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Cultura e Società

Il Natale della Polifonica Aulos raccontato nella chiesa di San Francesco

Paolo Emanuele · 6 anni fa

“Il Natale mi fa pensare a quelle anfore romane che ogni tanto i pescatori tirano fuori dal mare con le loro reti, tutte ricoperte di conchiglie e di incrostazioni marine che le rendono irriconoscibili. Per ritrovarne la forma, bisogna togliere tutte le incrostazioni. Così il Natale. Per ritrovarne il significato autentico bisognerebbe liberarlo da tutte le incrostazioni consumistiche, festaiole, abitudinarie, cerimoniose… Poi si vedrebbe!”. Con le parole dello scrittore Alberto Moravia ha avuto inizio alle 18.30 di oggi, domenica 15 dicembre (la terza di Avvento), nella suggestiva cornice della chiesa di San Francesco di Paola, nel quartiere Sambiase, il “Racconto di Natale”, una serata di delicata musica e profonda riflessione sul mistero del Natale, organizzata dall’associazione “Musica e Arte – Aulos”, presieduta da Rosa D’Audino.

Un progetto artistico di spessore, curato magistralmente da Rosanna De Luca e rientrante nei progetti di sviluppo urbano del Por Calabria – 2013, finanziati dalla Comunità Europea attraverso la Regione Calabriae il Comune di Lamezia Terme, per la riqualificazione dei centri storici della città della Piana.

A esibirsi nel sacro tempio di Sambiase, con il proprio “Racconto di Natale”, è stata la Polifonica Aulos, diretta dal maestro Rosa D’Audino, affiancata da Maria Mattea Pagani al violino e Manuela Mazza al pianoforte, con le voci soliste di Paola Magno e Christian Cozzoli. Alla serata ha partecipato anche il <> della Polifonica, alla sua prima esibizione, che si è cimentato in alcune briose esibizioni “a cappella”.

Note e poesie per vivere l’attesa del Messia, colui che viene da Betlemme a ridare la vita al suo popolo, nutrendoci con il suo “pane vivo”. Ma quello di stasera è stato anche un concerto riflessione per riscoprire la magia del Natale, della festa della famiglia per eccellenza, in un periodo in cui i valori dello stare insieme e della tradizione sembrano sempre più lontani.

La corale ha presentato diversi brani, che hanno spaziato dal canto sacro (Magnificat, Adeste fildeles, per citarne qualcuno) ai canti tradizionali natalizi in vernacolo (come “A notti di Natali”, “Allistimuni”), senza dimenticare anche la musica leggera italiana, i gospels e i canti della tradizione anglosassone. Il tutto intervallato dalla lettura di alcuni stupendi brani a tema, tratti da opere di grandi autori della cultura nazionale e internazionale tra cui Manzoni, Pirandello, Pasternak e Sant’Agostino.

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La serata è stata dedicata al compianto Vincenzo D’Audino, socio fondatore dell’associazione, corista della Polifonica e padre della stessa Rosa, scomparso pochi mesi addietro ma ancora fortemente vivo e presente nella mente e nel cuore dei familiari, degli amici e di tutta la comunità lametina. Alla sua memoria è stato dedicato il brano “Un uomo senza tempo” (voce solista Paola Magno), preceduto da questa nota introduttiva di Rosanna De Luca: “Preparare, ma soprattutto decidere di realizzare il concerto di Natale quest’anno per noi non è stato facile. Manca una persona speciale, manca uno di noi. Ci siamo però detti che se avessimo rinunciato, Vincenzo, lassù, non sarebbe stato contento. Lui, che ci ha sempre spronato, che ci ha sempre spinti a fare di più, che ci ha incoraggiati a dare il meglio di noi stessi. E allora abbiamo deciso di realizzarlo questo nostro concerto, e di dedicarlo a lui, ad un uomo che amava tanto la musica e amava tanto noi. Questo concerto è dedicato ad un padre con gli occhi buoni e i capelli bianchi, capace di sognare ad occhi aperti, capace di capire, capace di comprendere, capace di ascoltare. Un padre che ha vissuto tutte le fatiche della vita, e che ora… corre, insieme al tempo”. Prima della chiusura del brano, un altro componente della Polifonica Aulos ha letto un passo di Sant’Agostino: “… Quello che eravamo prima l’uno per l’altro, lo siamo ancora… Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato… Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano, quando eravamo insieme… Pronuncia il mio nome senza ombra di tristezza. La nostra vita conserva il significato che ha sempre avuto: … c’è una continuità che non si spezza! … Rassicurati, va tutto bene… Non piangere, se mi ami, il tuo sorriso è la mia pace…!”.

In chiusura di concerto Rosa D’Audino, nell’augurare a tutti un Buon Natale, ha ringraziato l’amministrazione comunale e le autorità che hanno assistito alla serata, con un ringraziamento particolare a padre Antonio Bonacci, dei Minimi del convento di via della Pace, per l’ospitalità. Non ultimo al pubblico, che ha riempito la chiesa di San Francesco di Paola in ogni ordine di posto, e che ha anche plaudito alla lodevole iniziativa del "progetto" per la rivalutazione del centro storico.