Inaugurato a Curinga, dopo il restauro, il quadro della TRINITA'

Scritto da Cesare Natale Cesareo.

Inaugurato con una doppia presentazione, teologica da parte del parroco don Pino Fazio e tecnica della restauratrice dott/ssa Maria Grazia Ruperto il quadro che rappresenta la Trinità.

 L’opera, come molti ricorderanno, era posta sul soffitto della chiesa madre sopra l’ altare maggiore,era stato tolto in fase di ristrutturazione della chiesa dal parroco don Leonardo Diaco. Una collocazione che ha provocato nel corso degli anni danni notevoli all’ opera sia per l’ umidità, sia per i fumi delle candele e degli incensi, che  andando verso l’ alto hanno provocato un annerimento e una opacità marcata, che nascondevano la brillantezza cromatica dell’ opera. L’ umidità oltre a provocare chiazze molto visibili, ha sfaldato la tela lacerandola in più punti. Quindi un’ opera di restauro molto delicata che ha comportato due anni di impegno da parte della dott/ssa Maria Grazia Ruperto, la quale con un lavoro certosino di grande professionalità e, ha riportato l’ opera agli antichi splendori.  La tela di autore ignoto, o di autori ignoti, per la differenza di mano e di stile pittorica dei due volti: quello del Cristo e quello di Dio Padre, potrebbe essere stata dipinta a cavallo tra la fine dell’ 1800 e i primi anni  del 1900 . Deduzioni che la restauratrice dott/sa Maria  Grazia Ruperto ha evidenziato nella sua puntuale relazione, nella quale ha esposto le varie fasi del complesso lavoro di restauro e le tecniche particolari adoperate per raggiungere l’ obbiettivo finale Abbiamo notato la presentazione il sindaco ing. Domenico Pallaria, che con la sua presenza ha voluto sottolineare l’ importanza di questi interventi che valorizzano il patrimonio culturale  curinghese.

Di seguito pubblichiamo la relazione di don Pino Fazio sul significato teologico della tela . La relazione della restauratrice sarà pubblicata integralmente in questo articolo tra qualche giorno corredata anche dalle foto che illustrano i passaggi: di studio, preparazione e restauro finale.    

   Cesare Natale Cesareo

BREVE SPIEGAZIONE TEOLOGICA QUADRO DELLA TRINITA’

 

1)La Trinità è il primo mistero del cristianesimo. E’ una rivelazione di Gesù quando ha mandato gli apostoli a battezzare “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”(Mt 28,19). Quando preghiamo facendo il segno della croce ricordiamo la Santissima Trinità ma anche durante la S. Messa partire dal saluto iniziale che S. Paolo riporta nella seconda lettera ai Corinti: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13,14).

 

2)Tutta la Trinità ha partecipato alla salvezza dell’uomo. Il Padre e lo Spirito Santo soffrono insieme al Figlio? Gesù dice “io e il Padre siamo una cosa sola”. Nel battesimo inoltre scende lo Spirito Santo su Gesù a forma di colomba e condivide la sua missione terrena. «Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui» (Mt 3,16). Possiamo dire che insieme hanno operato la redenzione del mondo.

 

3)Alcune icone della Santissima Trinità simili alla nostra:

 

 

La Santísima Trinidad, di Francesco Cairo (1630), Museo del Prado a Madrid

 

Santissima Trinità, di Hendrick van Balen (anni 20 del XVII secolo), Sint-Jacobskerk, Anversa (Belgio settentrionale)

 

 

4) Il triangolo equilatero presente intorno al capo del Padre. Trinità: Uno in Tre – Tre in Uno: Dio è uno, ma mi incontra in tre modi distinti, Dio mi ama in tre maniere diverse, con tre cuori uniti in un sol movimento d’amore.

 

5)Il Padre con la mano è nell’atto di mandare il Figlio per compiere la missione di Salvezza. Lo Spirito Santo (colomba) è rivolto verso il figlio per compiere con lui la stessa missione. Gesù abbraccia la croce, decide di salire sulla croce. Il suo sguardo è sereno, anche se sa che dovrà soffrire, perché lo fa per amore. Il volto del Padre è serio, anche sofferente, è sempre proteso verso il Figlio. Il Padre è rappresentato come un anziano con la barba; questo è un antropomorfismo, cioè noi pensiamo Dio come un anziano sapiente, buono, pieno di misericordia, ma di per sé nessuno può rappresentare il Padre il cui volto lo vedremo solo quando andremo in Paradiso.

 

6)Gli angeli, rappresentati come bambini con le ali, per indicare lo stato di innocenza in cui si trovano. Gli angeli buoni sono rimasti fedeli a Dio lodandolo e adorandolo. Sono sempre intorno a Dio suddivisi nei diversi cori angelici.

 

7)I colori.

1.Bianco, sul capo di Gesù. Anche la colomba è bianca. E’ il colore del mondo divino. In molte icone della Risurrezione, Cristo viene rappresentato con vesti di un bianco folgorante. Le bianchi vesti liturgiche dei capi della Chiesa bizantina con croci nere richiamano la gloria e la passione del Signore. Il bianco rappresenta anche il colore di quelli che sono penetrati dalla luce di Dio, il colore dell'innocenza ("I peccati saranno bianchi come la neve") ed anche la gioia delle grandi feste liturgiche. Il bianco sul capo di Gesù indica la sua divinità e nello stesso tempo la risurrezione.

2.Blu, le vesti di Gesù. Il blu è il colore della trascendenza. Trasmette un senso di profondità e calma, dà l'illusione di un mondo irreale, leggero. Nelle altre culture dell'Oriente era molto utilizzato. L'unica tinta blu presente nell'Antico Testamento è quella del blu giacinto, che ricordava il cielo, la casa di Dio.  Il blu nel quadro indica il mistero della vita divina. Gesù è il tempio di Dio.

3.Rosso, da cui è avvolto il Padre. Il rosso è il colore in assoluto più attivo, il colore che si impone allo spettatore. Indica quindi l’attività del Padre. Il rosso, nel mondo ellenistico, ha pure un significato religioso, soprattutto per quanto riguarda la funzione guerresca. Indica quindi l’amore del Padre che vince il male e l’odio del mondo, la potenza del Padre.

4.Verde, di cui è vestito il Padre. Il verde  vicino al rosso produce un effetto complementare e insieme danno un senso di severità e austerità. Il Padre vuole salvare veramente l’uomo.

5.Nero, presente in tutti gli angoli del quadro. È assenza totale di luce. La luce divina scende nelle tenebre del mondo. Gesù «illuminare coloro che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace» (Lc 1,79). Indica anche il fatto che Gesù deve passare attraverso la morte per donare all’uomo la vita eterna.

   don Pino Fazio