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La parola del Vescovo

Inaugurato a Falerna l’Istituto Agrario

redazione · 6 anni fa

Il Vescovo: Curare la terra è prendersi cura dell’uomo! Nel pomeriggio di oggi 18 dicembre, Sua Eccellenza Monsignor Luigi Antonio Cantafora ha inaugurato a Falerna la nuova sede distaccata dell’Istituto Agraria di Catanzaro. In tale occasione ha pronunciato il discorso che di seguito riportiamo. Un saluto al Dirigente Scolastico Dottoressa Teresa Rizzo, alle autorità, ai docenti e a tutti voi qui convenuti a questa importante inaugurazione dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vittorio Emanuele II”, sede di Falerna. Come Vescovo di questa Diocesi di Lamezia Terme sono molto contento di essere presente in questa bella circostanza.

Trattandosi dell’inaugurazione di un Istituto Agrario vorrei rivolgere un pensiero ai giovani che lo frequenteranno e che qui si formeranno, proprio sulle orme di papa Francesco che ha detto loro: «Voi giovani siate i primi: andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate controcorrente! E siate fieri di farlo» (Angelus, 23 giugno 2013). Decidere di studiare agraria, di impegnarsi per la valorizzazione della terra, da cui l’uomo trae nutrimento e vita, proprio in tempi dove la terra viene depauperata, dilaniata, uccisa, vilipesa, è una scelta controcorrente! è una scelta difficile, impegnativa, audace. Eppure vitale!

Noi abbiamo delegato il lavoro dei campi ad altri, deprezziamo la dura fatica del contatto con la terra, ma la terra chiede di essere amata, e per questo studiata, custodita, curata. La nostra tradizione è agricola; la bonifica della piana di Lamezia ha permesso a questo comprensorio di esprimere risorse territoriali eccellenti, ma occorre investire di più in studio, energia, competenze e qualità.Quindi salutiamo con favore questa iniziativa dell’apertura dell’Istituto Superiore di Agraria e auspichiamo che da qui nascano nuove leve imprenditoriali nel campo agricolo.

Non ci sono nascoste le difficoltà economiche, finanziarie … nelle quali versano molte aziende agricole della zona. Del resto ogni campo del lavoro, in questo momento storico, ha le sue difficoltà; ma crediamo e speriamo, con tutte le nostre forze, che dall’amore per la terra - unito alle necessarie competenze tecniche e scientifiche, possa nascere qualcosa di nuovo, di bello, di inedito per questo nostro territorio. L’amore per la terra si unisce all’amore per l’uomo che la abita. Noi non siamo naturalisti o ambientalisti tout-court, noi amiamo la terra perché è un dono di Dio affidato all’uomo, perché la abiti e la custodisca.

Grazie alla cura dell’uomo, la terra deve diventare sempre giardino, luogo abitabile, fertile, generoso, esuberante, come è la natura che ci circonda! Non si può rispondere alla domanda cosa nutre la vita? senza chiedersi che cosa ci fa vivere? Come giustamente affermava il Cardinale Scola: L’attuale cristi alimentare è anzitutto una questione di concezione della vita umana.

Pertanto prima di un’ecologia ambientale è necessaria un’ecologia umana. Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium ha utilizzato parole molto forti: “…si è sviluppato una globalizzazione dell’indifferenze. Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri… La cultura del benessere ci anestetizza” (EG 54).

Occorre dunque investire nella formazione delle nuove generazioni, essere veramente degli educatori motivazionali e soprattutto aiutare i giovani a lavorare in rete.

Questo si può e si deve acquisire a scuola. Superiamo le solite beghe e diffidenze tipiche del nostro sud per aiutare i ragazzi a lavorare insieme, educhiamoli alla fiducia e alla correttezza: già questa è una grande sfida!è finita l’epoca del singolo agricoltore. Occorre creare consorzi, cooperative, mettere insieme risorse e competenze, per trasformare i prodotti tipici di una terra da marginali a prestigiosi e addirittura identitari. Questo tempo che ci sta davanti è dunque pieno di soprese e aspettative: è un tempo proficuo nel quale possiamo investire ancora, inventare, creare, dare speranza ai giovani. A voi carissimi docenti spetta un lavoro arduo: non solo insegnare le singole materie ma formare questi giovani ad una mentalità nuova: incoraggiateli, sosteneteli, facilitateli con i vostri consigli ed esperienze che, in questo campo sono imprescindibili. In modo geniale Agostino scrive: In verità nutre l’anima solo ciò che la rallegra (Confessioni XIII, 27,42). Che in questo Istituto oltre alla specifica competenza nel campo agrario, i giovani possano trovare quella speranza per un domani, dove creatività, ingegno e sacrificio sono risorse per vivere e abitare la nostra terra.

A voi tutti la mia benedizione!