Stampa

Concluse a Maida e Pianopoli le giornate liturgicche delle Vicarie

Scritto da redazione. Postato in Vita diocesana

“Cristo Signore, desiderando celebrare con i suoi discepoli il banchetto pasquale, nel quale istituì il sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue, ordinò di preparare una sala grande e addobbata (Lc 22,12). La Chiesa, quando dettava le norme per preparare gli animi, disporre i luoghi, fissare i riti e scegliere i testi per la celebrazione dell’Eucaristia, ha perciò sempre considerato quest’ordine come rivolto a se stessa” (Ordinamento Generale del Messale Romano, 1). Tutte le volte che viene celebrato il memoriale del sacrificio di Cristo si compie un’azione che ha carattere ecclesiale, in cui ogni membro attivo, partecipante e celebrante, compie e adempie quelle norme necessarie che rendono la celebrazione del rito della Messa un sacrificio valido e accetto al Padre. Fare continua memoria di tale grandezza è necessaria per non trascurare certi aspetti della celebrazione e vivere una partecipazione attiva e consapevole al mistero eucaristico. Quanto sopra è stato oggetto delle giornate liturgiche svolte sabato 18 e domenica 19 febbraio nelle vicarie di Pianopoli, con circa 50 partecipazioni e di Maida, con 75. Come nelle precedenti giornate liturgiche vicariali, ministri straordinari della Comunione, componenti delle Corali, Gruppi liturgici e Ministranti si sono ritrovati insieme per pregare e formarsi sulla piena e consapevole partecipazione alla Liturgia Eucaristica. La celebrazione dell’Ora Media ha dato inizio all’evento con una breve esortazione di don Roberto Tomaino, direttore dell’Ufficio liturgico. Padre Gianluca Crudo, membro dell’Ufficio liturgico diocesano, parlando ai ministri straordinari della Comunione, è intervenuto trattando l’importanza dei Riti che precedono la Liturgia della Parola: l’introito, il saluto, l’atto penitenziale, il Kyrie eleison, il Gloria. “Scopo di questi riti è che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con fede la parola di Dio e a celebrare degnamente l’Eucaristia” (OGMR, 46). La trattazione dei riti mira a far comprendere e vivere il raduno fisico in assemblea come la manifestazione del Popolo di Dio, in cui Cristo, capo del Corpo, presiede la celebrazione nella figura del sacerdote. La Chiesa, dunque, durante la celebrazione eucaristica entra nella Trasfigurazione di Cristo e trasforma l’assemblea in un luogo vivificato dallo Spirito Santo, in cui si cantano le lodi a Dio e ne si ascolta la Parola partecipando al sacrificio del suo Figlio. Sono quattro gli atti significativi della celebrazione eucaristica riunita in assemblea: primo, il dono del Padre della vita del Risorto attraverso lo Spirito Santo; secondo, la realizzazione del Corpo di Cristo; terzo, la reale presenza del Cristo nella persona del Sacerdote; quarto, la partecipazione attiva di tutti i componenti della celebrazione: lettori, accoliti, cantori... Don Roberto Tomaino contemporaneamente ha curato la formazione dei cori esponendo loro l’importanza del canto nella celebrazione della Messa. L’azione liturgica celebrata col canto assume una forma più alta e nobile. Il canto, infatti, esprime l’unità dei cuori dei fedeli che insieme si  innalzano alle cose celesti, figura stessa della Chiesa della Gerusalemme celeste. Nella scelta dei canti dunque è importante sottolineare il tema presente nella liturgia della Parola e utilizzare testi che appartengono alla tradizione sacra della Chiesa. Una particolare attenzione dovrebbe essere data al canto gregoriano e alla polifonia. Tutte le altre melodie si usino nei momenti più opportuni tenendo conto delle condizioni dell’ambiente, l’utilità pastorale dei fedeli e la natura di ogni lingua. Da ciò risulta necessaria una formazione permanente in merito alla musica sacra per favorire la partecipazione consapevole di tutta l’assemblea alla celebrazione dei divini misteri. Nel corso della stessa giornata, don Antonio Colombino insieme al seminarista Francesco Benvenuto hanno intrattenuto i ministranti, 23 per la vicaria di Maida e 17 per quella di Pianopoli, sul tema della luce nella liturgia eucaristica. Prendendo spunto dalla figura Giona “Alzati va e non temere” è stato ricordato ai ragazzi che i cristiani sono chiamati a vivere la missione nella Chiesa e soprattutto nella liturgia seguendo la Luce del Signore risorto tema sempre presente nelle diverse celebrazioni. In conclusione, possiamo ricordare che“nella sua condizione terrena, la Chiesa ha bisogno di luoghi in cui la comunità possa radunarsi: le nostre chiese visibili, luoghi santi, immagini della Città santa, la celeste Gerusalemme verso la quale siamo in cammino come pellegrini. In queste chiese la Chiesa celebra il culto pubblico a gloria della Santissima Trinità, ascolta la Parola di Dio e canta le sue lodi, eleva la sua preghiera, offre il sacrificio di Cristo, sacramentalmente presente in mezzo all’assemblea. Queste chiese sono inoltre luoghi di raccoglimento e di preghiera personale” (CCC 1198-1199)