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Settenario Giubilare in onore di Santa Faustina Kowalska

Fin dalla sua costituzione il Santuario di Cardolo è stato ispirato ad essere un’oasi di spiritualità per la diffusione del messaggio magisteriale del Papa più amato del XX secolo, definito il “Gigante di Dio. Il suo magistero, improntato sulla testimonianza a Cristo Crocefisso e Risorto, vuole essere ferma risposta a “quell’inquietudine (dell’uomo) che sta al fondo del suo essere e che né la scienza, con la formalità oggettiva delle sue leggi, né la teorica, con la programmazione che salva dal rischio dell’errore, riusciranno mai a soddisfare”. Il santuario, quale luogo del silenzio, della preghiera personale e comunitaria, dell’ascolto della Parola di Dio - «viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio» - nella celebrazione dell’Eucaristia, ma anche nella molteplicità delle sue forme e contenuti e dei nuovi modi di comunicare al servizio della “nuova evangelizzazione” e della “prima evangelizzazione”, in un contesto generale secolarizzato come quello attuale, ove molti battezzati hanno smarrito il senso cristiano della vita, ed in un contesto territoriale di proliferare di forme religiose dubbie e di diffusione di sètte. La reliquia “ex sanguine” di San Giovanni Paolo II nel rendere tangibile la sua “presenza” spirituale ha fatto del santuario un luogo di incontro con lui, il suo pensiero, il suo spirito, la sua santità. Una presenza tangibile che nel corso della celebrazione dell’Anno della Misericordia è stata arricchita da altre due nuove presenze: la traslazione della reliquia “ex ossibus” di Santa Faustina, avvenuta il 19 maggio scorso, e della reliquia “ex ossibus” del Beato don Michele Soposko che completa quel mosaico spirituale tutto polacco della divina Misericordia: San Giovanni Paolo II, Santa Faustina, Beato Soposko. Un aiuto prezioso anche per comprendere e vivere quella verità della fede cristiana che è la “comunione dei Santi”. Reliquie accolte con grande spirito di fede da una comunità parrocchiale che, evangelizzata da tempo sulla Misericordia del Signore, ha avvertito, in particolare nella componente giovanile espressa dalla “Associazione Culturale Giovanni Paolo II”, il senso della grande responsabilità che conseguiva ad un impegno vocazionale cui da quel momento era chiamata, per contribuire a fare del santuario un’oasi di spiritualità costruita sul messaggio della Misericordia quale dono di Dio per il territorio, per la Calabria e non solo: far conoscere “l'abisso della Misericordia (di Gesù) verso le creature e la Sua bontà insondabile”, cui attingere per mezzo del “recipiente della fiducia”; fare esperienza della Divina Misericordia,“esercitandosi nei tre gradi della misericordia. Primo: l'opera di misericordia di qualunque genere essa sia. Secondo: la parola misericordiosa “se non potrò con l'azione lo farò con la parola”. Il terzo grado è la preghiera: “Se non potrò dimostrare la mia misericordia né con l'azione, né con la parola, posso sempre farlo con la preghiera per parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie” (dal diario di Suora Faustina). L’arrivo di pellegrini, fedeli del santuario, parrocchiani che hanno così condiviso nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione Eucaristica la ricorrenza liturgica di Santa Faustina, il 5 ottobre scorso, partecipando a tutti i momenti del Settenario, per sperimentare comunitariamente un momento forte di richiamo sul Giubileo Straordinario della Misericordia secondo le parole di Papa Francesco “Fatevi ispirare dalla preghiera di Santa Faustina, umile apostola della Divina Misericordia nei nostri tempi ….”. Gli incontri di riflessione sul tema della misericordia, offerti dai Sacerdoti che hanno presieduto la Celebrazione Eucaristica (don Giuseppe Fazio della Parrocchia San Andrea Apostolo di Curinga; don Franco De Cicco della parrocchia San Giovanni Battista di Acconia; don Antonio Costantino della parrocchia Maria Santissima del Soccorso di Serrastretta; don Domenico Cicione Strangis della parrocchia Santa Maria delle Grazie; don Franz Villca Rocha della parrocchia Sant’Andrea Apostolo di Vena di Maida; don Giuseppe Angotti della parrocchia Santa Maria Goretti; don Giampiero Fiore della Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Acri in provincia di Cosenza) e da Luigi Renzo, vescovo della diocesi di Mileto-Vibo Valentia che ha concluso le celebrazioni proprio il cinque ottobre. La riflessione è stata ispirata al Vangelo, per Papa Francesco il “Vangelo della Misericordia, perché Gesù è la Misericordia!”, alla “Misericordiae Vultus, Bolla papale di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia, e naturalmente dall’Enciclica di Papa Giovanni Paolo II, la “Dives in Misericordia” che il 2002, nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia, pronunciò queste memorabili parole: “Il messaggio della Divina Misericordia mi è stato sempre vicino e caro. è come se la storia lo avesse inscritto nella tragica esperienza della seconda guerra mondiale…. Questa è stata anche la mia esperienza personale, che ho portato con me sulla Sede di Pietro e che, in un certo senso, forma l’immagine di questo pontificato”. Parole che costituiscono la chiave per la comprensione della sua vita, del suo insegnamento e della sua missione apostolica. Con la Dives in Misericordia, ispirata dal messaggio della Divina Misericordia che Dio trasmise attraverso Suor Faustina, Papa Giovanni Paolo II ha introdotto la Festa della Divina Misericordia nella liturgia della Chiesa la prima domenica dopo Pasqua e ha affidato tutto il mondo alla Divina Misericordia, affinché tutta l’umanità ritrovasse in Lui la salvezza e la luce della speranza “Quanto bisogno della misericordia di Dio ha il mondo di oggi!” Ed è per questo che dopo il settenario di predicazione in preparazione alla festa di Santa Faustina, per continuità di riflessione sul mistero insondabile della misericordia, i fedeli del Santuario, i pellegrini non solo del lametino, i parrocchiani si ritroveranno nel Santuario per un triduo di predicazione sulle parabole della Misericordia (da domenica 16 ottobre a venerdi 21 ottobre) che precederà la celebrazione del 22 ottobre - festa di San Giovanni Paolo II - che sarà presieduta dal vescovo della diocesi di Lamezia Terme, Luigi Antonio Cantafora.

