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Convivere con i terremoti e urgente necessità di mettere in sicurezza le popolazioni esposte

Scritto da Mario Pileggi. Postato in Georischi, georisorse e il bene comune

I ben noti incubi notturni per il terremoto in Calabria e il Vesuvio del precedente capo della Protezione Civile Gabrielli, avrebbero dovuto stimolare le classi dirigenti meridionali ad unirsi e agire subito per prevenire e salvare vite umane dagli inevitabili futuri terremoti. La rilevanza della pericolosità sismica che caratterizza la Calabria e genera incubi è evidenziata nella mappa redatta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e utilizzata per la classificazione della pericolosità sismica del territorio nazionale. E che vede inclusi nelle zone a più elevata pericolosità tutti i 409 comuni della regione. Una pericolosità, documentata anche nei libri e nelle cronache di ogni tempo della storia e nelle rocce che formano l’ossatura della regione, ma poco nota o ignorata da Istituzioni preposte e dall’insieme delle classi dirigenti che continuano a dormire sonni tranquilli. Non si considera adeguatamente che l'alta sismicità del territorio calabrese è una delle manifestazioni dei rapidi processi di evoluzione geologica in atto nella regione e nel centro del Mediterraneo. E poiché i processi geologici, com'è noto, durano milioni di anni, è da presumere che terremoti, come ad es. quelli del 1638, 1783, 1888, 1905, 1908 che hanno colpito il territorio regionale, continueranno a scuotere la Calabria. Si trascura che nella regione si registra il più alto tasso di terremoti e maremoti disastrosi elencati nei cataloghi italiani; e in particolare che, nell’elenco dei terremoti più disastrosi di tutta l’Italia, tra i primi otto eventi con la massima intensità, la metà hanno interessato il territorio calabrese. Alla elevata pericolosità sismica del territorio si aggiungono: il diffuso e grave dissesto idrogeologico, le condizioni di degrado del patrimonio edilizio, in particolare quello dei centri storici dei piccoli centri urbani, che rendono estremamente elevato il rischio sismico in tutta la regioneLa perdita della memoria storica e l’abusivismo edilizio hanno portato la Calabria ad avere un patrimonio che nonostante gli enormi progressi scientifici nel campo della tecnica delle costruzioni, non è molto meno vulnerabile rispetto a quelli dei secoli scorsi. Inadeguati a resistere agli inevitabili forti eventi sismici non sono solo gli edifici abusivi ma anche quelli legali e realizzati nel rispetto delle norme vigenti nei vari periodi di realizzazione del passato. Periodi in cui o non esisteva la normativa sismica, o era vigente una normativa e criteri meno restrittivi di quelli attualmente ritenuti necessari. In pratica la grandissima parte delle costruzioni, compresi ospedali e scuole, esistenti nel territorio non risponde ai requisiti attualmente previsti dalla vigente normativa sismica. Non si può continuare ad ignorare le tante e grandi frane e i fenomeni di liquefazione innescati dai terremoti del passato in tutti i territori dei 409 comuni della regione. Fenomeni ampiamente documentati ed evidenti sia sulle rocce di tutte le ere geologiche, sia sui libri e nelle cronache di ogni epoca storica del territorio.E tra i documenti scritti che meglio documentano specificità geologiche e risorse naturali ci sono i testi dell’ingegnere Cortese, responsabile anche del Corpo Reale delle Miniere d’Italia, scritti nei decenni a cavallo della fine del 1800 e l’inizio del secolo successivo. Nel capitolo dedicato alla “Geotettonica e Sismologia” della “Descrizione geologica della Calabria”, considerata, l’opera scientifica più importante sulla geologia della regione, l’ingegnere Cortese spiega l’andamento di tutte le fratture e i dislocamenti dell’Arco Calabro-Peloritano. Lo stesso Cortese è il primo scienziato a descrivere la stretta relazione tra i danni provocati dai terremoti e le imponenti faglie che attraversano la Calabria. E a indicare, tra l’altro, perché: “le azioni più forti e, quindi, le rovine maggiori, si raggiungono in strisce parallele alle linee di frattura”. Per favorire il recupero della memoria storica, necessaria per stimolare le Istituzioni preposte ad agire, va ricordato qualche dato sulle principali realtà territoriali della regione, quelle di Lamezia Terme, Reggio Calabria e di Cosenza, da sempre e ripetutamente colpite da forti terremoti... (prima parte)