·

Cultura e Società

Convegno regionale sui beni culturali ecclesiastici

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Due giornate piene, sedici ore in totale di relazioni, interventi da parte degli illustri ospiti e delle autorità, e poi laboratori didattici. In sintesi sono le cifre dell’ottavo convegno regionale della CEC – Consulta Regionale ed Ufficio regionale per i beni culturali ecclesiastici, svoltosi presso l’Oasi Bartolomea di Lamezia Terme sul tema “I beni storico-artistici delle Chiese di Calabria: una risorsa per l’insegnamento della religione cattolica”. “Il convegno è nella linea dell’urgenza educativa, sia sotto l’aspetto relazionale degli insegnanti di religione, per cui puntiamo a stabilire una piattaforma di partenza per fare un’opera educativa, ma anche sotto l’aspetto culturale. Un patrimonio culturale notevolissimo che stiamo inventariando, e questo ci consente di avere tra le mani una risorsa straordinaria”.

E’quanto ha detto S.E. Mons. Luigi Renzo, Vescovo delegato dei beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Calabra, a conclusione della due giorni. Un percorso avviato già negli ultimi due decenni dalle dodici Diocesi calabresi, coordinate dall’Ufficio nazionale per i beni culturali della Conferenza Episcopale Italiana, che ha visto in più di un caso concludere significativi progetti d’intervento e promosso innumerevoli iniziative per la conoscenza, la valorizzazione, la tutela e, non ultimo, l’uso pastorale e didattico del patrimonio culturale ecclesiastico (beni storico-artistici, architettonici, librari e archivistici; archivi, biblioteche e musei).

Coordinato da Paolo Martino, direttore ufficio regionale per i bb.cc.ee. della CEC, il convegno –al quale hanno preso parte, nella due giorni, numerosi insegnanti di religione cattolica, nonché direttori e operatori impegnati negli Uffici per i beni culturali diocesani e a quanti operino in archivi, biblioteche e musei ecclesiastici-, nella prima giornata dei lavori ha registrato, tra gli altri, i saluti di S.E. Mons. Luigi Cantafora, Vescovo di Lamezia, che ha aperto l’assise soffermandosi sulla valenza educativa dell’arte, definendola “un luogo privilegiato per incontrare il mistero di Dio”. Mentre l’On. Mario Caligiuri, assessore regionale ai beni culturali ed all’Istruzione, che ha posto l’accento sul “dovere etico di valorizzare, gestire e promuovere il patrimonio artistico esistente, che di per sé è immenso, così come bisogna portare a termine la programmazione avviata dalla Regione Calabria, finalizzata a valorizzare questa straordinaria ricchezza”.

La seconda giornata si è aperta con la relazione di don Daniele Saottini, responsabile servizio nazionale per l’IRC della CEI, che si è soffermato su “L’insegnamento della Religione cattolica come occasione per cogliere, interpretare e gustare le espressioni culturali e artistiche: una lettura delle Indicazioni nazionali per l’IRC”.

Tra i risultati che il docente di religione cattolica, attraverso un’adeguata mediazione educativo-didattica, contribuisce a far acquisire allo studente, Saottini ha indicato quello di “riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici e ambientali, per una loro corretta fruizione e valorizzazione”, evidenziando che “la religione cattolica è parte costitutiva del patrimonio storico, culturale ed umano della società italiana” e che per tale motivo, “come espressione della laicità dello Stato –ha aggiunto-, l’IRC è offerto a tutti in quanto opportunità preziosa per la conoscenza del cristianesimo, come radice di tanta parte della cultura italiana ed europea”.

A seguire, il direttore dell’ufficio bb.cc.ee. del Patriarcato di Venezia don Giammatteo Caputo, in videoconferenza dalla città lagunare, ha rimarcato che “la valorizzazione dei beni ecclesiastici è assimilata alle realtà diocesane, che ne sono i diretti responsabili”, ponendo l’accendo sulla necessità delle “banche dati, che vanno arricchite di ulteriori informazioni -come l’illustrazione ad esempio anche delle tradizioni locali-, circa l’esito di puntuali ricognizioni inventariali condotte capillarmente sul territorio”.

Successivamente, il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Francesco Mercurio ha sottolineato la necessità di “un lavoro sinergico per individuare un progetto preciso. E alla fine di questo percorso, siamo contenti di aver garantito ad ognuno dei nostri ragazzi la partecipazione ad un nostro progetto”.

Per mons. Stefano Russo, direttore ufficio nazionale per i bb.cc.ee della CEI, “un parroco è tenuto a fare l’inventario dettagliato all’interno della propria parrocchia, poiché l’inventario costituisce un atto richiesto dal canone 1283 del codice di diritto canonico e documenta tutto il patrimonio senza limiti cronologici”. Quindi, ha sfornato alcuni dati a carattere nazionale, tra cui ha sottolineato i “3.684.749 beni inventariali in tutta Italia”, con una banca dati che comprende “25.560 parrocchie e 65.374 chiese, cioè 2,5 chiese per parrocchia”.

Infine, prima dei laboratori finali, don Letterio Festa, direttore dell’archivio storico della Diocesi di Oppido-Palmi, ha presentato l’esempio di scrivania virtuale, “un’opportunità per far diventare efficace ed efficiente la conservazione e valorizzazione dei nostri beni culturali”.

Insomma, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare in questa direzione, perchè, come è stato più volte ripetuto nel corso del convegno, "se non lo facciamo, è peccato".