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Riflessioni su Sant'Antonio

Scritto da Giampiero Scarpino. Postato in Spazio ai lettori

Sant’Antonio è un Santo eccezionale, venerato anche per la sua enorme capacità di fare miracoli."Santo Taumaturgo", viene definito il frate francescano che per tutta la vita si è affidato a Dio, lo ha amato, lo ha fatto conoscere a tanta gente, lo ha predicato fino a dodici ore consecutive per testimoniare e portare l’amore ed il perdono nei cuori di tanti uomini, importanti o no. Un Santo che ha fatto della sua trasformazione interiore ed esteriore il messaggio da trasmettere al mondo di ieri e di oggi. Ha preferito la povertà alla ricchezza, il giaciglio su un noce ad un letto di monastero, ha preferito stare vicino a Cristo nella semplicità ricevendo da lui doni enormi in terra che in cielo. E’ morto Santo così come si era sentito Santo nella vita "vissuta" con e per Gesù certo che amare Cristo significhi la salvezza del mondo. Gesù prima di tutto: Bambino, Povero, Predicatore, Crocifisso, Eucarestia. Il suo amore per noi, questo amore datoci senza nulla in cambio, per condurci alla gioia, per cercare questa gioia nelle cose semplici, nelle cose che ti avvicinano a Dio, che ti danno il Paradiso sulla terra e ti preparano alla gloria del cielo. Antonio in questo aveva preso tanto dal quasi coetaneo Francesco d’Assisi. Il desiderio di farsi ultimo, di amare, di vedere Dio nelle bellezze della natura. Un Sant’Antonio che oggi più che mai si presenta a noi mostrando la sua vita,dal giorno della scelta di farsi Francescano fino alla morte .Le ricchezze dei Monasteri Agostiniani gli fanno capire come dietro tanto benessere ci si possa allontanare dal Signore. I seguaci di Francesco d’Assisi, con la loro povertà e semplicità, gli insegnano ad amare Cristo ed a servirLo in povertà e perfetta letizia. Anche Lui a 25 anni cambia vita come a 25 anni si converte Francesco d’Assisi. Accetta tutto con umiltà e quando scoprono in lui il dono della predicazione,sarà capace di parlare del Vangelo alla gente fino a dodici ore di fila. Quando vivi con Cristo è Lui stesso che guida la tua vita; se vivi con Lui, Gesù ti sta vicino, se non pecchi per rispetto a Lui, ti dona grazie, se parli di Lui ti dona ricchezze e pregi, se resti povero ed umile per Lui, perchè riconosci che è Lui che ti guida, allora ti premia ancora di più. Fernando che si fa Antonio, che per amore di Gesù sceglie il noce come dimora, che fa di Gesù il motivo del suo"quotidiano", lo scopo per cui preghi e parli, così Antonio si pone a modello da imitare. O grande Sant’Antonio, noi che ci rivolgiamo a te per sospirate grazie,concedici di conoscere sempre più quel Gesù che tanto hai amato; aiutaci a capire le tue scelte, i tuoi propositi; aiutaci a capire che Dio è l’alfa e l’omega della vita. Sveglia in noi il desiderio d’amare e capire che solo attraverso la carità saremo capaci di sorridere a Gesù e saremo felici quando avremo fatto del bene portando anime a Cristo. Tu grande Taumaturgo se sei capace di guarire le nostre malattie potrai certamente rispondere a questo nostro desiderio. Hai fatto questo per tanti anni della tua nobile vita; oggi come nel 1220 servono principalmente questi miracoli. Abbiamo bisogno di rinnovarci nello spirito, di vivere con Cristo e per Cristo, con amore e per l’amore, con carità e per la carità, con gli altri e per gli altri, abbiamo bisogno di ritornare semplici di essere sinceri perchè nella vita se inganniamo gli altri non facciamo loro del bene. O servo del Signore, come è bello capire che l’umiliazione, che potrebbe essere per noi materiali una offesa enorme, sia invece "perfetta letizia" ai piedi della Croce del Signore. Grazie Sant’Antonio perchè cercando la semplicità ed il servizio ci hai fatto capire il desiderio di farsi ultimi per essere più vicino a Cristo, di spogliarsi di sé per farsi "prossimo", di rinunciare a qualcosa per godere dell’amore di Cristo povero e Crocifisso. Com’è bello avere il cuore che pulsa al suo posto e che geme per dare amore. Tu stesso indicasti nella cassa del tesoro il luogo dove si era rintanato il cuore dell’avaro morto. Illumina tutti noi affinchè questo cuore non vada a nascondersi tra le ricchezze che prima o poi "vanno a finire" e resti sempre animato dall’amore e dalla bellezza di Dio che mai scomparirà. Ecco la perfetta letizia, la gioia che non finisce mai, la felicità senza tramonto. Affidiamoci a Lui come hai fatto tu e Lui farà in noi cose grandi, magnificandoci. Il pensiero corre diritto a tanti giovani che nei giorni della festa trovano una gioia breve in giostre e svaghi, ricadendo poi nel buio, nel pessimismo,nelle domande senza risposta, nell’egoismo. La festa di Sant’Antonio sia per loro un momento di riflessione: "Se Francesco ed Antonio hanno capito che il desiderio materiale era la causa della loro infelicità, allora si può fare come loro per cercare la perfetta letizia in Colui che dà la gioia, oggi e per sempre, Gesù che potrà dare luce come l’ha data a questi splendidi Santi.