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Veglia pasquale: viviamo da uomini e donne della resurrezione

Scritto da Vescovo Luigi Antonio Cantafora. Postato in La parola del Vescovo

  

 

 

Carissimi, in questa notte la luce del cero pasquale, segno del Cristo Risorto, ha cominciato ad irradiare la nostra assemblea. È un segno per noi. Questa flebile luce è stata in grado di illuminarci tutti. La vita risorta è così. La luce vince le tenebre.

 

Lasciamo che il Signore, creatore di tutto, ci tiri fuori dal nostro Egitto, ci apra una strada nel deserto dell’esistenza, rinnovi con noi l’alleanza nuziale, ci nutra col pane e col vino e infine rotoli via la grossa pietra, tutte le pietre, segno di morte, che bloccano la nostra esistenza.

 

«Fratelli, se siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua resurrezione».

 

Carissimi, Cristo è Risorto! Si è veramente risorto! E a noi viene restituita la nostra vera immagine e la somiglianza con Lui nostro Signore.

 

L’uomo sporcato dal peccato, l’uomo che ha perduto la sua immagine originaria, l’uomo che si sente abbandonato nella scena di questo mondo, ritrova il senso della sua vita grazie alla resurrezione di Gesù.

 

Gesù è risorto! La morte non ha più potere su di Lui e così il Signore Gesù ci ha aperto la strada per riempire una vita significativa e per sempre.

 

Questo è l’annuncio pasquale che è capace di trasformare la nostra vita. Questo annuncio è così potente, così forte da risucchiare tutti i germi di morte per aprirci ad una vita nuova. Viviamo da uomini e donne della resurrezione!

 

Come è possibile? – direte. Come possiamo vivere una vita nuova se continuamente siamo invasi da notizie tristi e da continui messaggi di morte?

 

La buona notizia è questa: Il Signore è veramente risorto! Dio non annulla la morte corporale, ma entrandoci dentro, volontariamente e per amore, ha annullato il suo potere perché la luce vince le tenebre e l’amore vince l’odio. Gesù, morendo, ha distrutto la morte dall’interno e ha aperto anche per noi una via: adesso anche noi sappiamo, grazie a Lui, come possiamo vivere e come possiamo far morire parte di noi per trasformare la vita intera.

 

Grazie a Gesù sappiamo anche un’altra cosa: che la morte, il dolore, la sofferenza possono essere trasformati in vita e in felicità. La resurrezione dunque riguarda anche il presente, il nostro modo di vivere oggi qui e non solo nella pienezza dell’al di là.

 

Oggi possiamo già vivere da uomini e donne risorti.

 

Vivere da risorti è un impegno serio di speranza se nella tua vita c’è stato un incontro col Signore Gesù che ha cambiato la tua prospettiva: «consideratevi dunque morti al peccato, ma viventi per Dio in Cristo Gesù». Noi non siamo immortali ma siamo destinati alla resurrezione, che è molto di più. Il corpo risorto del Signore ci comunica che anche noi risorgeremo integralmente corpo e anima, noi, proprio noi. Per Gesù è già avvenuto. Lui è la primizia.

 

In questa notte di Pasqua apriamoci alla gratitudine e alla gioia profonda perché finalmente abbiamo una buona notizia. Il mistero pasquale di Gesù ci apre una prospettiva piena di bellezza: l’amore vince la paura, la vita vince la morte, le tenebre non hanno più potere distruttivo sulla luce, il dolore è redento, la colpa è lavata dal perdono e per noi inizia una vita nuova di unione con Lui, per sempre, perché «in vita e in morte siamo tuoi, Signore».