Domenica la canonizzazione di due grandi Papi del '900

Scritto da Agnese Mascaro.

i due papi santiDomenica Papa Francesco, eleverà agli onori degli altari  Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II, un evento rarissimo, se non unico, nella storia della Chiesa: un grande momento di gioia per milioni di fedeli che da tutto il mondo si riverseranno in piazza San Pietro e ascolteranno, finalmente, l’atteso annuncio di proclamazione. La data scelta dal Papa argentino di elevare agli onori degli altari i suoi  due predecessori non è casuale: il 27 aprile infatti è la festa della Divina Misericordia istituita proprio da Giovanni Paolo II.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia.
Gesù ha spiegato a suor Faustina la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno alla Mia misericordia, periranno per sempre".. Tuttavia, in questo evento ecclesiale ciò che, soprattutto, sbalordisce è il tempo record della canonizzazione di Karol Wojtyla: sono bastati soli nove anni dalla sua scomparsa per accertarne la santità di vita, un lasso di tempo davvero minimo se misurato con il metro della Chiesa. La vita terrena del primo Papa straniero dopo 455 anni è stata esemplare e straordinaria, nonostante le vicende di particolare sofferenza e di prova che hanno caratterizzato la sua vita: i lutti in famiglia, gli anni giovanili segnati dalla terribile seconda guerra mondiale, la dura prova dell’attentato di Alì Agca che sembrava mettere già fine al suo pontificato, iniziato da appena tre anni. E poi, la malattia che bussò alla porta della sua esistenza: un’infezione, il tumore all’intestino, la lotta contro il Parkinson. Negli ultimi anni, la malattia lo portò allo stremo delle forze e continuare a portare la croce sembrava proprio gli fosse impossibile, ma da come si sono evolute le cose fu proprio la sofferenza e il dolore a mettere in luce il mistero della costante presenza del Signore accanto a lui, tanto che la stessa sofferenza è divenuta la cattedra del magistero della sua vita, a cui il Popolo di Dio ha risposto con grande amore e stima. Ma nel vigore della sua fede, imitando Cristo, Giovanni Paolo II è stato per il mondo predicatore instancabile della Parola di Dio, della verità e del bene: i suoi ventisei anni e mezzo di pontificato sono stati vissuti con straordinaria intensità. Visitando più paesi di tutti i suoi 263 predecessori e incontrando personalmente il maggior numero di fedeli è divenuto il Parroco del mondo. Così è entrato nel cuore della moltitudine della gente che ha incontrato. È stato il Papa di tutti, il Papa dei bambini, dei grandi raduni giovanili, della centralità del culto mariano. Ha condotto con successo la lotta contro il comunismo e tutti gli ideologismi moderni. È stato il Papa umile, il Papa che chiese perdono per tutti gli errori della Chiesa. È stato ed è il Papa della gente, amato tutt’ora da tutti. 
Anche noi, fedeli della comunità parrocchiale di Accaria, proviamo un particolare amore nei suoi riguardi e ci stiamo preparando da lungo tempo all’evento della sua canonizzazione,  la cui celebrazione era già scontata e certa, lo certificano le varie iniziative pastorali svolte lungo questi anni.  
Era il 28 luglio 2007 quando l’ Arcivescovo Metropolita di Cracovia, Sua Em. Stanislaw Dziwisz, che è stato segretario particolare di Giovanni Paolo II, donava alla Parrocchia un frammento della fascia appartenuta al Papa, dopo aver però constatato la bontà e l’onesta dei sentimenti dei fedeli che gli avevano manifestato il desiderio di poter intitolare la costruenda Chiesa di Cardolo proprio a sua Santità, non appena si fossero creati i requisiti canonici. La reliquia venne deposta così nella nuova Chiesa il 10 agosto 2008, evento questo che ha suscitato la  stima  e l’attenzione di tutta l’opinione pubblica.
Da qui si è dato il via ad una serie di iniziative culturali, pastorali, promosse dai fedeli dalla neo costituita Associazione Culturale Giovanni Paolo II, tali da far conoscere la vita Giovanni Paolo II, le sue opere letterarie, le sue missioni e al contempo a diffondere i suoi innumerevoli messaggi evangelici lasciatici nel suo lungo pontificato.  Le iniziative che hanno raggiunto la moltitudine sono state: la galleria fotografica sulla vita di Karol Wojtyla; l’evento vicariale «L'eredità giubilare di Giovanni Paolo II a dieci anni dalla celebrazione del Grande Giubileo del 2000», che ci ha visti impegnati nelle varie chiese della vicaria di Pianopoli, ove si sono celebrate le giornate: della vita consacrata; della famiglia; dello sport; della legalità; del mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Anche il  “Memorial Shining Life” sul Papa Giovanni Paolo II a Lamezia è stata un successo, come anche la pubblicazione dell’opuscolo “L’arte rivelatrice di trascendenza” in occasione del 30° anniversario di elezione al soglio petrino di Karol. Queste proposte sono alcune testimonianze degli innumerevoli eventi promossi e realizzati negli anni.
Ed oggi, finalmente, il nostro sogno si realizza: Giovanni Paolo II verrà dichiarato Santo e la Chiesa di Cardolo gli si può essere intitolata. Di fatto, il tempo trascorso nell’attesa di questo grande evento, attraversato da varie attività pastorali-culturali, non solo ha incrementato una sana devozione dei fedeli nei confronti del Papa, ma soprattutto ha favorito la crescita della fede in Cristo Gesù sia dei semplici come dei piccoli. Una devozione che è stata benevolmente apprezzata anche dal Vescovo della Diocesi Lametina, Sua Ecc. Rev. Mons. Luigi Antonio Cantafora,  che, in occasione dell’anniversario dei dieci anni di episcopato, festeggiati insieme a lui nell’aula magna della chiesa di Cardolo, il 2 febbraio u.s., con entusiasmo ha accolto l’istanza di intitolare la Chiesa al novello Santo mossa dal parroco, Don Tonino Fiozzo e dai fedeli della Comunità Parrocchiale, sottoscritta anche da alcuni noti imprenditori del lametino e dintorni, che tra l’altro, ben quattro anni fa, hanno fatto omaggio alla Comunità Parrocchiale di una straordinaria effigie di Giovanni Paolo II. 
È motivo di grande orgoglio, infatti, poter intitolare la Chiesa  di Cardolo a San Giovanni Paolo II a testimonianza della profonda e viva devozione dimostrata in questi anni nei confronti dell’amato Pontefice. 
L’edificio di culto di Cardolo ha tutte le potenzialità pastorali per essere considerato un Centro di spiritualità, un santuario per approfondire  e diffondere il messaggio magisteriale di Giovanni Paolo II su Cristo autore del nuovo umanesimo. Anche per questo, il Vescovo, consegnerà a noi, fedeli della Comunità di Accaria, una reliquia di “categoria superiore” contenente  il “sangue” di S. Giovanni Paolo II. E così, dopo i grandi festeggiamenti della Pasqua di Risurrezione di Cristo Gesù, nei giorni avvenire, con le celebrazioni che si susseguiranno onoreremo, un “testimone” di eccellenza che con la sua vita ha saputo visibilizzare il grande mistero salvifico di Dio. 
 
A Lui, che nel cielo contempla nella pienezza il mistero della SS Trinità, chiediamo un efficace intercessione presso il Signore per portare avanti l’opera dalla nuova evangelizzazione per la costruzione del regno dei cieli sulla terra a cui egli stesso tanto teneva.