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Al via gli incontri di formazione per educatori

Scritto da Giuseppina Costantino . Postato in Vita diocesana

“Come poter essere cristiani nella società attuale”. Questo il tema del primo incontro di formazione per educatori che, organizzato da don Fabio Stanizzo e svoltosi nel centro pastorale della parrocchia San Nicola di Bari, a San Pietro a Maida, ha avuto come relatore Giuseppe Bianco, dell’Associazione nazionale sociologi della Calabria. Nel suo intervento don Fabio ha ribadito l’importanza della formazione in un campo come quello educativo che ha bisogno di persone (giovani e adulti) che mettano a disposizione il loro tempo e la loro esperienza a servizio per il prossimo. L’educatore, quindi, a differenza dell’animatore, ha la responsabilità educativa di chi gli viene affidato ed ecco la necessità di formarsi  per poter  trasmettere sempre di più.  Una buona formazione alla professione dell’educatore deve essere in grado di operare su tre fronti: sapere che riguarda la conoscenza teorica, il quadro dove inserire il proprio operare; saper fare che è la pratica; saper essere che è  il punto più delicato e riguarda la capacità di mettersi in relazione e quindi di riconoscere bene se stesso, prima di tutto. “È necessario prenderci spazio per maturarci personalmente – ha affermato Bianco - . Se io non accolgo la mia mente vado contro la volontà di Dio. Il nostro percorso di integrazione, non deve essere prodotto come sforzo. Quando l’Io è rigido scattano: il successo, la devianza, le somatizzazioni e staccare la spina. Quando una persona si muove verso il cambiamento – ha aggiunto - , si creano: divisione, ira, ostracismo e latenza e alla fine non saremo ricordati per i pensieri o le emozioni provate, ma per i comportamenti diversi che abbiamo agito. Il vero cambiamento non passa attraverso il sapere e il saper fare, ma attraverso il saper essere. È solo con il nostro saper essere che possiamo relazionarsi in maniera profonda con gli altri”. Bianco, poi, ha fatto eseguire ai presenti, un esercizio ad occhi chiusi per ricercare se stessi, invitando a usarlo come “compito giornaliero” per cercare il proprio Io.  “Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece, necessario, insegnare all’uomo, l’arte di vedere”, ha concluso Bianco con questa frase di Carl Gustav Jung. Nei prossimi incontri i temi trattati saranno “come poter essere leadership” e la “dimensione nella comunicazione”.