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Il saluto di Cantafora al cardinale Baldisseri

Scritto da vescovo, Luigi Antonio Cantafora. Postato in La parola del Vescovo

Eminenza Reverendissima, con gratitudine mi rivolgo a Lei al termine di questa celebrazione, in un giorno per noi caro e devoto, che ci vede riuniti davanti l’effige della Vergine di Visora, Patrona della nostra Chiesa locale. La ringrazio per aver voluto benignamente accogliere il nostro invito, presenziando a questa sacra celebrazione. Ringrazio anche gli Scout del Reventino che quest’anno hanno offerto l’olio per la lampada votiva alla Madonna della Quercia.  Anche la distinta presenza dei Signori Sindaci, delle autorità civili e militari ci raccoglie come Chiesa e istituzioni attorno alla Vergine, che come Madre veglia su di noi. La presenza di Vostra Eminenza è quanto mai significativa per il nostro cammino di Chiesa locale. Il suo ministero all’interno della Chiesa, nel delicato compito di Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ci ha permesso di  accogliere una sua parola illuminante e autorevole. Il Signore la ricompensi per questa generosità nei confronti della nostra Chiesa.  In questo frangente storico, la Provvidenza vuole Vostra Eminenza a guidare i lavori, prima nell’importante Sinodo dedicato alla famiglia, ora in quello prossimo dei giovani. Due ambiti questi, ai quali la Chiesa volge una predilezione unica. Aver ricevuto la sua persona e la sua parola, ci conforta e ci incoraggia nella missione. Sappiamo molto bene, come anche qui a Lamezia Terme le famiglie e i giovani abbiano bisogno di ricevere dalla loro Chiesa, quanto il Santo Padre Francesco va indicando come stile: Chiesa in uscita, gioiosa della gioia del Vangelo di Cristo, spazio di misericordia, madre accogliente. Noi siamo qui, davanti alla Vergine di Visora, per affidarLe i nostri giovani, la loro fede, il loro discernimento personale, la loro vocazione. Nella lettera che il Santo Padre ha inviato ai giovani, con cui accompagna il documento preparatorio del Sinodo, il Papa tocca un argomento che sta a cuore alla gioventù di questa terra. I nostri ragazzi si chiedono: «Le cose si possono cambiare?». Il cuore dei giovani non sopporta l’ingiustizia. E come ci ricorda il Santo Padre: “Un mondo migliore si costruisce anche grazie ai giovani, alla loro voglia di cambiamento e alla loro generosità”. Questo tempo di preparazione al Sinodo vorrà essere per noi un tempo per ascoltare la voce, la sensibilità, la fede dei nostri giovani. La Vergine come Madre ci insegni questo ascolto del cuore. Sappiamo di poter ricorrere a Lei. Nel suo volto e nella sua presenza consolante, vediamo la forza rivoluzionaria dell’amore e della vita donata a Dio. Maria ridiventi per noi il modello dell’evangelizzazione, per poter offrire al mondo una Chiesa che sia madre per tutti. La “Lampada Votiva” che è stata accesa sia segno della nostra umile ma fiduciosa preghiera perché questa nostra Chiesa diocesana possa camminare con Maria Santissima, sulla via di Cristo. Lei, la giovane ancella di Nazareth, prenda le mani dei nostri giovani perché possano liberare un “Eccomi” generoso e pieno. A Lei, Eminenza Reverendissima, assicuriamo la nostra preghiera alla Madonna della Quercia, per il suo ministero e la sua persona. Le chiediamo di trasmettere al Santo Padre Francesco il nostro affetto e la nostra comunione filiale. Ancora di cuore tante grazie!