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Klaudio Ndoja ha incontrato gli studenti del Tecnologico

Scritto da redazione. Postato in Cultura e Società

A concludere il percorso annuale di invito alla lettura, fatto con gli studenti dell’istituto tecnico settore tecnologico di Lamezia Terme è stato il campione di Basket a livello nazionale Klaudio Ndoja, la cui storia è stata scritta dal giornalista sportivo Michele Pettene nel libro "La morte è certa la vita no". Storia di Klaudio Ndoja edito da Imprimatur. Il progetto è il primo in Calabria a vedere la collaborazione di case editrici, librerie territoriali con l’Istituzione scolastica e grazie alla stipula di una convenzione ha l’obiettivo di favorire il processo di lettura dei ragazzi. A motivarli in particolare il fatto che, dopo l’attento studio dei volumi, gli studenti coordinati dalle responsabili del progetto: Dora Anna Rocca e della Biblioteca: Patrizia Calidonna, possono incontrare l’autore a scuola e porgli domande, far riflessioni su quanto letto, sì da poter diventare loro stessi protagonisti di un percorso che ne stimoli le capacità critico logiche. «Se vuoi puoi farcela». Questo il messaggio dello sportivo. Semplice, tenace comunicato con la grinta di chi oggi, dopo un trascorso come il suo, ha voglia di dire la sua ai giovani. Il giovane albanese Klaudio Ndoja, fuggito dalla sua Patria in cui imperversava la guerra civile, approda in Italia da clandestino, dopo essere stato scudo umano per scafisti senza scrupoli che trasportavano cocaina nelle stive. Dopo aver attraversato periodi di grande povertà in cui pane, acqua e zucchero erano il pasto giornaliero e ambienti cupi le mura domestiche, con la volontà e la tenacia di chi sa nel suo cuore che da quello stato in un modo o in un altro deve uscirne, mette a frutto i suoi talenti e si riveste dell’abito che più gli si confà, quello del giocatore di basket. Ed oggi “il capitano”, “il gladiatore”, vanto per il suo Paese d’origine, si racconta e lo fa anche rileggendo la vita di persone che in un modo o nell’altro dal nulla sono diventati qualcuno. Sabato, malgrado la mancanza di pochi giorni dalla fine della scuola, nell’Istituto erano in tanti gli studenti incollati sulle sedie della sala conferenze, per ascoltare attraverso le parole dell’autore del libro e del suo protagonista questa storia: «Speciale, vera fino al midollo, non un romanzo ma una storia a tratti tragica, originale e non solo sportiva». Soddisfatto il sindaco Paolo Mascaro che ha sottolineato l’importanza della cultura per i giovani e dell’accoglienza verso chi fugge da situazioni difficili come quella di Ndoja che albanese d’origine in fuga dalla città natale a causa della guerra civile è stato accolto in Italia e si è pienamente integrato. Dopo i saluti della dirigente scolastica Patrizia Costanzo e del Sindaco, ha introdotto l’incontro Gioacchino Tavella che ha collaborato alla riuscita dell’evento moderato dalla docente e giornalista Dora Anna Rocca. Molti gli studenti che hanno posto quesiti sul libro letto sia al giornalista sportivo autore del libro sulla vita di Ndoja che al campione dopo la lettura di brani da parte della studentessa Anastasia De Sando. Grazie poi alla collaborazione del docente di educazione fisica Danilo Marasco alcuni studenti e rappresentanti della squadra di basket locale hanno potuto realizzare qualche tiro a canestro con il campione.