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Vita diocesana

S. Eufemia, conclusa festa patronale S. Francesco di Paola

Paolo Emanuele · 6 anni fa

“E’tradizione che nelle tre feste patronali il vescovo parli alla città. E oggi (nda, domenica 14 luglio), festa di San Francesco di Paola a Sant’Eufemia, non possiamo non accogliere l’invito alla condivisione”. Così il vescovo di Lamezia monsignor Luigi Antonio Cantafora domenica sera dal palco di piazza Italia, a conclusione della processione solenne con il simulacro del santo, la reliquia del sacro Dito di San Francesco di Paola e la reliquia di Santa Eufemia (santa martire di Calcedonia), portate dagli statuari di S. Francesco di Paola di Sant’Eufemia e di Sambiase e da una rappresentanza di statuari dei SS Pietro e Paolo di Nicastro. Processione, che ha chiuso i festeggiamenti religiosi patronali in onore del santo Taumaturgo, “il santo –ancora il vescovo- che ha fatto tanto per i più poveri e per gli indifesi”.

Il presule, nel suo discorso, ha fatto riferimento alla cerimonia del giorno prima al Parco con il Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, che ha consegnato la cittadinanza onoraria a bambini nati e residenti a Lamezia, figli di genitori di diverse nazionalità. “Nessuno è forestiero –ha detto mons. Cantafora- in una città cristiana. Sarebbe una iattura non accogliere”.

Si è levato, dunque, forte l’appello del Vescovo di Lamezia all’accoglienza e all’ospitalità, “perché Sant’Eufemia –ha evidenziato mons. Cantafora- è la porta della città e dove c’è accoglienza, lì c’è Dio. E chiunque entri in questo Quartiere e vi sosti sia benedetto dal Signore. A Lamezia –ha proseguito il presule- non abbiamo un dormitorio per poveri, affinché chi arriva, almeno per una notte possa reclinare il capo e riposare. Possiamo fare tante parole, ma se non c’è questo senso dell’accoglienza, tutto il resto è fumo. Aprire un luogo, dove chi arriva e non può permettersi un albergo vi possa dormire per una notte –ha concluso mons. Cantafora-, è importante, dà il senso dell’ospitalità, dell’accoglienza”.

E sulla stessa lunghezza d’onda, ha fatto eco il parroco padre Valerio Di Trapani, che il vescovo ha nominato di recente direttore della Caritas diocesana: “ci vogliamo sentire chiamati all’accoglienza dei più poveri, degli emarginati”. E ha lanciato un sassolino: “ci sono dei locali chiusi qui a Sant’Eufemia. Sarebbe bello se si aprissero per accogliere”. Applauso dei cittadini.

Padre Valerio ha poi dato la parola al sindaco Gianni Speranza, che ha manifestato “la gioia da parte nostra nello stare tutti insieme nell’attraversare le vie della città”. Il Primo cittadino ha fatto riferimento alla visita di Papa Francesco a Lampedusa, alludendo in particolare a quando Papa Bergoglio “ha dato un nome e una dignità –ha rimarcato Speranza- alle persone che sono morte per dare un aiuto, un futuro ai propri figli”. Ed ha aggiunto: “chi nasce in Italia e vive in Italia, anche se i genitori non sono italiani, è giusto che abbia la cittadinanza”. E sul dormitorio da realizzare in Sant’Eufemia, il sindaco ha preso un impegno: “quello che possiamo fare per un dormitorio, per chi non ha niente e che non deve dormire nella stazione, lo facciamo”.

Quindi, la benedizione impartita dal vescovo e il rientro della statua del santo e delle due reliquie nella chiesa di S. Francesco.

La processione è stata preceduta dalla Santa Messa nella chiesa di San Giovanni Battista, presieduta dal parroco padre Valerio Di Trapani e concelebrata dai confratelli che sono stati parroci negli anni precedenti. Presenti il sindaco di Lamezia Gianni Speranza (con il gonfalone del Comune, portato dalla polizia municipale), che all’ingresso in chiesa ha offerto, come da tradizione, il cero votivo a San Francesco di Paola, aggiungendo -dopo aver letto la preghiera al santo- che “questo gesto viene da me compiuto per il nono anno consecutivo, forse l’ultimo anno”. Il Primo cittadino era accompagnato dal vicesindaco Liotta e dall’assessore Costantino. Le autorità hanno poi seguito l’intero tragitto della processione (di oltre due ore e mezza), presieduta da padre Valerio, accompagnata dalla banda musicale cittadina e con la preziosa collaborazione del gruppo scout e delle confraternite della Misericordia. Ai lati della statua del Paolano, due Carabinieri in alta uniforme. Il simulacro del santo è stato fatto girare dagli statuari in prossimità degli altarini, mentre alcuni ammalati in carrozzina sono stati sollevati e avvicinati per poter baciare S. Francesco. La statua di S. Francesco ha ricevuto gli onori della Polfer nel piazzale esterno della stazione di Lamezia Terme centrale, dei Vigili del fuoco con l’infiorata e dei Carabinieri.

La solennità in onore del santo di domenica 14 luglio è stata preceduta da un triduo preparatorio, iniziato l’11 luglio con l’arrivo –alle 18- della Sacra Reliquia di S. Francesco di Paola (venerata nell’omonima chiesa in Lamezia ovest) in località Bosco Amatello e la successiva accoglienza in piazza Italia; da qui, processione col simulacro del Paolano e con la Reliquia verso la chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, per la S. Messa, presieduta da padre Aldo Imbrogno, del convento dei Minimi di Lamezia ovest e animata dalla corale parrocchiale, con la presenza degli statuari di Sant’Eufemia, Sambiase e Nicastro. Alle 21, spettacolo musicale con l’Orchestra Sinfonica di Calabria e , con sagra popolare.

Proseguendo, venerdì 12 luglio alle 17 l’effigie del Santo Paolano è stata trasferita con le automobili in località Cafarone (passando dalla “Marinella”). Alle 19 la S. Messa presieduta da padre Giuseppe Martinelli e, in serata, il festival musicale , con sagra popolare.

Sabato 13 luglio, alle 17:30, la 1a edizione della corsa podistica per le vie del quartiere . La Messa delle 19 è stata presieduta da padre Carmine Madalese, a seguire serata musicale con i e sagra popolare.

Infine, domenica 14 luglio, solennità di S. Francesco di Paola, dopo la processione lo spettacolo di e, poco dopo la mezzanotte, a chiudere i festeggiamenti una poderosa batteria pirotecnica, nei pressi della “Vecchia Locomotiva”.