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Sacerdote: padre e custode! Ordinato un nuovo sacerdote

Scritto da Redazione. Postato in La parola del Vescovo

 

Domenica 18 marzo, Monsignor Cantafora ha ordinato presbitero il diacono don Andrea Latelli della Parrocchia Beata Vergine Addolorata Pietà in Lamezia Terme. Nell''omelia il Vescovo ha tracciato la figura del sacerdote a partire dalla vocazione di Giuseppe, Sposo di Maria.
Di seguito il testo dell'omelia!

È un giorno di gioia per noi! Questa Eucaristia nei primi vespri della solennità di S. Giuseppe, è un invito a volgere lo sguardo al mistero dell’elezione di Dio. Entriamo dunque in questa liturgia.«Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio». La prima nota che emerge nella storia di Giuseppe e di ogni chiamato è l’iniziativa di Dio. Il Signore guida la nostra storia e ci chiama a lavorare in modo responsabile e libero nella sua vigna, non come schiavi ma come figli amati. «Non siamo stati noi ad amare Dio ma è Lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio» (1 Gv 4,10). Grazie all’amore di Dio noi esistiamo. Egli ci ha amati per primo e in modo gratuito!

Così Giuseppe è chiamato ad accogliere questo amore che si manifesta diversamente rispetto ai suoi pensieri e ai suoi progetti. Giuseppe, dice il testo biblico, «era giusto» non solo perché osservava la legge, ma perché si apre al mistero di Dio che lo chiama ad assumere, nella volontà di Dio, una paternità diversa, una custodia particolare di Maria e del Figlio di Dio generato da lei.

Giuseppe è l’uomo che incarna la gratuità dell’amore che non cerca il contraccambio, il proprio interesse, non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità (cfr. 1Cor 13,6). L’adesione alla chiamata di Dio fa di Giuseppe un uomo obbediente ma anche libero. Egli comprende il superamento della stessa Legge, dei decreti, dei precetti, per un’adesione a Dio, più profonda, più radicale. Con il suo sì permette a Dio di realizzare la sua promessa. Egli è veramente un uomo di Dio; rinuncia a qualcosa di suo per accettare la storia che Dio voleva fare con Lui. Tutto ciò avviene non senza un travaglio interiore che però lo porta ad una grande docilità. Se c’è un aspetto della personalità di Giuseppe che colpisce è proprio il suo silenzio e la sua obbedienza. Così lasciando da parte l’applicazione rigida dei comandamenti, che lo avrebbero portato a ripudiare Maria, Giuseppe assume - nella volontà di Dio - lo statuto di custode. Egli aderisce ad un bene più grande, “fa” secondo ciò che ascolta, “fa” ciò che il Signore gli indica: prende con sé Maria, poi prenderà con sé il bambino e sua madre. Il primato di Dio è così evidente nel percorso di Giuseppe da diventare emblematico per ogni presbitero. Silenzio, ascolto, docilità obbediente sono il suo principio operativo che lui liberamente assume, per custodire nell’amore le vite che il Signore gli ha donato. Giuseppe è veramente un uomo povero ma ricco di Dio. Egli rinuncia all’esercizio legittimo della paternità, rinuncia a ciò a cui mai un uomo rinuncerebbe, per essere segno della paternità di Dio. Offre così la sua esistenza come testimonianza dell’amore gratuito del Signore.

Egli è il segno tangibile dell’alleanza del Signore; in lui abbiamo un uomo fedele. L’alleanza giurata al servo Davide e cantata col salmo responsoriale è un amore, stabile, duraturo, fedele. Come il salmista anche Giuseppe e con lui ogni presbitero, è chiamato a cantare senza fine l’amore del Signore, perché questa promessa si realizza non grazie alla Legge ma alla fede. È grazie alla fede di Abramo che noi diventiamo eredi della medesima promessa. Caro Andrea, tutto ciò che abbiamo detto di Giuseppe è significativo anche per te e per la tua vita di presbitero. Oggi il Signore ti rende suo ministro per sempre perché tu possa essere per il mondo nella Chiesa un sacerdote buono, fedele e saggio. Oggi il Signore ti consacra con olio di letizia, perché tu possa portare la consolazione di Dio al mondo. Continua a curare e coltivare il tuo rapporto col Signore nella preghiera e nei sacramenti offrendo a Lui, Lui solo, le tue energie e la priorità del tempo. Lì attingi la forza per il tuo ministero. Non tralasciare mai questa dimensione perché dal silenzio obbediente, dall’ascolto docile della Parola, dalla fedeltà ai sacramenti e dal confronto fraterno troverai aiuto  e sostegno per il tuo ministero. Sii grato al Signore che ha avuto misericordia di te e sappi vivere con dignità questo dono. La Vergine Maria, Madre di Dio e sposa di Giuseppe, ti custodisca e ti accompagni sempre. Amen