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Chiesa parrocchiale san Francesco di Paola eretta dal Vescovo Santuario diocesano

Scritto da Antonio Cataudo. Postato in Vita diocesana

“A norma dei canoni 1230-1234… erigo la chiesa parrocchiale San Francesco di Paola in Santuario Diocesano di San Francesco di Paola con sede in Lamezia Terme… L’Ordine dei Minimi, la cui presenza in questo territorio parrocchiale è attestata sin dal 20 giugno 1508, con il suo apostolato ha fatto sì che i fedeli siano sempre più stati attratti da una devozione verso la figura di San Francesco di Paola. Tutto ciò, desiderando dare un assetto canonico alla Chiesa parrocchiale che ne evidenzi il carattere di luogo di pellegrinaggio e punto di riferimento spirituale”. Una gioia incontenibile e un lungo applauso dei fedeli alla notizia del Vescovo diocesano Luigi Antonio Cantafora nella mattinata del 2 giugno, durante la Messa solenne in una Chiesa Matrice stracolma in ogni ordine di posto. Il Decreto, con numero di protocollo 20/17, è stato letto dal Correttore del locale convento dei frati Minimi, padre Giovanni Sposato. E sempre nella stessa mattinata della solennità di San Francesco, si è ripetuto il gesto della consegna della Chiave d’oro della Città al santo Patrono, da parte del Sindaco di Lamezia Paolo Mascaro, subito dopo la preghiera di affidamento a San Francesco di Paola e l’accensione del Cero. I festeggiamenti in onore del santo Taumaturgo, preceduti da un partecipato novenario preparatorio, tenutosi nella stessa Chiesa Matrice, sono proseguiti nel pomeriggio del 2 giugno con la processione che ha attraversato il Quartiere, addobbato con le luminarie e con le bandierine e gigantografie di San Francesco di Paola. Un fiume di persone ha partecipato sin dall’inizio alla processione, accompagnando la statua del Santo Taumaturgo e la Reliquia del Sacro Dito di S. Francesco, che si può venerare nell’omonima chiesa. L’uscita del simulacro di S. Francesco dalla chiesa Madre (ai lati della statua due Carabinieri in alta uniforme) è stata salutata da una miriade di luccicanti sparati da cannoncini di cartone a pressione, in un tripudio festoso di colori; il tutto addolcito dalle note eseguite dalla banda musicale del maestro Enzo Minieri. Una volta sul sagrato la statua è stata fatta girare e riportata all’ingresso per l’inchino alla chiesa Madre, che l’ha “ospitata” per tutto il novenario; quindi, rieccola di nuovo sul sagrato, imponente, maestosa mentre viene sollevata a braccia dagli statuari per la “girata”. Durante il percorso, a portare la statua si sono alternati gli statuari di S. Francesco di Paola, di Sambiase e di S. Eufemia (gemellati qualche ano addietro con quelli di S. Antonio, di Nicastro). Suggestivo come sempre, lungo il tragitto, il gesto del suono delle sirene delle autoambulanze e delle auto dei Carabinieri della locale Stazione; questi ultimi per un breve tragitto hanno portato la statua a spalla. All’arrivo della processione in Piazza 5 Dicembre, dopo un momento di preghiera dei Padri Minimi, il Messaggio di monsignor Cantafora alla Città, incentrato sulla ricerca del bene comune, che deve essere l’obiettivo primario di una società civile, così come la creazione dei posti di lavoro, che vale la dignità stessa di una persona. Il presule ha poi impartito la solenne benedizione. A seguire, Padre Giovanni Sposato, superiore dei locali Minimi, ha ringraziato ancora il Vescovo per l’elevazione “della nostra chiesa parrocchiale in Santuario Diocesano San Francesco di Paola”. Poi, fuochi pirotecnici, rientro della processione e spettacolo musicale in Piazza.