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Don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani

Scritto da Giampiero Scarpino. Postato in Una vita che invita

Don Primo Mazzolari nasce in una frazione di Cremona nel 1890 da genitori legati alla terra. A dieci anni entra in seminario a Cremona e persegue gli studi fino all’ordinazione del 1912. Insegna lettere al seminario di Cremona. Partecipa alla Prima guerra mondiale. Nel 1920 è parroco a Bozzolo nella diocesi di Cremona, dove difende i diritti dei poveri. Nel 1922 inizia la sua opposizione al fascismo e nel 1949 fonda e dirige il periodico «Adesso» la cui pubblicazione fu sospesa nel 1951. Nel 1957 predica la Missione a Milano, chiamato dal cardinal Montini. Con l’elezione di Giovanni XXIII  le idee di don Primo vengono accolte e nel 1959 è ricevuto da papa Roncalli che apre alle sue teorie. Muore il 12 aprile 1959 nella casa di cura San Camillo di Cremona. Le sue idee sono testimoniate dai Papi: “Ecco la tromba dello Spirito Santo in terra mantovana” Giovanni XXIII (1959); - “Non era sempre possibile condividere le sue posizioni: don Primo camminava avanti con un passo troppo lungo e, spesso, non gli si poteva tener dietro; e così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. È il destino dei profeti” Paolo VI (1970); - “Don Primo fu un uomo leale, un cristiano vero, un prete che camminava con Dio, sincero e ardente. Un pastore che conosce il soffrire e vede lontano. Il suo giornale era la bandiera dei poveri…” (Giovanni Paolo I). Don Lorenzo Milani nasce a Firenze nel 1923 in una colta famiglia borghese. Studia fino alla maturità classica a Firenze e dal 1941 si dedica alla pittura iscrivendosi all’Accademia di Brera. Attraverso la pittura sacra approfondisce il Vangelo; nel novembre del 1943 entra in Seminario Maggiore a Firenze. Il 13 luglio 1947 è ordinato sacerdote e fonda una scuola popolare serale per i giovani operai e contadini della sua parrocchia. Nel1954 è nominato priore a Barbiana  e qui raduna i giovani in canonica con una scuola popolare e apre il doposcuola per i ragazzi della scuola elementare statale. Nel 1956 per i primi sei ragazzi ,finite le elementari, iniziano una scuola di avviamento industriale. Nel maggio del 1958 manda in stampa Esperienze pastorali ma a dicembre il sant’Uffizio, ritenendo inopportuna la lettura, ritira il libro dal commercio. A dicembre 1960 ha i primi sintomi del male che sette anni dopo lo porterà alla morte, Dal 1965 ha guai giudiziari per una lettera aperta ad un gruppo di cappellani militari toscani per cui è incriminato di apologia di reato. Nel luglio 1966 scrive la Lettera a una professoressa; muore a Firenze il 26 giugno 1967 portando nel cuore Gesù fino all’ultimo istante. Il versetto della II di Paolo ai Corinzi ci fa cogliere la sua esperienza di fede: “Da ricco che era si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. Don Lorenzo cresce in una famiglia di alta cultura fiorentina. E’ molto attento alla Parola di Dio ed la sua scuola privilegia l’ascolto della Parola perche vuole che i suoi alunni operai abbiano sete di conoscere per avere sete di Dio (da Esperienze pastorali). In una lettera a don Palumbo scrive: “Bisogna stare in alto e in grazia di Dio, mirare in alto; la gente viene a Dio solo se Dio la chiama. Se invece che Dio la chiama il prete la gente viene all’uomo e non a Dio”. Ecco don Lorenzo contestatore. La lettera ad una professoressa è importante nella lotta studentesca del 1968.  In essa sostiene che l’uomo ha ricchezze infinite e deve poterle esprimerle attraverso la scuola. La vera cultura non è solo possedere la parola ma poterla esprimere. Scrive in una lettera: “La cultura è una cosa meravigliosa come il mangiare; chi mangia da solo è una bestia, bisogna mangiare e coltivarsi insieme alle persone che amiamo”.  Don Mazzolari e Don Milani, figure scomode rivalutate oggi da Papa Francesco. Li accomunano la vicinanza ai poveri, il dialogo con “i lontani”, la visione di una Chiesa “ospedale da campo”, l’impegno per la pace ed i più deboli. Come sotiene Monsignor Bregantini “ entrambi sono stati “feriti” dalla Chiesa ufficialeed ora vengono riabilitati e rilanciati”. Don Lorenzo affermava: “Non mi chiedete cosa deve fare ma cosa deve essere un maestro”. Don Lorenzo parla ai maestri e insegna all’Italia ad essere e fare scuola e lancia un grido alla scuola italiana, alla politica e alla Chiesa.  Don Primo parla ai sacerdoti. Entrambi educano perseguitati dalle gerarchie che non comprendono la proposta di un cristianesimo con al centro i poveri e l'annuncio.