Il Papa ha definito giorno di lutto il 28 luglio: 100° anniversario della Prima Guerra Mondiale

Scritto da Roberta Saldino.

 

Sono trascorsi 100 anni da quel tragico 28 luglio quando, con la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico al Regno di Serbia, ebbe inizio il primo conflitto mondiale. Lo scoppio della guerra segnò la fine di quel lungo periodo di pace e sviluppo economico noto come “Belle Époque”, ponendo termine anche a uno dei più lunghi periodi di stabilità politica europea. Le conseguenze che ne scaturiranno furono devastanti. 10 milioni di morti, 20 milioni di feriti e la ridefinizione dell’ordine mondiale. Il continente europeo, che era stato il cuore pulsante del mondo, realizza con la guerra la sua autodistruzione avviandosi verso una decadenza economica, politica e culturale, premessa alla successiva Seconda guerra mondiale. Il Papa ha definito “giorno di lutto” il 28 luglio, data in cui si ricorda l’inizio della Prima Guerra Mondiale, durante l’Angelus di domenica 27 luglio 2014 ha ricordato la Prima Guerra Mondiale, dicendo, che: “papa Benedetto XV definì la Prima Guerra Mondiale un’inutile strage” e che “sfociò, dopo quattro lunghi anni, in una pace risultata più fragile”. Il Papa ha esortato il cessato il fuoco nel Medio Oriente, l’Iraq e l’Ucraina auspicando “un cammino di pace” e perché “al centro di ogni decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona”. Ha detto il Papa a cuore aperto verso tutto il Mondo: “Vi prego, fermatevi, ve lo chiedo con tutto il cuore. Tutto si perde con la guerra, nulla si perde con la pace. Mai più la guerra. Penso soprattutto ai bambini ai quali si toglie la speranza, il futuro, bambini morti, bambini feriti,bambini orfani, bambini che giocano sui residui bellici e non sanno sorridere”. A questo punto il Papa ha proseguito a braccio: “Tutto si perde con la guerra, nulla si perde con la pace, mai più la guerra, mai più la guerra! Penso soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza, il futuro, bambini morti, bambini feriti, bambini orfani, bambini mutilati, bambini che giocano sui residui bellici e non sanno sorridere. Fermatevi per favore, ve lo chiedo con tutto il cuore, è l’ora di fermarsi, per favore!”.