi i festeggiamenti in onore di San Francesco

In una Lamezia ovest addobbata con le luminarie e le bandierine triangolari e con altarini e gigantografie di San Francesco di Paola, si sono conclusi il due giugno i festeggiamenti in onore del santo Taumaturgo, preceduti da un partecipato novenario preparatorio, tenutosi alla Chiesa Matrice. Momento suggestivo ed emozionante in mattinata, come sempre, con la consegna della chiave d’oro della città al Santo da parte del primo cittadino di Lamezia, Paolo Mascaro, che ha prima letto la preghiera, rivolto al Santo della Charitas, poi ha acceso il cero; quindi si è portato sul retro dell’altare, dove salendo su una piccola base, ha messo la chiave d’oro alla mano sinistra del simulacro del Santo della Charitas, tra l’applauso dei fedeli, terziari e devoti che gremivano il sacro tempio in ogni ordine di posto. All’inizio della solenne concelebrazione presieduta dal vescovo della diocesi di Lamezia, Luigi Antonio Cantafora (tra i concelebranti anche il vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi), era stato il correttore dei locali frati Minimi di San Francesco di Paola, padre Antonio Casciaro (Ivano Scalise, Vincenzo Arzente e Antonio Bonacci gli altri confratelli del convento di Via della Pace) a sottolineare la duplice ricorrenza della festa di San Francesco di quest’anno: l’Anno Santo della Misericordia e i 600 anni dalla nascita del Patrono principale della Calabria. Mentre il presule diocesano, dopo aver posto l’accento su quanto i Vescovi calabresi ricordano nella lettera pastorale scritta in occasione del sesto centenario della nascita del Taumaturgo paolano, e cioè che “San Francesco è esempio e proposta di misericordia, perché la sua vita e il suo messaggio penitenziale trovano la loro sintesi in questo annuncio: Dio ci vuole bene e non ci abbandona”, si è soffermato sulla figura del “santo dei calabresi e del più calabrese dei santi”, additandolo come colui “che ha costruito il suo cammino spirituale attorno alla fiducia e all’abbandono in Dio. Penitente, contemplativo e apostolo, Francesco si è immerso nella vita del Signore”. Un fiume di persone, poi, ha partecipato sin dall’inizio alla processione delle 18 accompagnando, in un clima di preghiera alternato alle note festose eseguite dalla banda musicale diretta dal maestro Enzo Minieri, la statua del santo della Penitenza e la sacra Reliquia del Dito di San Francesco (che si venera nell’omonima chiesa), con al seguito il sindaco di Lamezia e altre autorità. L’uscita del simulacro di San Francesco dalla Matrice è stata salutata da una miriade di pezzettini di luccicanti, sferrati in alto da cannoncini di cartone a pressione, in un tripudio festoso di colori. Una volta sul sagrato, la statua - ai lati della quale si sono posizionati i carabinieri della locale Stazione, al comando del luogotenente Domenico Medici e gli agenti della Polizia