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Basta bufale. Ecco cosa fa la Diocesi a Lamezia Terme per le sue chiese!

Scritto da redazione. Postato in Vita diocesana

 

La Diocesi di Lamezia Terme è in assoluto, la Diocesi in Calabria che ha speso di più per le sue chiese da restaurare negli ultimi dieci anni. E vi spieghiamo perché, grazie ai dati pubblicati sul sito ufficiale della CEI.

Nella Diocesi di Lamezia Terme ci sono 166  chiese, tra chiese parrocchiali, santuari e rettorie, cappelle e oratori. Alcune sono di proprietà della Diocesi, altre no! Di queste 166, negli ultimi anni ben 53 sono state restaurate interamente grazie al contributo dell’8xmille per una spesa complessiva pari a 5 milioni e duecento mila euro. A queste si aggiungono 16 chiese nuove, per una spesa complessiva di 14 milioni e 800mila euro. Questo significa che la Chiesa di Lamezia Terme ha speso sul territorio in questi ultimi anni circa 20 milioni di euro con evidenti conseguenze sul piano occupazionale e di preservazione del patrimonio culturale. Il tanto vituperato 8xmille incide non di poco sull’economia delle nostre zone così depresse e incapaci alcune volte di sfruttare e attirare finanziamenti.

Ovvio, qualcuno potrebbe tenere conto delle Chiese appartenenti al Fec (Fondo ediliza di culto) del Ministero degli Interni, come ad esempio la Chiesa di S. Maria degli Angeli a Lamezia Terme oppure la Chiesa del Convento a Nocera Terinese, il cui restauro non è assumibile dalla diocesi lametina in quanto non ne è proprietaria. Mentre, per la Chiesa di san Giovanni Battista sempre a Nocera Terinese, è già partito il finanziamento e la popolazione si sta attivando per contribuire al restauro. I ponteggi in essere lo dimostrano! I dati esposti, tuttavia, riguardano solo l’ultimo decennio e logicamente sono escluse le chiese moderne costruite negli anni 70. Quindi su 166 chiese, ci sono stati 69 cantieri nelle nostre chiese,  mentre 4 sono già in progettazione di restauro a partire dal 2019. Ricapitolando siamo a 73 edifici sacri già curati! In più ci sono 10 chiese costruite negli anni 70, pertanto al netto risultano 83 chiese,  che potrebbero non avere bisogno di restauro integrale, mentre alcune di esse potrebbero essere in lista (come già lo sono) per interventi prossimi di restauro che vengono ogni anno finanziati dalla CEI. Molto resta da fare, perché il patrimonio è ingente, ma moltissimo e in breve tempo si sta facendo! E la concattedrale non c’entra, perché si sta parlando del restauro di edifici già esistenti.

Infatti ogni anno la diocesi lametina riceve dai fondi dell’8xmille la quota di 700.000 che viene ripartita nelle chiese da restaurare a seconda degli interventi. È pur vero che la manutenzione ordinaria può lasciare alcune volte a desiderare, ma il bilancio complessivo degli interventi maturati in questi anni non lascia ombra di dubbio, se non per le bufale del momento! Certo, ancora delle chiese vanno restaurata, ma per questo l’8xmille dà il suo contributo ogni anno. Della serie: dateci il tempo di intervenire. Abbiamo 700.000 euro all’anno! Ma, con soddisfazione e grazie al lavoro di molti, la nostra Diocesi non è la Diocesi delle incompiute!

In questo sforzo, la Diocesi continua un percorso iniziato dall’architetto Natale Proto che ha fatto del museo diocesano e dell’impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico una vera e propria vocazione. Per questo motivo suona strano, sentire in suo nome, denigrare un percorso di valorizzazione, a favore delle nostre Chiese iniziato proprio con lui, l’architetto Natale Proto.

Quanto sopra, lo si doveva dire, perché la Chiesa non è “una stanza vuota”. Ogni Chiesa ha un popolo dentro!  E non è corretto affermare che un popolo, come quello di Nocera, ha abbandonato le sue Chiese!