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Sant’Onofrio: Libera Chiesa in libero Stato?

Scritto da Sabatino Savaglio. Postato in Cultura e Società

affruntata sant onofrioE’ stata una grave decisione quella presa dalle autorità di pubblica sicurezza di censurare le modalità di svolgimento della processione dell'Affruntata di Sant'Onofrio.
Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Vibo Valentia aveva infatti stabilito, di propria autorità, senza nemmeno sentire il parere del Vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo, che le statue fossero portate a braccia da operatori della “protezione civile”, provenienti tra l’altro da comuni diversi.
Secondo i responsabili provinciali della pubblica sicurezza due dei portatori sorteggiati, tra i dodici che avrebbero dovuto portare le tre statue di Gesù, di Maria e di San Giovanni, erano in qualche modo imparentati con famiglie di ‘ndrangheta.
Sorteggiati appunti. La vecchia procedura dell’incanto, quella con la quale il posto di portatore era messo all’asta e che aveva provocato tante polemiche e denunce sulla possibile interferenza della ‘ndrangheta locale, è stata già abolita da alcuni anni.
In paese la decisione di affidare alla protezione civile la processione non è stata accettata di buon grado e si è deciso pertanto di annullarla. A darne notizia è stato lo stesso Vescovo Renzo, che nella mattinata di Pasqua ha celebrato messa proprio a Sant'Onofrio.
Monsignor Renzo sulla vicenda aveva affermato sabato che «la popolazione si è ribellata all'imposizione che fosse la protezione civile a portare le statue. E proprio perché il paese è in fermento si è deciso di non fare la processione ed io mi recherò a celebrare la messa di Pasqua». «Dopo la riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica - aveva aggiunto - a me è stata comunicata la decisione. Ma in realtà su queste cose le decisioni spettano a noi ed invece sono stato completamente bypassato. Non tutte le persone sono mafiose e per questo motivo ho cercato di mediare cercando di trovare una soluzione. Ma rispetto ad una decisione irremovibile da parte delle autorità civili la popolazione di Sant'Onofrio ha deciso di annullare la processione».
«Da anni – aveva detto ancora il Vescovo - stiamo cercando di tenere fuori la criminalità organizzata dai riti religiosi tanto che per la processione ora procediamo all'estrazione a sorte di coloro che portano le statue. Ecco perché le decisioni dell'autorità civile hanno innescato un meccanismo di forte malumore tra la gente. E proprio per paura che si possono verificare problemi ho deciso di celebrare messa domani a Sant'Onofrio».
Il rischio sotteso alla decisione della commissione provinciale è che questa sia stata generata da una subcultura farisaica che pretende di dare alla Chiesa e al mondo cattolico ruoli che non gli sono propri. Una tentazione in voga da tempo nella stampa e nella pubblicistica di certa antimafia calabrese.  La Chiesa si assume il compito di educare gli uomini e di introdurli e sostenerli in una vita cristiana. Educàre, nel senso etimologico del termine, composto da (e) fuori e (duco) condurre, cioè tirare fuori ciò che c’è di buono in ogni uomo. La moralità, come tensione al bene, è una conseguenza di questa educazione, non ne è il fine ultimo ma è un corollario al vero obiettivo che è la salvezza, una compagnia guidata al destino. La Chiesa non può invece ridursi, come preteso soprattutto dalla cultura dominante della seconda metà del novecento e fino ai nostri anni, ad essere una semplice “agenzia morale” che condanna (e premia) secondo le aspettative del potere.
Il Cristianesimo tende inoltre alla salvezza di tutti, è perciò diretto a tutti (katholikòs). Gesù, secondo quanto tramandato dai Vangeli, si poneva come pietra di scandalo anche perché parlava con tutti, incontrava tutti, invitava tutti alla conversione, partendo dalle adultere (va e non peccare più), dai truffatori (Zaccheo scendi perché oggi voglio venire a casa tua. «Signore se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto»), degli usurai (come Matteo), dei ladroni come quello crocefisso insieme a Lui (oggi stesso sarai con me in Paradiso).
La Chiesa si rivolge pertanto anche ai peccatori, come ha ricordato nella sua omelia mons. Renzo «Oggi  sarà una bella giornata, malgrado tutto. La legge deve tutelare l'ordine pubblico del vivere civile, la Chiesa ha il vangelo e la sua legge è la misericordia ed il perdono, come ci ha insegnato Gesù. Buoni e cattivi, Dio ci aspetta tutti. Non basta essere cristiani, bisogna esserlo nei comportamenti e nella ferma volontà a seguire Gesù. Non tutti lo fanno malgrado il Cristo sia morto in croce e risorto anche per loro.»
La condanna dei peccati (anche quando questi sono reati) è netta. Ma l’invito alla conversione da parte della Chiesa non può essere interdetto verso nessuno. Né, tantomeno, si possono censurare manifestazioni popolari e di tradizione religiosa, quando è chiaro ed evidente che si è fatto di tutto per evitare che queste siano spazio di possibili ingerenze ed intimazioni mafiose.