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Grazie Eccellenza

Scritto da Antonio Pittella. Postato in Spazio ai lettori

 

La Chiesa Lametina in questi giorni si trova in stato di giubilo: si innalzano lodi al Signore Nostro Dio per la grazia di averci dato un pastore di grande statura morale, di elevata profondità di pensiero, di provata bontà, di semplicità e  di smisurata carica di fede. Anche io sento il bisogno di unirmi, indegnamente, in una fervente preghiera di osanna al Signore che, pur avendolo da molti anni nel cuore e nella mente, si è radicato ancora di più in me in quel santo cammino che insieme abbiamo fatto nella terra santa d’Istraele. 

 

 

 

 

 

Ringraziamo il Signore per i tanti insegnamenti di fede e ragione che in questi dieci anni S.E. ha elargito con spirito missionario, con pacata dottrina e con vivace cultura umana e cristiana. Il cammino, non sempre facile in questo nostro territorio tormentato da diverse problematiche, che ancora oggi affliggono la società e la chiesa, è stato affrontato e condotto con umiltà cristiana, ma anche, in alcuni passaggi, con determinazione e coraggio, atteggiamenti sicuramente sorretti dalla fede in Cristo Gesù.  E’ la fede che dà luce e certezza del viaggio, è la fede che illumina i passi della persona umana. S.E. scrive: “La fede appare come una necessità. Infatti come si potrebbe vivere, senza fidarsi di qualcuno? E’ possibile crescere senza avere fiducia in qualcuno? E’ possibile  amare una persona senza fidarsi di lei?...” (Abbiamo ricevuto la luce vera, abbiamo trovato la fede pag. 9). La fede si realizza con l’aprirsi all’altro, si concretizza mediate opere di condivisione e di solidarietà verso il prossimo, specie nei confronti di quello che ha più bisogno di assistenza non solo materiale, ma affettiva, morale, religiosa.  Allora dobbiamo ritenere che la fedeè adesione vitale, è sostanza di vita che è, e si evolve, è accettazione di un cammino di aperture e di incontri che sostanziano la vita e la storia della persona umana. La fede è motus animi che fa sgorgare gradualmente la speranza, ossia quella visione che dà un senso all’esistere e una certezza di non concludere questa vita terrena nel nulla, come teorizzavano le correnti filosofiche positiviste, illuministe e pessimiste. La speranza che ci viene dalla parola di Dio è luce vera, è la sola che proietta l’uomo nel mondo senza fine, nella dimensione della verità. Questi capisaldi di speranza sorretti, anche da una profonda carità verso tutto il popolo di Dio, credo, hanno improntato tutto il Suo servizio Pastorale di questi dieci anni, nella convinzione che “Cristo si tocca con la fede, Cristo viene con la fede”. Ecco perché nelle sue lettere pastorali, nelle omelie, nei vari interventi con fervore e amore invita a intraprendere percorsi di fede, mediante atteggiamenti di solidarietà, di rispetto e di preghiera: così si alimenta e cresce la fede in Dio e nasce la speranza che sostiene l’essere umano nel percorso terreno e lo prepara alla vita senza fine: l’eternità.

Grazie Eccellenza.

Antonio  Pittella