Gigliotti Saveria Maria · 2 anni fa

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Celebrata la festa della Madonna del Rosario

“Mettiamo di nuovo al centro della nostra vita personale e della nostra Comunità parrocchiale lo specifico della fede cristiana con Gesù Cristo, il Dio misericordioso. Volgiamo lo sguardo a Dio, Padre misericordioso, e puntiamo l’attenzione al Vangelo: Gesù, la Misericordia fatta carne. Ci è offerto così un tempo per sperimentare che Dio si cura di noi e ci insegna a camminare”. Così don Isidoro Di Cello, parroco della chiesa del Rosario, ha chiuso i festeggiamenti religiosi in onore della Beata Vergine del Rosario nel Giubileo della Misericordia. Nel corso della novena, il 3 ottobre la Messa serale è stata celebrata nel ricordo di monsignor Natale Colafati, per tanti anni parroco del Rosario, ritornato alla Casa del Padre il 21 aprile scorso. Dalle 19 di venerdì 7 ottobre si è svolta la processione con la statua della Madonna, portata dagli statuari e accompagnata dalla preghiera dei fedeli e dalle note eseguite dalla Banda musicale cittadina; il tempo è stato clemente per tutta la durata della processione, dopo che nella tarda mattinata una violenta tromba d’aria si era abbattuta in città, scoperchiando tetti e abbattendo alberi, senza provocare –miracolosamente - alcun ferito. Alla fine della processione, un breve spettacolo di giochi pirici e la statua della Vergine ha fatto rientro nel sacro tempio per il saluto dei fedeli. Poi, la “grispellata” finale degli scout nell’oratorio parrocchiale. Domenica due ottobre, invece, si è conclusa la festa in onore della Madonna del Rosario, che si svolge annualmente la prima domenica di ottobre nella chiesa parrocchiale di San Domenico, guidata da don Antonio Brando. Alle 17 la statua della Vergine, accompagnata dalla preghiera e dalla banda musicale cittadina “Tommaso Colloca”, seguendo il consueto itinerario, è stata portata in processione votiva. La statua della Vergine e i fedeli hanno avuto una sosta con un momento di preghiera nel cortile delle suore “Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue” dell’Istituto “Fusco” (suore, che hanno raccolto il carisma del loro Fondatore, il Beato Tommaso Maria Fusco, e oggi lo testimoniano nelle varie parti del mondo in cui svolgono il loro apostolato in comunione con la Chiesa). Al termine della processione, nel piazzale esterno della chiesa è stata celebrata la Santa Messa. “La Misericordia, il grande amore che si riversa dal cuore di Dio sul mondo e che anche noi stiamo sperimentando in questo Anno Giubilare – ha sottolineato don Antonio Brando -, ci spinge a crescere nella carità. Attraverso la Vergine Maria, nostra Patrona – ha concluso il parroco - , vogliamo giungere al cuore di Dio e al cuore degli uomini”.

