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L'omelia del Vescovo all'inaugurazione della chiesa di Cardolo intitolata a Giovanni Paolo II

Scritto da Redazione. Postato in La parola del Vescovo

mons cantafora«Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo»
Carissimi fratelli e sorelle, caro don Tonino (e cari sacerdoti), alla gioia profonda per la Resurrezione del Signore che celebriamo in questo giorno dell’Ottava di Pasqua, si unisce la festa per la dedicazione di questo nuovo Altare. E dovendo considerare il mistero profondo del rito che stiamo celebrando, la Parola di Dio ci illumina e apre i nostri cuori a riconoscere la presenza del Signore.Infatti il brano della pesca miracolosa nel mare di Tiberiade, ci dice che siamo di fronte a una manifestazione del Signore Risorto. Gesù il Vivente si era manifestato prima nel Cenacolo, ora invece all’esterno, in uno semplice spazio aperto, un luogo altrettanto cao come il Lago di Tiberiade.Il Vangelo ci dice che i discepoli si trovavano insieme, Pietro decide di andare a pescare e gli altri lo seguono, anche se “quella notte non presero nulla”. La notte  ci ricorda l’incomprensione nella vita, il buio; insieme all’esperienza della fatica umana e dei nostri limiti. Eppure ogni giorno resta notte fin quando non arriva la luce del mondo, Cristo. Così anche ogni iniziativa pastorale, con tutte le reti del mondo, se non nasce dalla comunione con il Signore è infruttuosa. Il primo spunto di questa pagina evangelica è che i discepoli stavano insieme, anche se disorientati ancora per gli eventi e anche se immersi nella notte della delusione! Poi cosa succede? I discepoli ritornano sulla riva e trovano il Signore che chiede: non avete nulla da mangiare? In verità nella lingua originale il Signore sapete cosa chiede? Non chiede se avete pane, ma se avete con voi il companatico! Ovvero ciò che si aggiunge al pane, perché Lui stesso è il Pane della vita. Il «pane» c’è già: è Lui, che ha dato se stesso per la vita del mondo. Manca il «companatico» da aggiungere a questo pane, ovvero la risposta al suo amore, che solo noi possiamo dare. Ma la risposta dei discepoli stanchi e delusi, è un secco «no».Il Signore si offre come pane, ma aspetta che anche noi ci aggiungiamo al suo dono, diventiamo un solo cibo per il mondo, insieme a Lui. Infine l’invito del Signore: “gettate la rete dalla parte destra….”  Gesù, non solo ordina di gettare la rete da una parte precisa, l’unica che può essere feconda di vita, ma indica anche una direzione verso la quale guardare. Perché dalla parte destra? Nel linguaggio biblico la destra  è segno di potenza e di benedizione. Ma, nella visione di Ezechiele (Ez 47) c’è un ruscello che esce dal lato destro del tempio, fino a diventare un fiume immenso che tutto risana e che dà vita alle acque del mare. 
Ora dicendo Gesù ai discepoli, “gettate la rete dalla parte destra” è come se dicesse, andate in direzione della vita, della benedizione e della potenza di Dio. E questa direzione  ci guida alla Resurrezione, per cui Gesù Risorto è il nuovo Tempio, la nuova e definitiva possibilità di incontro con Dio. Il vangelo ci ha detto che Cristo si è manifestato e allo stesso tempo ci fa compiere un cammino, per riconoscere il Signore. Alla fine infatti, l’evangelista Giovanni annota: «allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!”» Anche per noi, il cammino per riconoscere Gesù, il Vivente, -  e poter dire: È il Signore!-  passa attraverso questi tre momenti. 
1) L’assemblea dei discepoli che nonostante tutte le notti e il buio, è riunita.
2) Il mangiare il Pane che è Gesù che chiede di essere accompagnato dalla nostra fede.
3) Ascoltare la Parola del Signore che ci indirizza verso la vita vera.
 
Il luogo dove ognuno di voi, potrà fare esperienza di questo cammino per “riconoscere il Signore” sarà appunto questa Chiesa e in particolar modo l’altare. Riunendovi nell’unica vera casa di Dio, portando le tanti notti del cuore e le fatiche di ogni giorno, potrete riconoscere il Signore che anche per voi, è fermo sulla riva, pronto ad aspettarvi, per donarvi il Pane Eucaristico e la sua Parola di Vita. Vi aiuti in questo cammino il caro Papa Giovanni Paolo II che domenica sarà proclamato Santo. Di Papa Woytila voglio ricordare queste parole “Alzatevi, andiamo!”  è il titolo del suo penultimo libro, ma forse queste parole riassumono anche la bellezza del suo pontificato e il dono della sua santità per la Chiesa intera. Con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi. “Alzatevi, andiamo!” dice anche oggi a noi. I fedeli di Cardolo, della parrocchia dell’Immacolata di Accaria insieme a tutta la nostra comunità diocesana, che qui verranno a pregare possano sentire vive l’urgenza di accogliere questo monito del Papa: Alzatevi, andiamo!Andiamo a portare la gioia del Vangelo, la bellezza della nostra fede, così sperimenteremo, ancora oggi, quanto sarà abbondante la pesca della Chiesa insieme al Signore, seguendo la sua Parola! Prima di concludere desidero ringraziare don Tonino, i fedeli di Cardolo e i tanti benefattori che hanno contribuito all’edificazione di questo Tempio nel corso degli anni. Il Signore per intercessione di Giovanni Paolo II vi benedica e vi renda il centuplo per quanto avete avuto a cuore di compiere.La pace del Signore che supera ogni nostro desiderio vi accompagni sempre. Così sia.