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Vita diocesana

Dipodi, Concelebrazione per la dedicazione dell’altare del Santuario restaurato, nel decimo anniversario dell'ingresso del vescovo in diocesi

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Un altro tassello si è aggiunto alle celebrazioni per il decennale della presa di possesso della diocesi lametina da parte del vescovo, monsignor Luigi Antonio Cantafora: la Messa di Dedicazione dell’Altare del Santuario della Madonna di Dipodi, presieduta dallo stesso presule nella serata del 2 aprile u.s., data che ricorda, appunto, il decimo anniversario dell’ingresso del vescovo in diocesi. Le celebrazioni di questa ricorrenza decennale –lo ricordiamo- hanno avuto inizio il 24 gennaio in Cattedrale, alla presenza del Sindaco di Betlemme Vera Baboun, con il Concerto dell’Orchestra di fiati del Conservatorio di Musica P.I. Tchaikovsky di Nocera Terinese e della Corale Diocesana “Benedetto XVI” nell’esecuzione della “Missa Episcopi Aloysii”, una messa scritta dal direttore della Corale, maestro Francesco Caruso, in occasione del 10° anniversario dell’Elezione del Vescovo di Lamezia. Il 25 marzo, poi, nella ricorrenza del decimo anniversario della sua ordinazione episcopale (Crotone, 25 marzo 2004), nel Duomo di Lamezia il vescovo ha ordinato tre nuovi sacerdoti –don Francesco Farina, don Antonio Pascale e don Silvestro Iera-, facendo salire a 25 il numero di sacerdoti ordinati dal presule in questi suoi primi dieci anni di episcopato.

Nella serata dell’altro ieri, dicevamo, monsignor Cantafora ha voluto nel decimo anniversario del suo ingresso in diocesi la Concelebrazione Eucaristica di Dedicazione dell’Altare del Santuario di Dipodi, nella ricorrenza anche del 160° anniversario dell’arrivo della Statua della Madonna di Dipodi e alla fine dei lavori di ristrutturazione del Santuario, iniziati il 24 ottobre 2012.

All’inizio della Messa, animata dalla corale “Benedetto XVI”, don Tommaso Buccafurni, il delegato vescovile che ha anche curato i rapporti con la Sovrintendenza per il restauro del Santuario di Dipodi, dopo aver porto gli auguri al vescovo per il suo decennale, ha spiegato che “ai lavori di restauro del Santuario ha contribuito la CEI con l’8 per mille”, che “la chiesa contribuisce al 50%; e poi c’è stato l’aiuto dei fedeli”.

Il primo momento del cerimoniale di Dedicazione dell’Altare ha visto monsignor Cantafora benedire l’acqua con la quale ha asperso il popolo di Dio all’interno al Santuario, per poi portarsi all’esterno dello stesso, dove tantissimi altri fedeli hanno seguito la Messa su maxischermo. Ritornato in presbiterio, il vescovo ha benedetto l’altare, “che nella Scrittura –come ha sottolineato durante l’omelia- diventa il segno che testimonia la visita del Signore, il luogo dove c’è la Presenza reale di Gesù”.

Monsignor Cantafora ha ringraziato il sindaco di Feroleto Antico, Pietro Fazio e le altre autorità civili e militari. Poi ha ringraziato il rettore del Santuario di Dipodi, don Antonio Agostino Astorino e i suoi collaboratori; e, ancora, tutti i benefattori che hanno contribuito al restauro del Santuario, definendolo una roccaforte di fede e dove presto, si è augurato, arriveranno le suore. “E da questo luogo dedicato alla Vergine –ancora monsignor Cantafora-, desidero estendere il mio saluto a tutti coloro che qui si recano in pellegrinaggio”.

Terminata l’omelia, il vescovo ha ricevuto le reliquie dei santi, che ha collocato sotto l’altare, nel sepolcro preparato. Dopo la preghiera di dedicazione, il presule ha proceduto ad ungere l’altare con il sacro Crisma. Poi in un piccolo braciere ha fatto ardere l’incenso e gli aromi per l’incensazione dell’altare. L’ultima fase del cerimoniale ha riguardato la copertura e l’illuminazione dell’altare: i ministranti hanno ricoperto la mensa dell’altare con la tovaglia, con i fiori e con sopra i candelieri. L’altare e la chiesa sono stati illuminati a festa e la Santa Messa è poi proseguita regolarmente.

Prima della benedizione finale il sindaco di Feroleto Antico Pietro Fazio ha fatto dono al vescovo di una immagine antica della Madonna di Dipodi, il cui Santuario è stato fondato nel 1020.

Poi ha preso la parola don Antonio Astorino, il rettore del Santuario, ringraziando monsignor Cantafora “che ha voluto accompagnarci durante questi lavori, compiendo anche diversi sopralluoghi”. Rivolgendosi al presule, Astorino ha ricordato che “dalla visita di Papa Callisto alla Sua presenza oggi, si stanno per compiere i mille anni di vita cristiana”. Poi ha ringraziato le ditte che hanno effettuato la ristrutturazione. I lavori di restauro del Santuario di Dipodi sono stati eseguiti ad opera della ditta Co.Pa. di Tiriolo, sotto la direzione tecnica degli ingegneri Antonio Greco e Francesco Stella e dell’architetto Grazia Pascuzzi. Don Antonio Astorino ha voluto ringraziare “tutti coloro che passando da questo Santuario, mi hanno stretto la mano. Qui –ha proseguito il rettore- la Madonna ha visto fiorire la mia vocazione. Ringrazio i miei collaboratori che sono il volto di questo Santuario e si sono adoperati con amore in vista di questa giornata di Dedicazione dell’Altare: dal più anziano, mastro Gino Mastroianni al più giovane, Salvatore Sesto, che ha rispolverato dati e notizie storiche sul Santuario”. E ha così concluso: “Dipodi è sempre circondata di un affetto grandissimo, che travalica il tempo. In questo luogo silenzioso, possediamo una storia millenaria. Il mio sogno è quello di rendere Dipodi luogo di preghiera, di silenzio, di incontro e di speranza. Il mondo oggi ha bisogno di speranza. E da questo Santuario ci auguriamo orizzonti nuovi”.

Dopo la Messa i fedeli hanno potuto visitare la mostra fotografica del restauro del Santuario e della Peregrinatio Mariae e, prima di riprendere il viaggio di ritorno nei rispettivi luoghi di provenienza, condividere un momento di agape fraterna.