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Vita diocesana

L’accoglienza dello ‘straniero’. Convegno diocesano a cura dell’Ufficio Migrantes

Paolo Emanuele · 5 anni fa

“Lamezia città accogliente? Le sfide di una città: tra convivenza civile e futuro”. Questo il tema del convegno organizzato dalla diocesi di Lamezia, dalla Caritas e dall’ufficio Migrantes attivi nella comunità ecclesiale lametina. Il vescovo diocesano, mons. Luigi Cantafora, ha introdotto il dibattito nel salone del seminario vescovile, esortando tutta la comunità lametina ad aprirsi al miracolo dell’accoglienza “perché solo così si potrà dare un volto nuovo alla città”. Il direttore diocesano dell’ufficio Migrantes, suor Manuela Simoes, ha invitato tutti a non fuggire l’incontro con lo straniero.

“L’incontro con chi arriva da un altro Paese – ha affermato la religiosa scalabriniana - spesso ci sconvolge. In ogni caso è sempre meglio rischiare perchè – ha asserito suor Manuela - da quando nasciamo intraprendiamo lo straordinario viaggio verso l’altro”. Al convegno ha partecipato anche padre Valerio Di Trapani, direttore della Caritas di Lamezia che si è soffermato sul concetto di una “comunità che deve saper allargare le braccia piuttosto che chiudere i pugni”.

Padre Valerio ha evidenziato: “Se iniziamo ad educarci a crescere nella cura delle relazioni, allora potremo creare una società più vivibile”. Marina Galati, componente della commissione diocesana migrantes ha coordinato gli interventi che sono stati animati dalle testimonianze di alcuni immigrati, cittadini ‘stranieri’che vivono, studiano e lavorano ormai da qualche tempo sul nostro territorio. Storie vere che hanno dimostrato che l’integrazione sociale dello straniero è possibile. La ricercatrice dell’Unical, Roberta Saladino, ha illustrato alcuni dati Istat, aggiornati al 1 gennaio 2013, secondo cui a Lamezia sono oltre 3 mila i residenti stranieri. Gli immigrati che vivono nella città della Piana arrivano dall’Est europeo, dall’Africa e dall’Asia. La comunità più radicata sul territorio è quella marocchina, all’interno della quale negli anni sono avvenuti molti ricongiungimenti familiari. Si tratta di un gruppo etnico che ha saputo integrarsi e quindi affermarsi anche sul piano lavorativo, inserendosi nel contesto sociale e facendo anche frequentare la scuola ai bambini. La ricercatrice ha precisato che, tra gli immigrati è molto forte la presenza delle donne perchè la società calabrese, come quella italiana, invecchia sempre più perciò c’è bisogno dell’aiuto delle badanti che si prendano cura degli anziani. Sempre in base ai dati del primo gennaio 2013, gli stranieri residenti nella nostra regione sono 74 mila, pari al 4 per cento dell’intera popolazione calabrese.