di Stato - è stata fatta girare e riportata all’ingresso per il triplice inchino alla chiesa Madre, che l’ha “ospitata” per tutto il novenario; quindi, rieccola di nuovo sul sagrato, imponente, maestosa mentre viene sollevata a braccia dagli statuari per la “girata”. Dietro il simulacro del Santo, oltre alle autorità, il presidente dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro Bruno Galvani (paraplegico da quando aveva 17 anni per un infortunio sul lavoro), impegnato in un tour nazionale per sensibilizzare in materia di sicurezza sul lavoro, ha seguito gran parte della processione su una speciale sedia a rotelle motorizzata. Durante il percorso, che si è svolto nel consueto clima di preghiera, per portare il simulacro del santo a spalla, agli statuari di San Francesco di Paola di Sambiase si sono alternati quelli di Sant’Eufemia. Giunti a “Cafaldo” la statua e la reliquia sono stati fatti entrare per qualche minuto nella Chiesa del Carmine (il 16 luglio sarà la statua della Madonna del Carmine a ricambiare il “saluto”, entrando nella chiesa di San Francesco), prima della ripresa della processione. Qui, suggestivo come sempre, il gesto del suono delle sirene delle ambulanze su via della Terme e l’accensione dei lampeggianti delle auto dei Carabinieri della locale Stazione al passaggio del Santo. All’arrivo della processione in piazza 5 dicembre, il tradizionale momento dell’accoglienza alla presenza del Vescovo di Lamezia, Luigi Antonio Cantafora (che ha presieduto la processione da Via Eroi di Sapri), del Vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, del Sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, e di altre autorità. Bettazzi (già presidente dell’associazione Pax Christi), l’ultimo testimone italiano oggi vivente del Concilio Ecumenico Vaticano II si è soffermato sull’aspetto della pace, che ha caratterizzato la vita di San Francesco, asceta sociale (due giorni prima, sempre il Vescovo emerito di Ivrea nel salone parrocchiale aveva dato la sua testimonianza sul “Patto delle Catacombe”, essendone stato uno dei firmatari: avvenne che il 16 novembre 1965, quando mancavano pochi giorni alla chiusura del Vaticano II, una quarantina di padri conciliari celebrarono l’Eucaristia nelle Catacombe di Domitilla, a Roma. Dopo la celebrazione, sottoscrissero il Patto in cui “i firmatari si impegnavano a vivere in povertà, mettendo i poveri al centro del loro ministero pastorale e a rinunciare a tutti i simboli o ai privilegi del potere”). Quindi, ha porto il suo saluto il Vescovo diocesano, al termine del quale ha impartito la benedizione. A seguire, lo spettacolo pirotecnico, quindi il rientro della Reliquia del Sacro Dito e della statua del Santo nella chiesa di San Francesco e la seconda serata musicale (dopo il successo di pubblico ottenuto la sera prima al concerto degli Zero Assoluto) con il gruppo etno folk “Taranta live”.

