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Educazione e Scuola

Un codice etico per le candidature a rappresentanti d’istituto al Liceo Campanella

Svolgere la campagna elettorale con correttezza e trasparenza, non cumulare incarichi, adottare le misure più opportune per evitare “conflitti di interesse” tra la funzione che si ricopre e l’andamento scolastico. Questi alcuni dei punti centrali del codice etico sottoscritto questa mattina da tutti i candidati delle tre liste per le elezioni del comitato studentesco del Liceo “Campanella” che si svolgeranno lunedì prossimo 27 ottobre. I 4 eletti rappresenteranno gli studenti nel Consiglio d’Istituto, l’organo collegiale in cui sono rappresentate le diverse figure che vivono e operano all’interno della comunità scolastica. Fare della scuola un laboratorio di “buona politica”, vivere le elezioni dei rappresentanti degli studenti come un’occasione per fare esperienza di democrazia e partecipazione dal basso: queste le finalità del codice etico voluto dal dirigente Giovanni Martello ed elaborato dai docenti del settore “funzione strumentale”, frutto di un percorso di discussione e confronto con gli studenti guidato dalle docenti Michela Cimmino e Ivana Zaffina. Tra i requisiti previsti dal codice etico, i candidati a rappresentanti di istituto non devono aver ricevuto ammonizioni, sospensioni e note negli ultimi tre anni scolastici. “Il codice etico – spiega la docente Michela Cimmino – non è un simbolo, ma il segnale di una scuola che vuole formare alla politica, nel valore più alto di questa parola. In tempi in cui è in crisi il ruolo dei partiti e il valore della rappresentanza, come docenti sentiamo il dovere di farci “sentinelle” di un’etica pubblica che deve contraddistinguerci come insegnanti e che dobbiamo trasmettere agli studenti con i nostri stessi comportamenti”. Le elezioni del comitato studentesco – conclude la Cimmino – “rappresentano in piccolo una prima esperienza di impegno civico per i nostri ragazzi che, sottoscrivendo il codice etico, assumono precisi impegni di fronte a tutta la comunità scolastica e riscoprono l’importanza di valori come la lealtà e la credibilità, valori di cui la politica a tutti i livelli deve riappropriarsi per riallacciare un legame con la gente. La cattiva politica non si combatte con l’antipolitica, ma con un impegno formativo all’etica e alla moralità pubblica che inizia dalla scuola e che ci deve vedere protagonisti in prima persona”.

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Educazione e Scuola

Curinga - “ Per un futuro migliore…Impariamo a riciclare….”

Il riciclaggio è una risposta intelligente per lo smaltimento dei rifiuti, per ridurre i consumi energetici e risparmiare le risorse naturali del pianeta.Con la realizzazione del progetto “ Per un futuro migliore…Impariamo a riciclare….”che ha visti coinvolti insegnanti ed alunni delle classi quarte della scuola primaria di Curinga c.c. si è voluto far comprendere ai bambini e, come ricaduta, alle famiglie, quanto sia doveroso e facile contribuire al benessere del pianeta. L’obiettivo generale è stato quello di orientare ed educare l’alunno/cittadino all’acquisizione di abitudini e comportamenti corretti per la promozione della raccolta differenziata dei rifiuti in ambito domestico e del riutilizzo, recupero e riciclo degli stessi.Le attività di progetto si sono concretizzate in una prima informazione generale e nella successiva realizzazione di manufatti.

Gli alunni oltre a divertirsi hanno imparato:

- a distinguere i materiali che compongono gli oggetti usati quotidianamente;

- a suddividerli in modo rispondente ai criteri della raccolta differenziata;

-ad utilizzare fantasia e creatività per realizzare proprie idee;

-a riflettere un attimo prima di buttare un qualsiasi materiale perché potrebbe essere riutilizzato utilmente.

Ed ecco che le classi, ogni giovedì pomeriggio, dal mese di febbraio in poi, si sono trasformate in veri e propri laboratori dove le gomme delle automobili sono diventate tavoli e sedili, le cassette della frutta si sono trasformate in mensole, librerie e scaffali cosi come le pedane di legno. I gusci delle noci sono diventati piccole barchette, i contenitori delle uova di Pasqua simpatici animaletti intrecciati con lo spago, le bottigliette del succo di frutta sono state riempite di sale colorato e tante altre idee sono state concretizzate. Parte importante del progetto oltre ad insegnanti ed alunni, sono stati il Dirigente Scolastico che ha coordinato e supportato i lavori ed i genitori che hanno contribuito attivamente alla buona riuscita di tutto il percorso. Gli insegnanti ringraziano tutti per l’aiuto e la collaborazione ed in particolare i signori Sorrenti e Denisi per il materiale in legno fornito. Fase conclusiva del progetto è stata una mostra mercato di tutti i manufatti realizzati che si è conclusa nella serata dell’11 giugno con grande successo. I fondi raccolti verranno destinati parte All’UNICEF e parte all’acquisto di materiale didattico utile alle classi. Si ringraziano quanti hanno preso parte all’iniziativa nella speranza che il riciclo diventi abitudine di vita quotidiana e non occasionale.