Gigliotti Saveria Maria · 2 anni fa

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Dal sei agosto, al via i festeggiamenti al Santuario della Madonna di Dipodi in preparazione della festa

Il Santuario come segno della misericordia, di Dio che accoglie a braccia aperte ogni donna e ogni uomo. Sarà questo il motivo conduttore dei festeggiamenti in preparazione alla festa della Madonna di Dipodi, celebrata come ogni anno il 15 agosto giorno della Solennità dell’Assunzione al Cielo della Vergine Maria, che inizieranno sabato prossimo sei agosto con la tradizionale novena di preparazione al Santuario diocesano di Feroleto Antico. Il santuario mariano di Dipodi, insieme alla Cattedrale e al Santuario di Conflenti, è Chiesa giubilare per l’intero Anno Santo della Misericordia. Anche nel periodo dei festeggiamenti, i pellegrini che giungeranno a Dipodi potranno accostarsi al Sacramento della Riconciliazione e ricevere l’indulgenza plenaria secondo le condizioni stabilite dalla Chiesa. A Dipodi, la misericordia ha il volto di Maria, la Madre della Misericordia, che nei giorni della festa e durante tutto l’anno accoglie i pellegrini provenienti da tutta la Diocesi lametina e da varie parti della Calabria, per mostrare a ogni donna e ad ogni uomo Gesù come volto misericordioso di Dio, come la sola fonte che sazia la sete di amore che alberga nel cuore di ogni uomo. E proprio l’accoglienza – spiega il rettore del Santuario diocesano don Antonio Astorino – “è la parola chiave della missione di questo santuario a servizio della Chiesa diocesana: accogliere i pellegrini che vengono in questo luogo. Un’accoglienza affettuosa, festosa, cordiale e paziente, che ricalchi quei tratti di Gesù che ci vengono narrati nei Vangeli: il figlio di Dio era sempre accogliente verso coloro che si accostano a Lui, specialmente i malati, i peccatori, gli emarginati. Sono tanti anche gli emigrati che ogni anno si ritrovano al Santuario di Dipodi, come simbolo di fede e segno di un legame forte con la propria comunità di origine. A Dipodi vogliamo, con l’aiuto di Dio, attuare il monito di Papa Francesco in questo Anno della Misericordia: fare in modo che ogni pellegrino che verrà qui ai piedi di Maria si senta a casa sua, atteso, amato e guardato con occhi di misericordia”. Tutte le sere della novena, a partire dal sei agosto, alle 17.45 la recita del Rosario e il canto delle tradizionali salutazioni angeliche e alle 18.30 la Santa Messa celebrata da diversi sacerdoti della Diocesi. Tra i momenti significativi dei festeggiamenti, il Triduo della Festa che inizierà il 13 agosto, con il pellegrinaggio giubilare a piedi da Sambiase che partirà alle 5.30 dalla chiesa di Santa Maria Goretti e si concluderà al Santuario con la Santa Messa delle 7.30; alle 19 la processione della Madonna portata dagli statuari di Sant'Antonio e animata dalla banda musicale “Tommaso Colloca” di Lamezia Terme con il tradizionale rito delle verginelle; alle 20 la celebrazione della Santa Messa presieduta dal ministro della Provincia calabra dei Cappuccini Padre Giovambattista Urso e animata dalla corale diocesana “Benedetto XVI” diretta da Sara Saladino. Il 14 agosto, vigilia della festa, al mattino il tradizionale pellegrinaggio a piedi che partirà dalla Cattedrale alle 4.30 e si concluderà con la celebrazione della Santa Messa delle 7.30 al Santuario (rientro con navetta della Multiservizi); alle 21 la Santa Messa presieduta dal Vescovo Luigi Cantafora e animata dalla corale “San Biagio di Amantea” diretta da Francesco Stellato e a seguire la veglia di preghiera che continuerà per tutta la notte animata dai giovani della parrocchia di Pianopoli. Tra gli altri appuntamenti del novenario, la tradizionale vestizione del Bambinello della statua della Madonna con il vestitino offerto quest’anno dalla signora Maria Colombino domenica sette agosto dopo la messa delle 18.30 e il concerto del coro dialettale “Madonna di Dipodi – Sant'Antonio” con il canto di brani in vernacolo della tradizione popolare dedicati alla Madonna e a Sant'Antonio. Il giorno della festa, 15 agosto, saranno celebrate le Sante Messe alle 6.30, 7.30, 9, 10.30, 12, 17 e 18. La Santa Messa delle 20.30, presieduta dal Rettore del Santuario Don Antonio Astorino, sarà celebrata sul piazzale del Santuario e sarà animata dalla Corale “Sant'Antonio” diretta da Antonio Buonconsiglio. Al termine della celebrazione, il rientro in Chiesa della statua della Madonna e lo spettacolo pirotecnico. Accoglienza dei pellegrini, dare la possibilità ai fedeli di sperimentare la dolcezza del perdono di Dio sarà il cuore dei festeggiamenti della Madonna di Dipodi e della missione del Santuario Mariano Diocesano che – conclude don Astorino – “è uno strumento della misericordia di Dio che, unita alla devozione popolare, può risvegliare la fede e aprire alla fede, alla speranza e alla conversione i cuori di quanti verranno nei prossimi giorni in questo luogo dove tutto parla di Maria e tutto riconduce al Signore”.