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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Aperta Porta Santa a Santuario Sant'Antonio

“La sua misericordia tutto racchiude e tutto abbraccia…dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia”. Con questo passo tratto dai Sermoni di Sant'Antonio, i Frati Cappuccini del Colle annunciano nell’anno del Giubileo Straordinario della Misericordia, la Tredicina in onore di Sant'Antonio di Padova, che ha preso il via martedì 31 maggio (preceduta il 30 maggio dall’Apertura della Porta della Misericordia, il cui rito è stato presieduto dal Vescovo diocesano Luigi Antonio Cantafora, cui ha fatto seguito la Concelebrazione; la Porta Santa rimarrà aperta in questo Anno Santo Straordinario fino al 20 giugno e poi in tutte le ricorrenze legate all’Ordine francescano) presso l’omonimo Santuario del Colle (Parrocchia Santa Maria degli Angeli), a cura dei frati minori Cappuccini. “Capace anch’egli di entrare nelle profondità della divina misericordia, Antonio di Padova –proseguono i frati Cappuccini nell’avviso sacro- ci conduca, con la sua testimonianza di santità e sapienza evangelica, ad aprire il cuore e la vita al tesoro della Parola e dell’Eucaristia e, nell’Anno Santo della Misericordia, attingere al tesoro di Grazia offerto dalla Chiesa con il dono dell’Indulgenza”. Per ogni giorno della Tredicina, Sante Messe ogni ora, dalle 6.30 alle 10.30; poi, alle 17.30 -un quarto d’ora prima, il Canto delle “Tredici stelle”- e alle 19.30, anticipata dal Rosario e dal canto solenne della Tredicina. Le prediche della Tredicina, quest’anno sono affidate a Fra Umile Caudana, dei “Missionari della Via”, Rettore della Chiesa di Santa Chiara. Tra gli appuntamenti “extra” da segnalare, l’incontro alle 21.30 dell’8 giugno con Fra Raffaele Melacarne -Cappellano del Policlinico e della Casa Circondariale di Bari- ed un gruppo di testimoni sul tema: “La Misericordia cambia la vita. Testimonianze dal carcere”; il concerto di Cori polifonici del lametino, alle 21.30 del 9 giugno (presenta Luisa Vaccaro); la benedizione del Motoraduno, alle 17.00 di sabato 11 giugno. Domenica 12 giugno, nella “Giornata del Giglio” da offrire a Sant'Antonio, alle 10.30 celebrerà l’Eucaristia Fra Giovanni Battista Urso, Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Calabria; durante la Messa verrà offerto il cero votivo da parte del Sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro e della Civica Amministrazione. Lunedì 13 giugno, solennità di Sant'Antonio di Padova, Sacerdote e Dottore della Chiesa, alle 11:00 è in programma la Messa presieduta dal Vescovo diocesano Luigi Cantafora, con la presenza delle Forze dell’Ordine, delle Associazioni e dei gruppi di volontariato della città, “ad imitazione di S. Antonio, modello di giustizia e di legalità, che denunciava ogni forma di usura”; alle 17.30 il trasferimento della Statua in Piazza precederà l’atteso momento della benedizione dei bambini. Alle 23.00, la celebrazione del Transito di Sant'Antonio, presieduta da Fra Antonello Castagnello, segretario provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Calabria; a seguire, la Messa di mezzanotte, officiata da Fra Giovanni Battista Urso. Martedì 14 giugno, infine, alle 16.30 la processione di Sant'Antonio –secondo l’itinerario tradizionale-, con sosta nel Duomo di Lamezia per la Celebrazione dei Vespri; intorno alle 21.30 la Processione giungerà su corso Numistrano, ove sarà accolta dal Vescovo e dal Reverendissimo Capitolo della Cattedrale, e dal Sindaco con le autorità civili e militari. Al rientro, tutti con lo sguardo all’insù per ammirare la poderosa batteria di fuochi pirotecnici, offerti dai fedeli.

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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Al via i festeggiamenti in onore di san Francesco di Paola