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Educazione e Scuola

PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA RADICE DELL’INDIMENICABILE PONTIFICATO DI BENEDETTO VI E IL CARISMA DEL SUCCESSORE PAPA FRANCESCO.

Deborah Di Rubbo torna a interessare il pubblico con una nuova pubblicazione, a distanza di appena due mesi dalla presentazione del volume dal titolo: “Il Pontificato di Benedetto XVI sui quotidiani italiani”. Il nuovo testo: “LA RADICE DELL’INDIMENTICABILE PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI E IL CARISMA DEL SUCCESSORE PAPA FRANCESCO”. L’autrice con esperienza giornalistica negli ambienti della stampa vaticana, pare avere assimilato una preziosa carica dell’atmosfera che veicola in quelle sale vicine alla vita e alle opere dei pontefici. Grande è, infatti, il suo interesse nei confronti del modo di essere, di agire, di pensare e di esprimersi degli ultimi due Papi. La sua attenzione si coniuga con un’ampia fede cristiana che nutre nel cuore, per cui, è, da ritenere, che il suo orizzonte culturale viene costantemente sollecitato e coinvolto dalle tematiche antropologiche, teologiche, pastorali e missionarie dei Pontefici. Il testo si compone di quattro capitoli, di cui, nel primo la Di Rubbo riflette sulle probabili cause che hanno, in qualche modo, determinato le dimissioni dal pontificato di Papa Ratzinger; nel secondo si sofferma ad esaminare, mediante la lettura delle encicliche, la concezione di Benedetto nei confronti della persona umana, vista nella dimensione immanente e trascendente. Nel terzo e quarto capitolo si accosta alla nuova evangelizzazione introdotta con il pensiero, ma soprattutto con i comportamenti e con le opere, dal Pontefice “venuto quasi da un altro mondo”: Papa Francesco. Il ministero petrino di Papa Benedetto XVI, svoltosi dopo quello di Giovanni Paolo II, Pontefice di grande visibilità, personalità di enorme spessore carismatico, comunicatore e trascinatore di immense folle, in qualche modo, ha condizionato la figura del successore, personalità di profonda e di ampia elevatezza culturale, ma di carattere riservato, semplice, umile, restio ad allontanarsi da taluni protocolli che hanno segnato una lunga tradizione del regno pontificio.Forse per questo suo modo di essere e per i profondi temi cristologici, etici, storici e antropologici affrontati negli scritti e nei discorsi, non sempre ben capiti e/o accettati dai media e, forse, anche da alcuni settori del clero, il ministero petrino di Benedetto ha avuto, talvolta, un percorso alquanto controverso e tormentato. Di questo si occupa la Di Rubbo, con minuziosa ricerca e approfondita analisi degli scritti, delle encicliche e dei discorsi, con il proposito di fare emergere alcune verità di fede, di scienza, di dottrina e di apostolato del Papa: “Lavoratore nella vigna del Signore”. Più specificatamente cerca di valorizzare all’attenzione dei lettori la dimensione che Papa Benedetto VI esprime nei confronti della problematiche che veicolano nell’attuale società, come per esempio, il valore della persona umana, l’urgenza di conciliare la cultura umanistica con quella scientifica, dimostrare la netta relazione tra fede e ragione, porre all’attenzione l’urgenza educativa della famiglia, della chiesa, della società, dello stato e delle agenzie a ciò preposte. Da questo esame scaturisce il pensiero di questo Papa: “umanizzare la nostra società” dominata dalla scienza, dalla tecnologia, dai mezzi di comunicazione, dalla disuguaglianza sociale, dall’affarismo e dal nichilismo. Ricondurre l’uomo alla verità che non inganna, che non è effimera, che non è provvisoria, ma è vera ed eterna perché ha la radice nell’amore di Dio. La personalità, e la sostanza evangelica che si sprigionano dal nuovo Papa Francesco, si evidenziano nella sua prima apparizione “Buonasera fratelli e sorelle”. Con questa espressione carica di semplicità e di familiarità riesce a conquistare non solo la cristianità mondiale, ma anche i non credenti, gli sfiduciati, gli agnostici, gli abulici. Immediatamente Francesco è divenuto il “Papa Nuovo”, il Papa di tutti, specialmente dei più poveri, degli esclusi, dei bisognosi di affetto e di amore, di speranza e di carità. Il carisma di Francesco abbraccia un vasto e alto orizzonte che si traduce in un umanesimo nuovo, un umanesimo dell’agire secondo la carità evangelica: Papa Francesco vuole un rinnovamento totale della chiesa, vuole una chiesa povera per i poveri, una chiesa che rifiuti gli onori mondani, una chiesa operativa che si accosti concretamente dove c’è gente che soffre, dove c’è attesa di vicinanza morale, affettiva e spirituale; “La Chiesa deve essere un ospedale da campo”, una tenda sempre aperta e disponibile ad accogliere i fratelli bisognosi di aiuto e di speranza.Papa Francesco non è, quindi, per un umanesimo estemporaneo solidale da elargire soltanto nel momento del bisogno, ma la sua osservanza evangelica esige la costanza della solidarietà da tradurre, sempre, nell’abbraccio amorevole, nell’incontro spirituale e fisico con tutti. Il suo messaggio è forte, penetrante, ha il carisma di scuotere persone, istituzioni e governanti: tocca il cuore e il pensiero della gente comune e dei potenti.La gestualità, il sorriso, lo sguardo, le opere sono segni dell’umanesimo della persona concepita come creatura di Dio, un umanesimo che Papa Francesco, nel suo ministero petrino, vuole far rifulgere in tutta l’umanità affidandosi all’amore, alla misericordia e alla carità di Gesù Cristo che è “Via, Verità e Vita” e Luce delle genti. Deborah Di Di Rubbo riflettendo su tutti gli aspetti sopra accennati, riesce ad offrire ai lettori un pregiato testo di conoscenza, di cultura e di storia.

