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La parola del Vescovo

“Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini”.

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Vivere davanti a Dio o davanti agli uomini? La grande richiesta della Quaresima La Quaresima è un invito a tornare a Dio, se togli Cristo dalla vita, vivi solamente davanti agli uomini o disperato o presuntuoso. Così il Vescovo Cantafora celebrando mercoledì pomeriggio in Chiesa Cattedrale, il Mercoledì delle Ceneri. Nel corso dell’Omelia il Vescovo ha meditato sul versetto del Vangelo: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini”. Di seguito il testo dell’omelia. Queste parole di Gesù mettono in evidenza che noi possiamo scegliere di vivere in due modi: o davanti agli uomini o davanti a Dio. Quindi possiamo decidere di vivere la nostra vita sulla base della stima, della ricompensa e della parola degli uomini oppure sulla base della base della Parola di Dio. Il tempo di Quaresima inizia con questa domanda per noi stasera: Tu davanti a chi vuoi vivere? In relazione a chi vuoi orientare i tuoi passi? Nella risposta a queste domande si gioca la sostanza della nostra conversione, ovvero del ri-orientamento della vita.

Chi sceglie di vivere “davanti agli uomini” ovvero in loro funzione ha già ricevuto la sua ricompensa, come dice il Vangelo. Non ha nulla da attendere più da Dio. Poiché come recita il Salmo “maledetto l’uomo che confida nell’uomo”. Ricevere la propria ricompensa su questa terra, significa rinchiudere l’orizzonte della propria vita nella fragilità del tempo che passa, come la cenere che ci viene posta sul capo. Vivere davanti agli uomini vuol dire fare affidamento solo alle parole umane e cercare le lodi e l’ammirazione degli uomini. Ma passata la lode e l’ammirazione tutto è finito. Eppure facciamo dipendere la nostra vita da quello che pensano gli altri di noi. Facciamo della nostra vanità il metro della vita. Ecco la verità del gesto dell’imposizione delle ceneri che viene compiuto oggi. Esso è accompagnato da alcune parole che suonano terribili ai nostri orecchi: “ricordati che sei polvere e che polvere tornerai”. Cioè ricordati che se anche ti illudi di essere un grande perché ricevi lodi e attenzioni, la tua consistenza è quella della polvere. Sei un nulla! Nonostante le nostre convinzioni, la consistenza della nostra esistenza è quella di un pugno di povere: basta un po’di vento e tutto scompare senza lasciare traccia di sé. “Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l’erba, il fiore appassisce” (Is 40,6-7) poiché “lo investe il vento e più non esiste e il suo posto non lo riconosce” (Sal 103,16).

Guardati dal vivere davanti agli uomini: vivresti in riferimento al nulla “che un po’di vento disperde”. Infatti, è questa l’intima natura del peccato, vivere, agire come se Dio non esistesse! L’uomo è polvere destinato a ritornare in polvere; ma se l’uomo vive in Cristo è destinato alla vita eterna. “Togli Cristo e vivrai solamente davanti agli uomini: o disperato o presuntuoso. E comunque destinato alla morte eterna” (Cardinale Caffarra). “Ecco allora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” Sono questi i giorni della Grande e Santa Quaresima in cui ritornare a Dio e vivere davanti a Lui e vivere di Lui solo. Cristo è diventato la nostra giustizia, la nostra vita (cfr. 1Cor 1,130) perché non vivessimo più per noi stessi, ma per Lui che è morto ed è risuscitato. Vivere per Dio è possibile cari fratelli e ora noi, in questo giorno siamo toccati dalla sua grazia. Ora tu puoi cessare di vivere davanti agli uomini e cominciare a vivere davanti a Dio. Ora tu che non conti nulla, che sei polvere, cenere e vanità puoi essere riconciliato con Dio e adottato da Lui come figlio. Ascolta la voce della Chiesa stasera perché “Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro”.

Don Roberto Tomaino