“L’annuale celebrazione della festa in onore di San Francesco di Paola, si inserisce in questo anno nella ricorrenza di due eventi particolari: il giubileo straordinario della Misericordia e i 600 anni della nascita del nostro santo patrono”. Così i padri Minimi delle parrocchie san Francesco e san Pancrazio di Lamezia Terme, introducono il programma della festa patronale in onore di san Francesco di Paola, nella ricorrenza del sesto centenario della Sua nascita. Nell’avviso sacro che riporta il programma dettagliato della festa, i Padri Minimi del convento di via della Pace (Antonio Casciaro, Vincenzo Arzente, Antonio Bonacci e Ivano Scalise) evidenziano, altresì, quanto i Vescovi calabresi ricordano nella lettera pastorale scritta in occasione di questo evento: “San Francesco è esempio e proposta di misericordia, perché la sua vita e il suo messaggio penitenziale trovano la loro sintesi in questo annuncio: Dio ci vuole bene e non ci abbandona”. Infine, i religiosi esortano i fedeli a vivere “questi giorni di grazia all’insegna della riscoperta che Dio è Padre di misericordia e al contempo accogliamo nella nostra vita l’invito che spesso san Francesco rivolgeva alle persone: Correggetevi e pentitevi dei vostri peccati passati, perché Dio vi aspetta a braccia aperte”. I solenni festeggiamenti patronali in onore di san Francesco di Paola inizieranno con il trasferimento, la sera di lunedì 23 maggio, della statua del santo alla Matrice, che avverrà dopo la messa delle 19 nella Chiesa di san Francesco, presieduta dall’Arcivescovo emerito della Diocesi di Cosenza-Bisignano, Salvatore Nunnari. Ma è già da domenica 22 maggio, che si entrerà nel clima della festa, in quanto alle 18.30 ci sarà il solenne rito di “Apertura straordinaria della Porta Santa” della Chiesa Matrice e, a seguire, la Concelebrazione eucaristica. Martedì 24 maggio al via la novena con una speciale Giornata vocazionale, nella ricorrenza del 50/mo di ordinazione sacerdotale di padre Francesco Di Turi (che per diversi anni è stato nella Comunità minima di Sambiase), che presiederà la Concelebrazione eucaristica delle 19, durante la quale suor Gabriella Assolari, delle Suore del Bambin Gesù, ringrazierà il Signore per il 50/mo anniversario della sua professione religiosa. Tra gli altri appuntamenti del novenario: il 25 maggio la Giornata della solidarietà, con la partecipazione degli statuari di San Francesco di Sambiase e Sant’Eufemia e quelli di Sant’Antonio di Nicastro, durante la Messa presieduta da don Pino Angotti e animata dai volontari della Caritas parrocchiale; il 26 la Messa presieduta dal correttore provinciale, padre Gregorio Colatorti; dal 27 al 29 maggio, una tre giorni (rispettivamente su Giovani, Terz’Ordine dei Minimi e Comunità parrocchiale) con il biblista padre Ernesto Dalla Corte; il 30, nella Giornata della famiglia con don Nandino Capovilla, ci sarà il rinnovo delle promesse matrimoniali e la benedizione delle coppie che ricordano il primo, il 25/mo e il 50/mo anniversario di matrimonio. Mercoledì uno giugno, dopo la concelebrazione eucaristica di chiusura novenario, officiata da Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea (che presiederà anche l’Eucaristia nella serata di chiusura del mese mariano e alle 21 ci sarà una sua testimonianza sul Concilio Vaticano II), in piazza 5 Dicembre ci sarà il concerto degli “Zero Assoluto”. Infine, giovedì due giugno, solennità di san Francesco, dopo le sante messe delle 7.30 e delle 8.30, alle 9.30 ci sarà il raduno delle autorità religiose, civili e militari nella chiesa di san Francesco e l’avvio del corteo verso la Matrice, dove alle 10:30 inizierà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo della Diocesi lametina, Luigi Antonio Cantafora, nel corso della quale ci sarà l’accensione del cero votivo, la preghiera e la consegna della chiave d’oro al Santo da parte del sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro. Dalle 18, la processione per le vie cittadine, con arrivo alle 21 circa in piazza 5 Dicembre, dal cui palco il vescovo Luigi Cantafora rivolgerà il messaggio alla città. Al termine, lo spettacolo pirotecnica, cui seguirà, dopo il rientro della processione, un’esibizione musicale, che chiuderà i festeggiamenti 2016 in onore al Santo taumaturgo.

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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La parrocchia di Santa Maria Maggiore in festa in onore di Santa Rita

