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Movimenti e Associazioni

I giovani del Movimento Apostolico a Roma per il XII Convegno Nazionale di Pastorale giovanile.

Rosaria Giovannone · 7 anni fa

A Roma, nella struttura Domus Pacis, in un clima di spassionata giovialità, si sono ritrovati centinaia di giovani, giunti dalle numerose comunità parrocchiali delle Diocesi Italiane, per partecipare al XII Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile dal tema: “Crescere insieme per la vita buona – I giovani e la dimensione della vita e della fede”.

Una tre giorni di riflessioni su una delle problematiche più discusse in questo momento storico e a cui anche noi vi abbiamo partecipato, rappresentando il settore giovani del Movimento Apostolico.

Gli incontri, tenuti da esperti del campo educativo, da teologi e professori che insegnano in noti atenei italiani, sono stati seguiti con particolare interesse da tutti i giovani convegnisti, i quali hanno potuto fin da subito constatare la gravità e l’importanza della questione tanto complessa che riguarda l’“educazione”. L’attuale contesto storico, difatti, si presenta difficile proprio per quelle frenetiche trasformazioni sociali che - a dire dei vescovi – sono rilevanti dal punto di vista antropologico a tal punto che influiscono in modo particolare sul processo educativo. Si tratta di nodi critici suscitati dall’eclissi del senso di Dio e dall’offuscarsi della dimensione dell’interiorità, dall’incerta formazione dell’identità personale in un contesto plurale e frammentato, dalle difficoltà di dialogo tra le generazioni, dalla separazione tra intelligenza e affettività (cfr. EVBV, 9).

«Le persone fanno sempre più fatica a dare un senso profondo all’esistenza. Ne sono sintomi il disorientamento, il ripiegamento su se stessi e il narcisismo, il desiderio insaziabile di possesso e di consumo, la ricerca del sesso slegato dall’affettività e dall’impegno di vita, l’ansia e la paura, l’incapacità di sperare, il diffondersi dell’infelicità e della depressione. Ciò si riflette anche nello smarrimento del significato autentico dell’educare e della sua insopprimibile necessità. Il mito dell’uomo “che si fa da sé” finisce con il separare la persona dalle proprie radici e dagli altri, rendendola alla fine poco amante anche di se stessa e della vita» (EVBV, 9).

Nonostante la complessità del tema e le diverse prospettive mediante cui i relatori affrontavano la questione educativa, alla fine tutti convergevano in un punto comune: la questione educativa si potrà risolvere creando “alleanze” tra quegli ambiti primari dell’educazione, quali la famiglia, la scuola, la società e la comunità cristiana. E, ancora, facendo eco ai vescovi italiani, che hanno consegnato alla Chiesa il documento “Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010/20: Educare alla Vita buona del Vangelo” (EVBV), i relatori hanno sostenuto con convinzione sempre più crescente che un autentico processo educativo sarà tale nella misura in cui riuscirà a formare persone capaci di prendere decisioni definitive per la loro vita (cfr. EVBV, 5), cioè persone fortemente convinte e mature. La riuscita di un siffatto processo educativo viene però dal recupero della “vocazione trascendente dell’uomo”: «“Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia”. Siamo così condotti alle radici dell’“emergenza educativa”, il cui punto cruciale sta nel superamento di quella falsa idea di autonomia che induce l’uomo a concepirsi come un “io” completo in se stesso, laddove, invece, egli diventa “io” nella relazione con il “tu” e con il “noi”.

[…] In realtà, è essenziale per la persona umana il fatto che diventa se stessa solo dall’altro, l’‘io’diventa se stesso solo dal ‘tu’e dal ‘noi’, è creato per il dialogo, per la comunione sincronica e diacronica. E solo l’incontro con il ‘tu’e con il ‘noi’apre l’‘io’a se stesso»(EVBV, 9).

