Stampa

I tempi cambiano, le professioni ambite (e innovative) anche?

Scritto da Graziella Astorino. Postato in Spazio ai lettori

Nell’attuale crisi economica e sociale, in qualità di presidente della Commissione pari opportunità (Cpo) Udc di Lamezia Terme con la collega Odette Anania ed i componenti della Commissione, abbiamo voluto analizzare la possibilità di lavori alternativi alle professioni ed ai mestieri valutati sicuri e che oggi si trovano in una situazione di incertezza socio-economico-fiscale ed in balia della transitorietà. Non tutte le famiglie riescono con lo stipendio a mantenere uno status economico familiare soddisfacente e per far fronte al disagio, alla precarietà vanno alla ricerca di un secondo o terzo lavoro. Il lavoro è scarso o relegato allo sfruttamento anche in quantità di tempo poiché è richiesta la prestazione fino a 12-15 ore al giorno. Il Privilegio di essere donna? O parità di Genere? Siamo nel terzo millennio ed ancora molte persone, donne incluse, devono recuperare autonomia e spazio, reddito e lavoro e non posizioni che esternamente mirano solamente al prestigio sociale. L’organizzazione sociale, oggi, ruota intorno a coloro che sono in grado di garantire lo sviluppo della società. Che dire delle donne nella società calabrese dove il turn over del lavoro non esiste e dove tutti partono perché “…fuori si sta meglio , l’ambiente è migliore” oppure “espatrio perché qui non si trova nulla.. mi hanno sfruttata/o! Sono mai state poste alle donne calabresi che hanno un lavoro o stanno cercando un posto di lavoro domande del tipo : “Dove sei brava? Dove hai valore aggiunto? Qual è la sua attitudine? Nulla di tutto ciò! Eppure di attitudini la donna ne ha tante: l’amorevolezza, la tolleranza, la solidarietà la libertà di pensiero, la capacità di dialogo, la flessibilità. Esiste un lavoro che fa esaltare tutte queste predisposizioni qui in Calabria? Noi le abbiamo trovate. Stiamo parlando di donne che hanno fatto una scommessa su se stesse e che non hanno fallito anzi hanno trovato qualcosa, in termini di realizzazione, che le ha formate e con intelligenza e coraggio, hanno dato priorità al senso della loro vita, rendendosi disponibili a riprogrammarla secondo una visione dinamica. Stiamo parlando della donna “di valore”. Ma i soggetti maschili intraprenderebbero questo lavoro? Come reclutare soggetti maschili in tali attività quando sono più propensi per un posto fisso e un guadagno immediato? Questa sfida, che ha portato molto successo nell’operato ed in tutti campi in cui la Commissione si è mossa, oggi la lanciamo anche in questo campo. Abbiamo incontrato coloro che in una di queste aziende ricoprono il ruolo di guida territoriale calabrese e alla quali ci si rivolge per l’inizio dell’attività ed abbiamo chiesto di raccontarci la loro esperienza, in un mondo qualificato quasi con ironia “quello delle casalinghe”, valutato nella generalità del pensiero comune come secondario ad altre professioni: Patrizia Bafaro, nella qualità di capo gruppo, ha cura delle nuove incaricate, del rapporto di accoglienza e formazione che viene fornito a mezzo dell’affiancamento nella conoscenza dei prodotti e della vendita; Angela Cerchiaro, direttrice di Filiale inizia la sua carriera lavorativa per un anno come responsabile di un grande magazzino a Pianopoli ma poiché riscontra che quel mondo lavorativo non offre le aspettative che le erano state prospettate, si inoltra nel mondo di questa azienda ed inizia la sua carriera con l’obiettivo di dare una mano alla sua famiglia, appurando che l’azienda riconosce la donna a 360° e si identifica nella frase dell’odierno slogan “donne di valore” perché questo lavoro non è facile in quanto esiste una diffidenza da parte della gente che non prova facilmente quello che non conosce; Angela Cerchiaro precisa che si tratta di un’azienda che ti dà e non ti chiede nulla, è di qualità, di conoscenza e di distribuzione e che in questo lavoro l’impegno, l’intraprendenza e la costanza garantisce lo stipendio; Carmela Venneri entra come incaricata ma da subito persegue la sua ambizione di fare carriera ed oggi è manager di zona per l’intera Calabria e Puglia. La nostra riflessione ha contribuito ad affermare che la Cpo all’atto della costituzione è stata innovativa perché si è rivolta, nella partecipazione, non solo alle donne ma anche agli uomini, chiedendo ed ottenendo il loro contributo attraverso la presenza attiva, all’interno di un gruppo generalmente formato da sole donne. Tanto è avvenuto perché le problematiche che vengono individuate come femminili nella realtà sociale colpiscono anche gli uomini. L’impegno assunto dalle figure femminili interpellate, la loro carriera e il loro coraggio ci hanno entusiasmati e comunque, le informazioni relative all’obiettivo sociale che persegue questa azienda ci hanno indotto a coinvolgere alcune associazioni sull’iniziativa “dritti al cuore dell’accoglienza” dell’Associazione onlus Peter Pan i cui proventi per l’acquisto di alcuni prodotti erano volti a realizzare un “salone più accogliente per far sentire le famiglie dei bambini oncologici ospitate a casa”. Tali associazioni si sono prodigate a contribuire all’esecuzione di tale obiettivo. Un ringraziamento speciale per questo apporto lo indirizziamo a padre Bruno Macrì con l’Ordine Francescano, Gaetanella Pileggi con l’associazione Domus Bethaniae Ippolita Lo Russo Torchia, da anni volontaria Caritas Diocesana, i quali hanno riconosciuto la validità e l’importanza della connivenza tra il contributo e lo scopo umanitario dell’iniziativa. Auspichiamo che il sostegno iniziato da queste associazioni sia condiviso da altre associazioni.