Preparazione al Sinodo: “I giovani possono aprire alla Chiesa quei luoghi dove ancora non è arrivata”

Scritto da redazione.

 

“I giovani possono aprire alla Chiesa quei luoghi dove ancora non è arrivata”. Lo ha dichiarato il sottosegretario della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi, mons. Fabio Fabene, in un’intervista con l’agenzia SIR, pubblicata ieri, martedì 19 settembre 2017. A margine di un seminario internazionale organizzato nei giorni scorsi a Roma, il sacerdote ha fatto il punto della preparazione alla XV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si svolgerà nell’autunno 2018 a Roma sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. “Siamo nel momento dell’ascolto dei giovani”, ha ricordato il prelato. Mentre i questionari non sono ancora pervenuti a Roma, più di 100.000 persone hanno compilato la versione online. Da una lettura sommaria “emerge che i giovani apprezzano il fatto che la Chiesa si sia messa in loro ascolto”. “I giovani — prosegue mons. Fabene — vogliono essere protagonisti nella comunità ecclesiale e credo che questo desiderio possa condurre la Chiesa verso luoghi e spazi che altrimenti le sarebbero difficili da raggiungere. I giovani possono aprire alla Chiesa quei luoghi dove ancora non è arrivata o dove deve essere maggiormente presente.” Uno dei temi che sta loro a cuore è la famiglia. “Sono davvero tanti quelli che vogliono raccontare la loro storia al Papa stesso”, osserva il sottosegretario.  I giovani hanno suggerito anche “di istituire un’equipe di giovani che affianchi il lavoro della Segreteria generale del Sinodo per preparare momenti di confronto e di dialogo durante i lavori sinodali tra vescovi e giovani, e poi di coinvolgere stabilmente alcuni giovani negli organismi della Santa Sede”. Tra gli uditori del Sinodo 2018 ci saranno giovani, “ma stiamo pensando a degli spazi per dare loro voce”, ha aggiunto il sacerdote. I giovani “chiedono alla Chiesa anche la coerenza delle loro guide”, vogliono “ascolto” e “responsabilità”. Vogliono una Chiesa che si impegna “ancora di più a stare al loro passo e che chiedono alla Chiesa di migliorare e di camminare verso il futuro”, “una Chiesa sempre più chinata verso i poveri”, cioè proprio quello che “papa Francesco chiede a tutti quando parla di una Chiesa per i poveri e di poveri”. Infine i giovani chiedono soprattutto “una Chiesa che sia casa, famiglia e comunità”, ha detto mons. Fabene, che ha definito le giovani generazioni “la speranza della Chiesa”, mentre la Chiesa è sua volta è “la loro speranza e il loro futuro”. (pdm)

(fonte Zenit)