Gigliotti Saveria Maria · 2 anni fa

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Nella frazione di Gabella festeggiamenti in onore di Santa Rita

“Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La Misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa l’indulgenza del Padre che attraverso la sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato” (Misericordiae Vultus 22). E’con questo passo di Papa Francesco che don Gianluca Taverna, parroco della Parrocchia dei Santi Quaranta Martiri di Lamezia Terme, e il comitato festa hanno introdotto quest’anno il programma dei festeggiamenti in onore di Santa Rita a Gabella (frazione di Sambiase), da venerdì 22 luglio a domenica 31 luglio. Per ogni giorno della novena di preparazione (eccetto domenica 24), celebrazione della Messa alle 20:30, con un sacerdote diverso per ogni sera. Durante la celebrazione serale della vigilia della festa, presieduta da padre Antonio Casciaro dei Minimi, i bambini hanno offerto i fiori a Santa Rita, mentre alle 22.30, presieduta da don Gianluca Taverna, si è svolta la Veglia di preghiera con il transito di Santa Rita. Domenica 31 luglio, giorno conclusivo dei festeggiamenti, la messa solenne alle 10.30 è stata presieduta dal vescovo diocesano, Luigi Cantafora; mentre la sera, dopo la messa, presieduta da padre Gianluca Crudo del convento del Colle Sant’Antonio, è stata impartita la benedizione delle rose e delle bambine vestite di Santa Rita, prima di svolgere la processione per le vie di Gabella. Numerosi i fedeli presenti tra cui anche tanti emigrati che fanno ritorno per le ferie nella loro terra d’origine, partecipando ai festeggiamenti della loro venerata Santa Rita, monaca agostiniana, nata a Roccaporena (in provincia di Perugia) nel 1381 e morta a Cascia nel 1457. Beatificata l’11 ottobre 1627 da papa Urbano VIII e santificata il 24 maggio 1900 da Leone XIII, è chiamata “la santa degli impossibili”, in quanto -realizzando per i più bisognosi miracoli imprevedibili, detti “impossibili”- si è conquistata la sua popolare fama taumaturgica. Tra i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia, vi è una spina dalla corona di Cristo, ricevuta sulla sua fronte di Venerdì Santo.

