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Francesco d'Assisi, perchè Francesco?

Scritto da Giampiero Scarpino. Postato in Una vita che invita

Una bella domanda che merita una….velocissima ,sincera, esaustiva risposta. Francesco d’Assisi è l’uomo delle scelte; Francesco testimonia il bivio che si incontra più volte nella vita; Francesco è l’uomo che in primis in tutte le sue scelte si è fatto consigliare dal silenzio,dalla preghiera e da Gesù contemplato. Il Crocefisso di San Damiano è il suo compagno di viaggio, gli parla nella chiesina di San Damiano, lo scuote, lo stimola in una scommessa :”ricostruire la … Chiesa che va in rovina!” Francesco risponde alla chiamata, ricostruisce San Damiano, crea la prima comunità di frati e decide nel 1209 di andare dal Papa perché gli riconoscesse l’ordine creato a San Damiano. Qui ottiene una risposta alle sue tante domande ed il Papa, nel riconoscere l’ordine, affida al poverello la ricostruzione “morale” della Chiesa del 1200. Un gran bel passaggio a 1200 anni dalla morte di Gesù, Dio chiama un convertito e lo fa innamorare del “Celeste” nella povertà. La povertà e, specialmente, l’umiltà fa raggiungere mete impensabili e Francesco, inconsapevole di tanta grazia, raduna tante persone nel nome del Signore ed offre a Lui tante vocazioni. La regola dei Frati Minori dettata da Francesco a frate Leone mette al primo posto tre condizioni principali : povertà,castità,obbedienza. Qui sta il cambiamento di buona parte della Chiesa. Il 30 maggio 1221 si raduna in Assisi il capitolo detto "delle stuoie" ; vi partecipano circa 5000 frati, si discute il testo della Regola e viene nominato frate Elia vicario generale al posto di Pietro Cattani, morto il 10 marzo di quell'anno. Tra questi frati c’è Fernando di Buglione, Frate Antonio, che diventerà in seguito sant’Antonio da Padova. Alcuni frati spingono verso un ordine di dottrina, altri verso la regola dettata da Francesco. Il Crocefisso di san Damiano continua ad essere il Gesù che parla : “Alto e Glorioso Dio illumina il cuore mio , dammi fede,speranza,carità,senno e conoscimento “. Ed il Gesù di San Damiano ispira continuamente Francesco nella preghiera. Anni prima in un momento in cui pensava di ritornare in guerra al servizio di un Signorotto, il Signore Re del Cielo gli appare in sogno a Spoleto:”Francesco perché servi il servo e non il Padrone”. La risposta è pronta,Francesco si mette al servizio del “Padrone”; lo vede nei poveri,negli ammalati,nei bisognosi e lo vede principalmente nei “poveri” di fede, nei “Farisei” dell’epoca. Inizia a predicare il Vangelo; va a Rivotorto per abbracciare i malati di lebbra vivendo con loro. Si inizia a capire la risposta da dare al “perché Francesco ?”. Fino a 25 anni il figlio del ricco mercante di tessuti di Assisi aveva vissuto da ricco,viziato,dedito alla”vita”, sfruttando al massimo lusso e dissipazione. Va in guerra con l’orgoglio del guerriero ma ritorna a casa dopo un anno con le prove della guerra,della morte,della prigionia,della sofferenza e della malattia. Nella prigionia ha la fortuna di tenersi compagnia leggendo un piccolo Vangelo  che lo aiuta a riassestare i tasselli della sua vita. Il suo nuovo compagno: Gesù Cristo, a San Damiano e nel Vangelo. Il suo nuovo vestito; un sacco o saio. La sua nuova famiglia: non più papà Pietro e mamma Pica ma i lebbrosi, i poveri, gli abbandonati di Assisi. Infine, una nuova casa: non più il palazzo in Assisi ma le pietre del tugurio di Rivotorto e san Damiano. Inizia da qui il cammino nuovo di Francesco che non rimane solo. Lo raggiungono i suoi compagni di infanzia, gli amici dell’Osteria, molti figli di ricchi di Assisi e perfino una ragazza che scappa di casa, Chiara, innamorata delle scelte di Francesco. Crea l’ordine francescano maschile con Bernardo, Angelo, Masseo, Filippo, Pietro Cattani e Elia; con Chiara crea l’ordine femminile di Clausura. Il suo esempio coinvolge tanta gente, molti si consacrano al Signore. Evangelizza l’Italia intera, l’Europa e persino, con parecchie difficoltà, alcune terre musulmane. Riuscirà con la sua umiltà a fare in modo che i luoghi sacri della Terra Santa vegano dati in Custodia ai Frati Minori. Ecco la risposta al “perché Francesco”?: una umiltà che conquista, una umiltà arma di convincimento, di evangelizzazione, di esempio, base di tutte le scelte sagge della vita. Umiltà, preghiera, contemplazione e dialogo con Dio lo spingono fin sul monte della Verna in un desiderio “parlare” con Dio. Il “Signore” che aveva deciso di servire a Spoleto, sul monte della Verna  lo incarna nelle Stimmate. Un miracolo vivente, Francesco d’Assisi dai suoi primi 25 anni di gioventù ai secondi 21 di dedizione a Dio e al prossimo. Ecco perché Francesco, la scelta del nome di papa Bergoglio, la scelta di tanti giovani e non giovani nel seguire la strada della fede e di Dio presi per mano da Francesco. E’ stato scelto da Dio e lui ha scelto chi si è rivolto al suo Crocefisso preferito, San Damiano. Ha preso per mano tanti e non li ha mai lasciati. Grazie Francesco!