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Per non dimenticare e imparare ad amare

Scritto da Suor Manuela (ufficio diocesano Migrantes). Postato in Spazio ai lettori

Abbiamo vissuto la sera di lunedì 14 marzo, un forte momento di preghiera scaturita dal cuore, davanti alla croce di Lampedusa. L’ufficio Migrantes, insieme alla comunità Missionari della Via con la collaborazione del centro Insieme, ha organizzato nella Chiesa di Santa Chiara una veglia di preghiera con la partecipazione di tanti immigrati, molti dei quali sono arrivati in Italia proprio con i barconi. Desideravamo proprio coinvolgere in ragazzi del centro di accoglienza “Malgrado Tutto” e quello di Lucchino e con grande sorpresa nostra, grazie all’impegno dei Fratelli della comunità di Santa Chiara che sono messi a disposizione per trasportare i ragazzi, la chiesa si riempì. Canti, preghiere, due testimonianze e ho visto tante lacrime affiorare negli occhi dei ragazzi , in particolare quando abbiamo ricordato quelli che non ce l’hanno fatta. Molti dei ragazzi hanno visto morire amici e parenti e sanno che solo la protezione di Dio gli ha salvato la vita. Bella la presenza anche di alcuni sacerdoti della Diocesi e alcune religiose con membri delle comunità parrocchiali. Non vogliamo dimenticare, diciamo no “alla globalizzazione dell’indifferenza“ e la croce ci mette davanti al dono immenso di Dio padre per noi e ci esorta ad amare questi nostri fratelli come ci ha amato Lui. Grazie a fra Umile’ che ha condotto la preghiera e a tutti quelli che con lo sguardo fisso in Gesù Cristo cercano di rendere la misericordia, visibile e contagiosa. Fra’ Umile, infatti, ci ha ricordato che: “Oggi tutti insieme abbiamo pregato per le vittime morte in mare, per tutti i migranti, per ciascuno di voi; ma anche per noi, perchè il nostro cuore si lasci smuovere dalla vostra sofferenza, donandoci con generosità. Vi chiedo perdono perché siamo così tanti ma facciamo così poco. Con questo evento vogliamo solo ricordarvi la nostra vicinanza, che il nostro cuore è a voi aperto; ma sappiamo bene che non risolviamo niente con due o tre eventi all’anno; non vogliamo servirci di voi per far sapere che “facciamo qualcosa”, ma vogliamo impegnarci sempre più concretamente per voi, perché l’amore non è fatto di sole parole, ma di atti concreti”.