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Carlo Acutis

Scritto da Giampiero Scarpino. Postato in Una vita che invita

Nasce a Londra il 3 maggio 1991 dove i genitori si trovano temporaneamente per motivi di lavoro. Rientrati a Milano, all’età di sette anni, Carlo è ammesso alla prima comunione grazie al suo amore verso il Signore e la buona educazione. Frequenta la parrocchia di Santa Maria ed è allievo modello a scuola, elementare e media. Si iscrive al Liceo dei padri Gesuiti, molto preparato a scuola, si impegna a vivere l’amicizia con Gesù e l’amore filiale alla Vergine Maria; un ragazzo premuroso che presta attenzione ai problemi delle persone che gli stanno accanto. Nel pieno della sua giovinezza viene colpito da leucemia fulminante che vive come prova da offrire per il Papa e per la Chiesa. Si ricongiunge definitivamente al Signore il 12 ottobre 2006. Il 13 maggio 2013 il Vaticano concede il nulla osta per l’avvio della causa di beatificazione che si svolge nella Diocesi di Milano dal 15 febbraio 2013 al 24 novembre 2016. I suoi resti mortali riposano nel cimitero di Assisi la città del “poverello” San Francesco. "Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita" così recita nei suoi scritti il giovane Carlo. Impegnato nella scuola, impegnato nella preghiera e nel sociale, Carlo è un ragazzo dei nostri giorni, naviga in  internet, conosce la telematica. Un giorno diventerà Beato e poi Santo e sarà un “giovane Santo” che con il suo esempio darà lezione di Santità a tanti cresimandi, animatori di oratorio,scout e universitari cattolici. Potrà essere Santo patrono di internet e protettore di tutti i cybernauti. Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni, “patito” di internet come i suoi coetanei; uno dei pochi giovani che ha capito che internet è anche “veicolo di evangelizzazione e di catechesi”, quel “predicatelo dai tetti”che aveva già intuito papa Giovanni Paolo II. Oggi sul web è ancora presente nel sito “miracolieucaristici.org”, la mostra virtuale che lui stesso ha ideato,progettato e realizzato fin dall’età di  quattordici anni. Qui  testimonia l’Eucaristia “autostrada per il cielo” un strada da percorrere quotidianamente. Con i suoi 15 anni limpidi e solari, con la sua voglia di vivere e la sua allegria, ma soprattutto con la sua fede, ha insegnato a tanti adulti stili di vita cristiana. Vive come tanti ragazzi ma si differenzia per un interesse  particolare per la fede e per la vita di oratorio e di parrocchia;  l’amore verso la Santa Messa ne fa un assiduo frequentatore della Chiesa fin dall’età di 12 anni; l’amore per l’Eucarestia lo porta a ricevere il “Corpo Santo del Signore” ogni giorno. In adolescenza recita ogni giorno il Rosario, ama il silenzio e la meditazione, Adora l’Eucarestia. E’ convinto che quando “ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa Santi”. La Santità è il suo obiettivo ; Carlo porta e trasmette santità ” sui banchi di scuola, in pizzeria con gli amici o in piazzetta per la partita di pallone”. Un vero animatore e missionario della Santità, giovane Apostolo del duemila.  Testimonia sempre la Santità: porta giovani a Messa, li avvicina alla Comunione ed al Rosario quotidiano, legge loro una pagina di Bibbia, li avvicina all’Adorazione Eucaristica, alla confessione settimanale e alla disponibilità di rinunciare a qualcosa per gli altri nel servizio e nel volontariato.

Carlo desidera  la Santità e cerca amici in cielo; nel suo sito internet c’è la sezione “scopri quanti amici ho in cielo”, dove  compaiono i santi “giovani” come San Domenico Savio, Maria Goretti , Piergiorgio Frassati . “Morirò giovane”, ripete, offrendo la sua giornata ai ragazzi del catechismo, ai poveri della mensa Caritas, ai bambini dell’oratorio.  Suona il sassofono, gioca a calcio, progetta programmi al computer, si diverte con i videogiochi, guarda film polizieschi,  gira film con i suoi cani e gatti. Impegna molte ore nello studio e frequenta con profitto il liceo milanese “Leone XIII”. Dagli amici è molto amato; vive e trasmette allegria da ragazzo educato e rispettoso.  Nel pieno della sua vivacità, dei suoi bellissimi anni e del suo impegno a testimoniare il Signore improvvisa arriva la leucemia che non lascia scampo e che lui accoglie con un sorriso e con la pace interiore. Ama la vita e cerca di curare la malattia per la sacralità della vita stessa; quando le cure risultano inutili  sorride alla morte come all’incontro con l’Amato. Muore il 12 ottobre 2006 e i suoi resti mortali vengono seppelliti nella nuda terra di Assisi, la città di San Francesco, una città che amava tantissimo e visitava spesso appena poteva per ritemprare lo Spirito. L’Assisi vissuta da Carlo è l’Assisi del post terremoto, l’Assisi dei nostri giorni, la San Damiano dei nostri frati, la Porziuncola del “Sabato sera”, la Basilica di San Francesco della Santa Cripta e della testimonianza dei frati della Rivista San Francesco. Un Carlo che è vissuto al nostro fianco, che ha vissuto la spiritualità francescana di oggi come tanti che frequentano oggi la città di San Francesco in cerca di conversione,pace interiore e preghiera.  A soli cinque anni dalla morte come previsto dalle norme canoniche, la Diocesi di Milano inizia il processo di beatificazione.