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Chiesa

Papa in Lituania: “la vita cristiana passa sempre attraverso momenti di croce”. Cita occupazioni e deportazioni

Redazione · 3 mesi fa

Messa a Kaunas davanti a 100mila persone,

“La vita cristiana attraversa sempre momenti di croce, e talvolta sembrano interminabili”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata ieri nel Parco Sàntakos di Kaunas, davanti a 100mila persone. “Le generazioni passate avranno avuto impresso a fuoco il tempo dell’occupazione, l’angoscia di quelli che venivano deportati, l’incertezza per quelli che non tornavano, la vergogna della delazione, del tradimento”, ha ricordato Francesco riferendosi al passato tragico della Lituania: “Quanti di voi potrebbero raccontare in prima persona, o nella storia di qualche parente, questo stesso passo che abbiamo letto. Quanti di voi hanno visto anche vacillare la loro fede perché non è apparso Dio per difendervi; perché il fatto di rimanere fedeli non è bastato perché Egli intervenisse nella vostra storia”. “Kaunas conosce questa realtà”, ha proseguito il Papa: “La Lituania intera lo può testimoniare con un brivido al solo nominare la Siberia, o i ghetti di Vilnius e di Kaunas, tra gli altri”. “Ma i discepoli non volevano che Gesù parlasse loro di dolore e di croce; non vogliono sapere nulla di prove e di angosce. E San Marco ricorda che erano interessati ad altre cose, che tornavano a casa discutendo su chi fosse il più grande”, ha ricordato Francesco, facendo notare che “il desiderio di potere e di gloria è il modo più comune di comportarsi di coloro che non riescono a guarire la memoria della loro storia e, forse proprio per questo, non accettano nemmeno di impegnarsi nel lavoro del presente. E allora si discute su chi ha brillato di più, chi è stato più puro nel passato, chi ha più diritto ad avere privilegi rispetto agli altri. E così neghiamo la nostra storia, che è gloriosa in quanto storia di sacrifici, di speranza, di lotta quotidiana, di vita consumata nel servizio, di costanza nel lavoro faticoso”. È” un atteggiamento sterile e vano, che rinuncia a coinvolgersi nella costruzione del presente perdendo il contatto con la realtà sofferta del nostro popolo fedele”, il monito del Papa. (Agensir)