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Il Vangelo della domenica

Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo" (Lev 19).

Paolo Emanuele · 6 anni fa

"Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo" (Lev 19). La santità è l'essenza stessa di Dio, è la sua immensa bontà ed il suo eterno amore, che si caratterizza come somma giustizia e verità: essa è particolare, unica, singolare. è rispetto, onestà, pace verso ogni uomo. Essa non fa distinzione tra persona e persona, tra figli di Abramo e forestieri. Ogni uomo va amato perché uomo, non perché discendente di questa o di quell’altra etnia. Dio ha un cuore puro, senza odio, pieno di amorevolezza, preoccupazione, cura verso tutti. I suoi adoratori dovranno essere santi come Lui è santo. I figli di Israele devono realizzare e manifestare la bontà, l'amore, la verità e la giustizia del loro Dio. è quanto viene insegnato nella prima lettura di questa domenica. La santità deve essere per loro vita quotidiana, concretezza, modo di essere, norma morale per ogni comportamento vero, giusto, buono, misericordioso, compassionevole, caritatevole.

"Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo" (Lev 19). La santità è l'essenza stessa di Dio, è la sua immensa bontà ed il suo eterno amore, che si caratterizza come somma giustizia e verità: essa è particolare, unica, singolare. è rispetto, onestà, pace verso ogni uomo. Essa non fa distinzione tra persona e persona, tra figli di Abramo e forestieri. Ogni uomo va amato perché uomo, non perché discendente di questa o di quell’altra etnia. Dio ha un cuore puro, senza odio, pieno di amorevolezza, preoccupazione, cura verso tutti. I suoi adoratori dovranno essere santi come Lui è santo. I figli di Israele devono realizzare e manifestare la bontà, l'amore, la verità e la giustizia del loro Dio. è quanto viene insegnato nella prima lettura di questa domenica. La santità deve essere per loro vita quotidiana, concretezza, modo di essere, norma morale per ogni comportamento vero, giusto, buono, misericordioso, compassionevole, caritatevole. L'amore universale, presenti già nell'Antico Testamento con i suoi criteri, sarà la legge di Cristo, sarà il suo Vangelo. L'amore, infatti, o è universale, o non è amore. Amare secondo il Vangelo significa amare nella gratuità e nell'universalità, nella non distinzione tra persona e persona, soccorrendo indistintamente quanti sono nel bisogno vero, reale, effettivo, non fittizio, non immaginario. Bisognosi sono coloro che hanno solo l’aiuto di altri per essere, per vivere, per sussistere. Verso costoro il cristiano deve dare tutto se stesso.Si ama cristianamente, santificando il corpo del Signore, il suo tempio: l'edificio di Dio è la sua Chiesa. "Siamo infatti i collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio" (1Cor 3, 9). La comunità cristiana, tempio di Dio, nel quale il Signore abita con la sua presenza di amore, di grazia, di santificazione, sarà santa, se si impegnerà a costruirsi nell'unità. Qui emerge la vera novità di Dio che vive di amore verso tutti e chiede l’amore universale ad ogni suo credente: difatti, se nell'Antico Patto la legge univa Dio e l'uomo, Dio come "autore", l'uomo come "esecutore" nel Nuovo invece Dio Trinità, nella sua natura di grazia e di verità si dona all'uomo, in lui abita con la sua santità e l'uomo diviene tempio di Dio, dimora di Lui: Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (1Cor 3, 16). Il legame diviene comunione e presenza. Il cristiano deve perciò manifestare e rivelare con le sue opere il Dio Santo, che è nel suo cuore, trasformare ogni gesto, purificare ogni attimo, "verificare" ogni comportamento, rendere buono ogni rapporto, secondo la verità, la bontà, la santità di Colui che abita in lui.Il cristiano deve essere santo non perché Cristo Gesù, suo Signore e Dio, è santo e neanche per la fede nella sua opera e missione, essendo Colui che è venuto per togliere il peccato del mondo, affiggendolo e sconfiggendolo nel suo corpo sul legno della croce. Deve esserlo perché lui è corpo santo di Cristo Gesù, è tempio vivo dello Spirito Santo, è figlio del Dio carità, è partecipe della divina natura: egli è stato intessuto, impastato della santità di Cristo Gesù anche a livello fisico. Anima, spirito, corpo sono immersi nel fuoco divino dello Spirito Santo e lo Spirito Santo è immerso in loro.è per natura deificata che il cristiano deve essere santo. Egli non può non essere santo, perché Cristo vive in lui e lui vive in Cristo Gesù. Sono divenuti un solo corpo, una sola vita, un solo respiro. Se lui si abbandona al peccato, non è più il suo corpo che pecca, ma è il corpo santo di Gesù. Mentre, invece, il cristiano, partecipando del mistero di amore di Cristo, vive di amore di redenzione, di salvezza, di giustificazione. Amore per i propri nemici, perché per questo dono essi possano ottenere la conversione, nella fede, e il loro ritorno a Dio. Un amore sacrificale, che si fa e sa farsi oblazione, olocausto per la salvezza dei propri nemici, di coloro che sono prima di tutto nemici di Dio, perché lo hanno tradito, avendo deciso di vivere nell'empietà e in ogni genere di idolatria. Esso è anche testimonianza dell'amore di Cristo fino alla fine. E chi è in Cristo deve amare come Cristo, per rendere credibile l'amore di Cristo e di Dio.Cristo Gesù, difatti, è l’uomo dalla carità universale. Lui è venuto per essere dono di verità, misericordia, giustizia, pietà, compassione, perdono, verso ogni uomo. Anche il suo discepolo deve mostrare al mondo intero questa stessa carità ed amore del suo Maestro. Dovrà amare tutti, indistintamente: buoni, cattivi, malvagi, onesti, disonesti. Mai potrà fare distinzione tra chi amare e chi non amare, neanche tra amici e nemici. Lui dovrà amare i suoi nemici e pregare per i suoi persecutori. In lui il mondo intero dovrà vedere Cristo che ama di un amore di salvezza e di compassione universale.