Cesare Natale Cesareo · 4 anni fa

Educazione e Scuola

Giochi matematici: 3 dei 10 finalisti nazionali sono studenti del Borrello Fiorentino di Lamezia

Partipilo Francesco, Franzè Marta e Grande Lorenzo Sono i tre alunni della prima e seconda media dell’Istituto Comprensivo “Borrello-Fiorentino” di Lamezia Terme, che tra qualche giorno partiranno per Milano, dove all’Università “Bocconi” nel pomeriggio di sabato 10 maggio 2014 disputeranno la finale nazionale della 28esima edizione dei Giochi matematici 2014, organizzati dal Centro Pristem-Eleusi della “Bocconi” (in collaborazione con la sezione di Mathesis di Lamezia). I ragazzi del “Borrello-Fiorentino” anche quest’anno si sono messi in “gioco” partecipando alla semifinale dei Campionati internazionali dei Giochi matematici, la cui competizione si è svolta il 22 marzo 2014 presso il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Lamezia, e ha visto la partecipazione di tutte le scuole della provincia.“L’Istituto Comprensivo -precisa in una nota la professoressa Giovanna Di Cello, dello stesso istituto, diretto da Albino Cuda- ha concorso per la categoria C1 (alunni della prima e seconda media) e per la categoria C2 (alunni delle classi terze). Dalla classifica riportata sul sito di Mathesis Lamezia –aggiunge la docente- sono risultati ammessi alla finale nazionale, per la categoria C1, un totale di 10 alunni provenienti dai diversi Istituti cittadini e, nell’ambito di queste posizioni, tre ottimi posti sono andati a studenti del : Partipilo Francesco, Franzè Marta e Grande Lorenzo, classificatisi rispettivamente al 1°, 4° e 6° posto”.

Il 5 aprile, al Liceo Scientifico, sono stati consegnati gli attestati ai vincitori, che si sono cimentati nella soluzione di quesiti di logica matematica e che a breve partiranno alla volta di Milano per la finale nazionale (in calendario anche la finale Internazionale dei Campionati, che si terrà a Parigi a fine agosto 2014).

“Davvero una bella soddisfazione per il nostro istituto –sottolinea ancora Giovanna Di Cello-; e se a ciò si aggiunge la gioia di vedere qualificati anche molti , oggi studenti liceali, allora si conferma e si rafforza la positività dei successi ottenuti e il senso di continuità di quanto si va facendo”.

Lo slogan , scelto dal centro bocconiano, sta a sottolineare che “la soluzione dei quesiti dei Giochi matematici non è data da alcuna conoscenza particolare di teoremi o formule, bensì - conclude la nota- da una certa qualità e allenamento del pensiero, capace di districarsi nella complessità dei problemi, trovando soluzioni semplici e lineari. Tale preparazione, frutto di un mix tra competenza, curiosità e riflessione, nasce da qualità personali che si valorizzano con l’entusiasmo e con l’impegno quotidiano dei ragazzi nel lavoro in classe, ma molto dipende dagli input che la scuola s’impegna a trasmettere e che, per quanto riguarda l’Istituzione della , trova positivamente riscontro nella qualificazione sistematica di suoi alunni ogni anno, in occasione di questa competizione”.

Paolo Emanuele · 4 anni fa