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L'amore di Dio consola l'uomo

Scritto da Vescovo, Luigi Antonio Cantafora. Postato in La parola del Vescovo

“Come una madre consola un figlio così io vi consolerò. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore”. Cari fratelli e sorelle, l’amore di Dio per l’uomo è un dono tanto grande che la Sacra Scrittura per farcelo comprendere ricorre a tutte le esperienze dell’amore umano. L’amore del padre verso i figli, l’amore degli sposi e dei fidanzati, l’amore degli amici, sono tutti usati dalla parola di Dio per offrirci una qualche comprensione, una chiave di lettura dell’amore divino. Ma oggi, come abbiamo sentito nella prima lettura, il Signore attraverso l’immagine dell’amore materno ci esprime il suo amore: “come una madre  così io”. Tutti noi abbiamo avuto l’esperienza dell’amore materno. Voi, carissime madri presenti, capite meglio di tutti quanto sto dicendo. Tuttavia oggi la parola di Dio mette in risalto una particolare dimensione, un atto proprio dell’amore materno di Dio: la consolazione. L’amore di Dio consola l’uomo: “come una madre consola un figlio così io vi consolerò”. Quando pronunciamo la parola “consolazione”, noi pensiamo subito ad una persona che vive una grande sofferenza ed attraversa una grande tribolazione e ad una persona che si fa vicina per sostenerla ed aiutarla. Ma la consolazione del Signore è molto di più! L’esperienza della consolazione è prima di tutto un dono dello Spirito Santo, chiamato il Consolatore, il Paraclito. Cosa fa il Signore? Come ci consola? Il Signore ci consola non con una pacca sulla spalla e neanche con parole più o meno dolci… Il Signore ci consola facendosi presente nella nostra vita. È la percezione intima della sua presenza che ci consola veramente. Questa è la sua promessa: “Io sono con voi tutti i giorni…”.   La consolazione non è l’assenza di dolore, di prove o di difficoltà, ma la concreta presenza del Signore, il suo accompagnamento dentro queste prove. Miei cari fedeli, questo è ciò che il Signore fa con ciascuno di noi. Lo aveva ben sperimentato l’apostolo Paolo che chiama Dio il “Dio di ogni consolazione”. E la consolazione di Dio è tale da sostenerci in ogni difficoltà e ci aiuta a resistere anche di fronte alla tribolazione. La consolazione è dunque associata all’esperienza di alcune virtù cardinali come la fortezza, il dominio di sé, la pazienza. La consolazione del Signore ci fortifica interiormente e ci rende capaci di offrire e soffrire come Gesù. Per questo, la giornata odierna, ci consente anche di dire un grazie profondo e sentito a quanti diventano servi della consolazione. Mi rivolgo ai volontari e alle volontarie dell’Unitalsi che da cinquant’anni svolgono qui a Lamezia il loro prezioso servizio.  Ma penso anche ai volontari dell’Avo, dell’Acmo e di tutte le associazioni qui presenti.  Oggi la Chiesa ricorda un avvenimento ed un luogo dove all’uomo è dato di sperimentare la consolazione di Dio: le apparizioni della S. Vergine a Lourdes. A Lourdes i tribolati, gli infermi sperimentano la verità delle parole divine: “come una madre consola un figlio così io vi consolo. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore”. Non a caso, la Chiesa pertanto ha voluto che proprio oggi si celebrasse la Giornata del malato.Ma Lourdes ci dona un insegnamento importante. Ci insegna che la consolazione di Dio giunge a noi attraverso Maria. Oggi la dimensione materna della cura che Dio si prende di noi, risulta particolarmente evidente. La pagina evangelica appena proclamata ci narra precisamente la consolazione materna di Maria. Abbiamo ascoltato il racconto della visita di Maria a sua cugina Elisabetta. La consolazione di Dio raggiunge le due donne, che si trovavano in un momento bello ma molto difficile, attraverso la loro reciproca presenza, l’abbraccio, la visita, “la voce”. “Appena la tua voce è giunta ai miei orecchi…”, dice Elisabetta.  Maria entra a casa dell’anziana cugina e non fa omelie, discorsi o esortazioni. Il mistero della “sua voce” raggiunge il cuore della cugina e la riempie di Spirito Santo. La lode traboccante è il risultato di due donne consapevoli della Presenza del Signore attraverso le loro vite. Così si realizza la parola del profeta: “La mano del Signore si farà manifesta ai suoi servi”. Questa promessa si adempie nella casa di Elisabetta mediante Maria. La mano del Signore si fa manifesta attraverso la presenza e l’opera di Maria. Carissimi fedeli, noi invochiamo Maria come “consolatrice degli afflitti”. Partiamo da questa santa celebrazione nella certezza di avere in Maria colei che ci farà sentire la consolazione del Signore.  Ricorriamo fiduciosi a lei in ogni nostra necessità, lei che è Madre nostra e Madre di Dio e il Signore benedica ogni gesto, ogni azione, ogni scelta fatta per consolare, per confortare i nostri fratelli! Amen