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Successo per la III edizione di "Lamezia film fest"

Scritto da Roberta Saladino. Postato in Cultura e Società

Successo di pubblico e di presenze al teatro Umberto per la III mostra del cinema “Lamezia film fest” (Lff) che, organizzata dal critico cinematografico Gianlorenzo Franzì, direttore artistico della stessa manifestazione, è stata patrocinata dall’amministrazione comunale e sostenuta da Calabria Film Commission. Tra gli ospiti delle tre serate, Lou Castel che è stato premiato con la Ligeia 2017 per il suo “I Pugni In Tasca” di Marco Bellocchio. Castel, sul palco con Franzì, si è raccontato ed ha raccontato Bellocchio che ha avuto una sua idea di cinema e di arte legata alla politica intesa, però, come profondo senso sociale. Castel dopo aver lavorato con Bellocchio, ha collaborato anche con Monicelli, Samperi, Lizzani, Damiani, Wenders, Fassbinder, Chabrol, per una filmografia che conta 140 film. Altro premiato della manifestazione è stato Mimmo Calopresti per l’esordio insieme al sodale Moretti (con l’intenso “La Seconda Volta”). Un cinema, quello di Calopresti, che si avvicina al cinema verità, che saltuariamente ha il volto dell’attrice Valeria Bruni Tedeschi. Uno strano incastro artistico, non chiaro a tutti, ma che forse è l'unico segno tangibile di qualcosa di ricercato da riscontarsi nelle sue opere. Grande maestro del genere documentaristico, con un'attenzione alla cronaca italiana, Calopresti è per la normalizzazione delle facce, ma non delle vite. Ama raccontare le storie di quei personaggi decadenti, che siano un po' carichi di rancore, ma che abbiano avuto un'esistenza interessante e vera. Non meno importante la presenza di Matilda De Angelis, terza premiata, giunta a Lamezia dopo essere stata la madrina al Roma fiction fest, una consacrazione meritata per un’attrice bravissima ma, soprattutto, espressione di un nuovo cinema italiano (quello di Veloce come il vento di Rovere, blockbuster d’autore di cui è protagonista esordiente) che,  non solo riesuma i generi, ma li innerva di brividi attuali, li aggiorna e li declina con gusto per l’immagine postmoderno.