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Concluso il ritiro spirituale quaresimale dei Cenacoli di preghiera

Scritto da don Pino Fazio. Postato in Vita diocesana

Nei giorni scorsi, nel monastero delle Clarisse “Santa Maria delle Grazie e della Misericordia” in Conflenti, si è tenuto il ritiro spirituale quaresimale dei cenacoli di preghiera “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” della Diocesi di Lamezia Terme. Buona la partecipazione dei fedeli: oltre un centinaio provenienti da diverse parti della diocesi (Curinga, Acconia, Sambiase, Nicastro, Piano Luppino, Conflenti, Decollatura, San Mazzeo).

Dopo la visita guidata dei luoghi delle prime apparizioni (1578) della Vergine Maria a Conflenti (Piano della Croce, chiesetta della Cerzulla), i fedeli sono entrati nella cappella del monastero e dopo aver ascoltato la testimonianza delle Suore Clarisse, hanno rivolto loro diverse domande sulle problematiche attuali della vita cristiana.

Successivamente, dopo la preghiera del Rosario, ha presieduto l’Eucaristia padre Michele Cordiano, che ha offerto ai cenacoli alcune tracce di riflessione: l’esperienza di conversione del popolo d’Israele nel deserto; la gratuità dell’amore di Dio verso tutti (come una madre che vuole sempre bene ai propri figli); il cambiamento del cuore del cristiano che si lascia plasmare dallo Spirito Santo; la dimensione della salvezza, che non è privata ma comunitaria. Padre Michele ha anche ricordato un episodio della vita di Natuzza, quando, diversi anni fa, si recò ad Assisi insieme a lei, per fare visita ai luoghi di san Francesco e santa Chiara. Entrando nel monastero delle Clarisse, l’Abadessa volle personalmente incontrare Natuzza e si intrattenne con lei per diverso tempo, come se si conoscessero da sempre.

Il Vescovo, Luigi Antonio Cantafora, al termine del ritiro, ha donato ai cenacoli la sua benedizione con queste parole: “Vi saluto tutti. Questo evento che voi avete celebrato qui nel monastero deve immettere in voi tanta speranza. E’ importante seguire l’esempio di Natuzza, che ha saputo consegnare la sua vita al Signore, attraverso la sofferenza, l’incomprensione, il nascondimento e la semplicità. Assumere il suo esempio significa per noi trovare la via per essere cristiani sul serio, capaci, attraverso la piccolezza, di conoscere e di gustare realmente la bontà del Vangelo e la gioia di stare con il Signore Gesù”.

I Cenacoli di preghiera, diffusi in molte diocesi in Italia, sono stati costituiti a Paravati il 15 settembre 1994. La loro identità è chiaramente espressa nel Testamento spirituale che Natuzza Evolo dettò a padre Michele Cordiano l’11 febbraio 1998. Natuzza disse: «In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore, sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che quotidianamente ci chiede per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa. I nostri siano i Cenacoli di Gesù e di Maria, dove insieme allo Spirito Santo regni la carità e l'umiltà di Gesù, l'amore materno e premuroso della Madonna, fino a divenire un rifugio per le anime nostre e dei nostri fratelli. Ho imparato anche che è necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. Siano, come vuole la Madonna, Cenacoli di vera preghiera, perché la preghiera fa bene all'anima e al corpo, ci purifica e piano piano ci convertiamo al Signore. Per questo è necessario invocare lo Spirito Santo, ascoltare e meditare la Parola di Dio, dove è possibile adorare e nutrirci della Santa Eucaristia, pregare la Madonna con il Santo Rosario, ubbidire alla Chiesa, edificarci a vicenda con la carità, l'umiltà e il buon esempio. Diamoci con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri. Evitiamo l'ipocrisia e le divisioni; invece tendiamo all'unità, al disopra di tutto viviamo la comunione più sincera, altrimenti facciamo soffrire Gesù. Operiamo con opere di misericordia. Quando una persona fa un bene ad un'altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: Signore ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare il bene e deve ringraziare anche la persona che le ha permesso di fare il bene. E' un bene per l'una e per l'altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l'occasione di poter fare del bene. In ogni casa ci vorrebbe un piccolo cenacolo, pure di un'Ave Maria al giorno. Ci vorrebbe un cenacolo per ogni famiglia».

Per iniziare un cenacolo, quindi, occorre pregare e meditare il vangelo comunitariamente, anche con l’ausilio di alcuni libretti che vengono pubblicati semestralmente dalla Fondazione di Paravati.

Tali libretti che vengono attualmente distribuiti in diverse diocesi italiane si possono richiedere compilando la scheda presente nel seguente link: http://www.fondazionenatuzza.org/scheda-cenacoli.html.