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Educazione e Scuola

La Buona scuola. Il provvedimento in sintesi

Cesare Natale Cesareo · 3 anni fa

La Buona scuola. Il provvedimento in sintesi

Vediamo in sintesi quali i punti nevralgici del D.d.l. della Buona scuola che ha avuto 277 voti a favore, 173 contrari e 4 astenuti ed il cui testo è stato firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta ufficiale. Si prevede un rafforzamento della autonomia della scuola tramite strumenti finanziari e operativi che i dirigenti potranno utilizzare gestendo in maniera più celere le risorse materiali, finanziarie, tecnologiche, umane e muovendosi nel quadro dei principi comuni che regolano tutto il sistema nazionale di istruzione e dei principi che salvaguardano il diritto allo studio. Le scuole avranno l'onere di determinare triennalmente la propria offerta formativa e a questa triennalità saranno legati vari adempimenti dell'amministrazione, come gli organici, la mobilità del personale e le assunzioni. Si potrà rimodulare un monte ore per ciascuna disciplina, avere maggiore libertà nella gestione di edifici, didattica, progetti formativi e fondi a disposizione di ogni singola scuola. L'organico sarà gestito interamente dal dirigente scolastico. Viene istituito l'organico (cioè il numero di insegnanti) dell'autonomia, anche detto funzionale necessario a soddisfare esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle scuole e che dovranno essere contenute nel piano triennale dell'offerta formativa (Pof). L'intera comunità scolastica sarà coinvolta nell’elaborazione del Pof, il documento costitutivo dell’identità culturale e progettuale di ogni istituto. Elaborati dal Collegio dei docenti, sulla base di indirizzi definiti dal dirigente scolastico, approvati dal Consiglio di circolo o d’Istituto dove sono rappresentate anche le famiglie e, alle superiori, gli studenti, il Pof è poi redatto dal Preside entro l'ottobre dell'anno prima al triennio in cui si attua il piano (es.: ottobre 2016 per il piano 2017-2019). Il piano viene poi valutato dall'Ufficio Scolastico Regionale sia per i costi sia per il rispetto degli obiettivi sopra citati, ed inviato al Ministero dell'Istruzione che lo verificherà ed invierà alle scuole con eventuali osservazioni e confermerà o meno il numero di insegnanti e strutture richieste. Il piano tornato alle scuole potrà essere modificato in base alle osservazioni ministeriali entro febbraio dell'anno successivo. Il Preside potrà assumere gli ulteriori insegnanti necessari ad attuarlo, e a quel punto il Ministero potrà finanziare il piano. Infine i Piani di Offerta Formativa dovranno essere pubblicati dalle scuole, così che le famiglie e gli studenti possano confrontare l'offerta dei vari istituti. Nell'ambito della propria autonomia le scuole individuano attività, progetti e iniziative che si intendono realizzare, sia nell’orario curricolare che al di fuori di esso; all’interno dei Pof sono indicati anche mezzi, strutture e docenti necessari per raggiungere gli obiettivi formativi della scuola. Il numero di insegnanti che una scuola richiede (l'organico funzionale, appunto) deve quindi garantire la realizzazione di quanto verrà previsto nel Pof. I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi regolarmente. Per gli studenti è prevista un'offerta formativa più ricca tesa al raggiungimento di una lunga serie di obiettivi come: Potenziamento delle lingue (con l’uso del Clil), delle competenze matematiche e scientifiche, della musica e dell'arte, delle conoscenze digitali, (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media), delle competenze in materia di diritto, economia e di cittadinanza attiva, ma anche potenziamento dell'educazione fisica e dell'attività sportiva. Apertura della scuola al territorio e aperte anche al pomeriggio. Riduzione del numero di alunni per classe. Contrasto alla dispersione, premio del merito. Integrazione degli stranieri. Le scuole superiori potranno attivare materie opzionali per rispondere meglio alle esigenze educative dei ragazzi. Il curriculum sarà flessibile. Le competenze maturate dagli studenti, anche in ambito extra scolastico (volontariato, attività sportive, culturali, musicali), saranno raccolte in un apposito curriculum digitale che conterrà informazioni utili per l'orientamento e l'inserimento nel mondo del lavoro. L’alternanza scuola-lavoro sarà garantita a tutti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, si potrà fare anche all’estero e nelle istituzioni culturali. Tramite un finanziamento ad hoc, sarà attivato un Piano nazionale per la scuola digitale, con risorse per la didattica e la formazione dei docenti. Previsti fondi statali per l'edilizia scolastica, sia per gli interventi di manutenzione che per la costruzione di strutture innovative. Le scuole, grazie al piano di assunzioni, a partire da settembre, avranno un organico potenziato, l’organico dell’autonomia, per coprire le cattedre oggi vacanti e garantire la continuità didattica, rispondere alle nuove esigenze educative, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, combattere la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva. Viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole che passa dai 111 milioni attuali ad oltre 200, con uno stanziamento di 126 milioni in più all’anno. Risorse che servono per tutte le spese correnti, dal materiale per la didattica al toner per le stampanti e che da quest’anno saranno erogate in tempi più certi. Le istituzioni scolastiche, nei periodi di sospensione dell’attività didattica, in collaborazione con famiglie, realtà associative e del terzo settore potranno organizzare attività educative, ricreative e culturali nei loro spazi. Potranno poi costituirsi in Reti per la gestione del personale e delle pratiche burocratiche, ciò potrà alleggerire il carico amministrativo che grava sul singolo istituto. Vediamo alcune delle cifre che verranno investite come previsto dalla riforma. Una novità è rendere l’alternanza scuola-lavoro non occasionale ma strutturale, grazie ad uno stanziamento di 100 milioni all’anno. Previste almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. Si farà in azienda, ma anche in enti pubblici, musei e si potrà fare anche d’estate e all’estero. Sarà predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza. I ragazzi potranno esprimere una valutazione sull’efficacia dei percorsi effettuati. Per avere un elenco di enti e imprese disponibili a svolgere i percorsi sarà istituito ad hoc un registro nazionale. Per rendere coerente la formazione con l’orientamento al futuro, una parte dei fondi che lo Stato stanzia per gli Istituti tecnici superiori sarà legata (per il 30%) agli esiti dei diplomati nel mondo del lavoro. Altri 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione. Sul digitale e l'innovazione l'investimento diventa permanente: dopo i primi 90 milioni, ce ne saranno altri 30 all'anno a partire dal 2016. Gli insegnanti avranno la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero. Viene finanziata per la prima volta con uno stanziamento strutturale: 40 milioni di euro all’anno. Viene istituito un fondo da 200 milioni all'anno per la valorizzazione del merito del personale docente. La distribuzione alle scuole terrà conto dei territori con maggiori criticità educative. Ogni anno il dirigente scolastico assegnerà i fondi ai docenti tenendo conto dei criteri stabiliti, in base a linee guida nazionali, da un apposito nucleo di valutazione composto da: dirigente (presiede), tre docenti, due genitori (dall’infanzia alle medie) oppure un genitore e uno studente (alle superiori), un componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale. Dora Anna Rocca