La Comunità parrocchiale di Santa Maria Maggiore, guidata da don Leonardo Diaco, è in festa dal 13 al 22 maggio per le solenni celebrazioni in onore di Santa Rita da Cascia, monaca agostiniana, nata a Roccaporena (in provincia di Perugia) nel 1381 e morta a Cascia nel 1457. Beatificata l’undici ottobre 1627 da papa Urbano VIII e santificata il 24 maggio 1900 da Leone XIII, è chiamata “la santa degli impossibili”, in quanto realizzando per i più bisognosi miracoli imprevedibili, detti “impossibili”, si è conquistata la sua popolare fama taumaturgica. Tra i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita, vi è una spina dalla corona di Cristo, ricevuta sulla sua fronte di Venerdì Santo. La festività in onore di Santa Rita è preceduta da una novena di preparazione (con la Messa alle 19) che, iniziata il 13 maggio con la Giornata della Parola (e la Messa animata dai catechisti), si concluderà sabato 21 maggio con la Giornata della Preghiera e della Misericordia, con la benedizione dei bambini alle 16:30, la Celebrazione serale animata dai “Missionari della Misericordia” (al termine, presentazione “Missione popolare”) e alle 24 la liturgia del Transito di Santa Rita e la Santa Messa. Il parroco nell’introduzione al programma dei festeggiamenti (con due “Centri di ascolto” nelle serate del 13 e del 17 maggio in alcune zone parrocchiali, animati dai vari gruppi) riporta un passo su Perdono e Misericordia di Dio, tratto dalla “Misericordie Vultus” 22. Un momento molto atteso da grandi e piccini è la Giornata del Creato e della Vita, in programma quest’anno sabato 14 maggio: alle 20 in punto don Leonardo Diaco benedirà sulla gradinata del sacro tempio gli animali; una iniziativa, questa, che ha riscosso nei due anni scorsi un notevole successo tra i fedeli, che hanno trasbordato dalle loro case cani, gatti, pesciolini e qualche altro animaletto per farli benedire dal parroco, destando la curiosità dei presenti. Domenica 22 maggio, giorno della festa in onore di Santa Rita, le Messe saranno alle 8, 9.30 e 11; quest’ultima celebrata dal Vescovo diocesano Luigi Antonio Cantafora, con la benedizione delle bambine vestite di Santa Rita. A mezzogiorno la Supplica e alle 19 la venerata statua della Santa sarà portata in processione per le vie della parrocchia, al rientro della quale, sarà celebrata la Santa Messa sulla gradinata, con benedizione delle rose. Tra le iniziative collaterali, giovedì 19 maggio alle 20.30 “Kantiere Kairòs” in concerto (il gruppo presenterà dal vivo il suo disco “Il soffio”, portando sul palco “la fede con un linguaggio musicale, accessibile, quotidiano e contemporaneo”), mentre i presenti potranno degustare le “grispelle” calde. Infine, alle 21.30 del 20 maggio, antivigilia della festa, avrà luogo il recital dei ragazzi “Giuseppe il Sognatore” e al termine la presentazione di “Un anno… viaggiando con Te”.

Paolo Emanuele · 2 anni fa

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Nasce confraternita San Giuseppe Artigiano

La festa patronale in onore di San Giuseppe Artigiano si arricchisce quest’anno di una realtà nuova, che va ad annoverarsi tra le tante attività della Parrocchia: “una confraternita dedicata al nostro Santo protettore San Giuseppe. Vogliamo dare inizio a questa nuova realtà – informa in una nota la Comunità - per incrementare la devozione al nostro santo e rendere maggior lode al nostro Dio”. Ma cosa si intende per confraternita? Si tratta di “un’associazione pubblica di fedeli che ha come scopo peculiare e caratterizzante l’incremento del culto pubblico al santo nella liturgia e nelle processioni, l’esercizio di opere di carità e di catechesi”. I candidati, “uomini e donne che – prosegue la nota - vogliono approfondire il loro cammino di fede e vivere la propria devozione a San Giuseppe”, presentati alla comunità il primo maggio durante la Messa solenne delle 18.30, di concerto con il parroco, padre Gianni Dimiccoli, hanno già svolto un cammino di formazione. E nella Santa Messa solenne della sera ci sarà proprio il momento della promessa di impegno degli artigiani della Confraternita di San Giuseppe; durante la funzione, poi, gli artigiani offriranno simbolicamente all’altare gli arnesi del loro lavoro. La festa vivrà un’appendice il 3 maggio con il Giubileo delle parrocchie della Vicaria di San Giovanni Calabria (di cui San Giuseppe Artigiano fa parte) in Cattedrale, secondo questo programma: ritrovo nella chiesa di San Domenico alle 17, preghiera di inizio e processione verso il Duomo, venerazione della Porta Santa, confessioni e alle 19 la Santa Messa.

Paolo Emanuele · 2 anni fa