·

Cultura e Società

Il viaggio di Dante in scena al Parco Mitoio

Paolo Emanuele · 6 anni fa

“Cerco una speranza che mi illumini”. Le parole fatte cantare da Mons. Marco Frisina a Dante esprimono il senso autentico del viaggio del poeta verso la Verità, rivissuto per tre serate al Parco Mitoio nello spettacolo “Il viaggio di Dante” messo in scena dall’associazione G.A.L.A. (Giovani Artisti Lametini Associati) con la regia di Roberto Panzarella. Tanti gli ingredienti che hanno dato vita a un grande opera teatrale, che per tre serate ha fatto registrare il sold out: più di 100 persone dietro e fuori le quinte che hanno lavorato da settembre scorso con impegno e passione, le performance musicali di alto livello, le coreografie e le scenografie curate nei minimi dettagli, in un’atmosfera suggestiva come quella del Parco Mitoio che ha risvegliato negli spettatori quella “santa inquietudine” che mosse il Poeta a mettersi in ricerca della “dritta via”, alla ricerca della Verità e dell’Amore.

Il senso di infinito richiamato dalla montagne circostanti, il cielo puntellato da brillanti stesse hanno fatto da cornice alle interpretazioni degli artisti che attraverso le voci e le danze hanno fatto rivivere le “grida” dei dannati, le inquietudini delle anime purganti, la gioia ineffabile di coloro che godono della visione diretta del volto di Dio nel Paradiso.

A tutti gli spettatori quasi certamente sarà capitato di lasciarsi trasportare dall’ansia di Dante che, nel buio della notte, cerca quella “speranza che illumina”, quell’amore che non conosceva e che scopre in tutta la sua bellezza quando si trova al cospetto di Beatrice, immagine della Bellezza di Dio.

Nel cammino compiuto dal Vate possiamo ritrovarci tutti noi – ha spiegato all’inizio della serata Don Antonio Brando – perché “è il viaggio della fede vacillante di un uomo che si salva grazie all’intercessione dei Santi, è il viaggio verso l’Amore con la A maiuscola, l’Amore che salva e fa superare tutte le difficoltà”.

Al cast di Gala gli auguri del Vescovo Mons. Luigi Cantafora, che ha rimarcato il senso spirituale del viaggio di Dante che “scopre la felicità quando camminando dal buio della vita incontra l’Amore” e ha lodato in particolare la “coralità” degli artisti, affermando che “Lamezia può riscattarsi solo se si scopre questa stessa coralità”.

Plauso al lavoro diretto da Roberto Panzarella da parte dell’assessore Rosario Piccioni e dal promoter Ruggero Pegna. E, nel salutare il pubblico, il regista ha dato appuntamento al mese prossimo con due nuove repliche de “Il viaggio di Dante”, due nuove occasioni per intraprendere sulla scia del poeta fiorentino quel “cammino verso la verità”, quell’ascesa verso l’Amore “che move il sole e le altre stelle”.