Da qui si è giunti alla figura di Gesù, quale Maestro di vita cui sempre bisogna guardare per imparare l’arte educativa che poggia la sua efficacia sulla relazione come “insegnamento” e “trasmissione di vita”: «Di fronte ai nodi che oggi caratterizzano la sfida educativa, ci mettiamo ancora una volta alla scuola di Gesù. Lo facciamo con grande fiducia, sapendo che egli è il «Maestro buono» (Mc 10,17), che ha parlato e ha agito, mostrando nella vita il suo insegnamento […].

Gesù è per noi non “un” maestro, ma “il” Maestro. La sua autorità, grazie alla presenza dinamica dello Spirito, raggiunge il cuore e ci forma interiormente, aiutandoci a gestire, nei modi e nelle forme più idonee, anche i problemi educativi»(EVBV, 16).

Altro momento saliente è stato lo spazio dato agli interventi, alle domande e alle testimonianze dei giovani, ove anche noi abbiamo dato un contributo personale, facendo conoscere la nostra esperienza ecclesiale. Abbiamo potuto testimoniare come il Movimento Apostolico, secondo il suo specifico carisma, segua i giovani passo passo nella loro crescita umana-cristiana della fede, attraverso percorsi formativi tematici, momenti di formazione veicolati anche attraverso il linguaggio mediatico di internet e del canale streaming, per favorire soprattutto quanti sono impossibilitati a parteciparvi a causa delle lunghe distanze geografiche. In più, abbiamo ribadito con quale impegno e dedizione la Presidentedel Movimento Apostolico, Cettina Marraffa, porta avanti l’opera di trasmissione della fede nei confronti dei giovani, utilizzando un altro “linguaggio giovane” quello del musical. Strumento straordinario per aggregare i giovani alla Chiesa e renderli missionari in seno alle parrocchie di appartenenza presso gli altri giovani, il musical risulta essere vero “strumento di evangelizzazione”, di vera “educazione” alla fede in Cristo Gesù.

La fede, difatti, quando è vera non solo apre alla missione si fa anche sostegno alla fede di altri giovani che hanno aderito alla Parola di Gesù, proprio come ci ha insegnato il Santo Padre, Benedetto XVI nell’omelia della celebrazione conclusiva della XXVIa GMG di Madrid:« Aver fede significa appoggiarsi sulla fede dei tuoi fratelli, e che la tua fede serva allo stesso modo da appoggio per quella degli altri.

Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa, che vi ha generati alla fede, che vi ha aiutato a conoscere meglio Cristo, che vi ha fatto scoprire la bellezza del suo amore. Per la crescita della vostra amicizia con Cristo è fondamentale riconoscere l’importanza del vostro gioioso inserimento nelle parrocchie, comunità e movimenti, così come la partecipazione all’Eucarestia di ogni domenica, il frequente accostarsi al sacramento della riconciliazione e il coltivare la preghiera e la meditazione della Parola di Dio» (Dall’omelia tenuta a Base aerea dei Quattro Venti di Madrid Domenica, 21 agosto 2011).

Quest’altro evento ecclesiale nazionale è stato un ulteriore arricchimento, soprattutto, sul versante ecclesiale, ove abbiamo potuto vedere come la Chiesa, “scrutando i segni del tempo” e tenendo fisso lo sguardo al cambiamento socio-culturale del mondo, vive la sua missione nei confronti di ogni uomo, affinché questi scopri, o non dimentichi, la sua alta vocazione alla vita vera, quella che Cristo Gesù ha mostrato e donato.

Inoltre, partecipando ancora una volta a un evento interdiocesano di portata nazionale, ci ha permesso di ritrovare e approfondire quelle amicizie precedentemente instaurate con giovani di diverse realtà, provenienze, spiritualità; ritrovarci a condividere un’altra esperienza è stato di incoraggiamento e di stimolo a lavorare insieme in Cristo, permettendo quel confronto e quell’aiuto reciproci necessari per “Crescere insieme perla VitaBuona”; il consolidamento di queste nuove, sincere amicizie, senza dubbio è una tra le diverse ricchezze che abbiamo portato con noi nel viaggio di ritorno.