Gigliotti Saveria Maria · 2 anni fa

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Conclusi i festeggiamenti in onore di Santa Maria Goretti

“Un’occasione propizia e provvidenziale per riscoprire la bellezza e la gioia di essere ‘popolo in cammino verso il Regno’, guidato da Cristo e sostenuto dalla piccola Maria Goretti, nostra amica e modello di carità, speranza e fede”. Con queste parole don Pino Angotti, parroco di Santa Maria Goretti Vergine e Martire, che sorge in via Beato Angelico, quartiere Savutano, ha definito la festa patronale di quest’anno in onore della santa, chiamata da Pio XII “la piccola e dolce Martire della purezza. Una festa – ha proseguito don Pino -, resa del tutto speciale dal Giubileo che stiamo vivendo e dalla recente visita a noi fatta dalla nostra celeste Patrona nello scorso febbraio”. A conclusione della processione con la statua della santa e la Reliquia, che ha attraversato le vie della parrocchia, accompagnata dalla preghiera dei fedeli, dai canti del coro parrocchiale e dalle note della banda musicale diretta dal maestro Rotella, don Pino Angotti ha ringraziato tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita della festa: “Dall’Arma dei carabinieri alla Polizia municipale, dagli statuari ai coristi parrocchiali, alle suore francescane Angeline, dai volontari che hanno preparato gustosi panini, ‘conditi’dai prodotti dell’orto allo staff parrocchiale e alla Caritas parrocchiale, che ha realizzato una pesca di beneficenza, il cui ricavato sarà interamente devoluto per opere di bene; insomma, quest’anno – ha rimarcato don Pino - è stata una bella festa”. Tra gli appuntamenti del pre-novenario, lodevole è stata l’iniziativa della peregrinatio della sacra effige e della santa reliquia in alcune zone del quartiere Savutano; mentre ad inizio novenario è stato presentato il libro “Domani sarò grano”, a cura dell’autore padre Giovanni Alberti, biografo ufficiale di Santa Maria Goretti e già Rettore del Santuario di Nettuno, dove riposano le spoglie della santa; il 2 luglio, poi, la Messa è stata presieduta dal vescovo diocesano Luigi Antonio Cantafora, cha ha amministrato il sacramento della Cresima. Nel triduo solenne e nel giorno della festa, la predicazione durante la Messa serale è stata affidata a don Luigi Iuliano, parroco del Carmine, che ha sviluppato la sua riflessione partendo dal tema delle misericordia e finendo con il tema del perdono, l’atto sublime compiuto da “Marietta” (Maria Goretti) in punto di morte. La storia è nota: Marietta (così veniva chiamata), benché dodicenne, respinse con fermezza i tentativi di violenza sessuale di Alessandro Serenelli, di otto anni più grande di lei, fino ad essere uccisa dallo stesso giovane, che lei perdonò poco prima di esalare l’ultimo respiro e spiccare il volo verso la Patria celeste. Di contorno alla festa, è stato predisposto anche un programma civile di tre serate, curato da Angelo Piccione, con: lo spettacolo “Muses voice” e l’imitatore Gennaro Calabrese, che ha impersonato numerosi personaggi; il concorso canoro “Talenti in… canto”, a cura di Francesco Sinopoli; mentre la serata della vigilia, offerta da Peppino Ruberto, ha registrato la commedia con Piero Procopio “L’eredità du zzo previta” (dello zio prete), cui ha fatto seguito un momento di cabaret dello stesso Procopio.

Gigliotti Saveria Maria · 2 anni fa