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Movimenti e Associazioni

Concluso il ritiro dei "Gruppi del Vangelo"

Rosario Dara · 6 anni fa

I Gruppi del Vangelo, animati dalla Tenda del Magnificat, si sono incontrati per tre giorni di ritiro spirituale presso l’Oasi S. Francesco di Lamezia Terme, dal 15 al 17 febbraio 2013. Ha guidato il ritiro don Gian Luca Pelliccioni della Diocesi di S. Benedetto del Tronto sul tema del Triduo Pasquale. L’appassionata vivacità spirituale di don Gian Luca ci ha coinvolti in un cammino di sincera ricerca di Dio, attraverso la liturgia, la Parola, i segni.

Dall’adorazione della croce alla discesa agli inferi del sabato santo siamo stati condotti a pregustare la Pasqua, centro della nostra fede.

Hanno partecipato circa cento persone (quasi tutte coppie e famiglie con bambini), provenienti da Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria.

Tutta l’organizzazione (in autogestione) portata avanti con generosità dai gruppi di Lamezia, ha facilitato un clima di profonda amicizia e fraternità.

Il vescovo di Lamezia Terme, Mons. Luigi A. Cantafora ci ha fatto dono della sua visita, come anche i parroci in cui sono presenti i gruppi: don Leonardo Diaco (S. M. Maggiore, Lamezia Terme) e Don Lino Leto (S. Domenico, Crotone). Don Isidoro di Cello (Cattedrale Lamezia Terme) ci ha accompagnato in tutto il percorso affiancandosi a don Gian Luca. Abbiamo così vissuto una comunione ecclesiale ampia, una cooperazione delle Chiese, il sostegno reciproco nella fede.

Di seguito alcune testimonianze.

Sono certo che questo ritiro centrato sul Triduo Pasquale, abbia segnato un momento importante della mia vita spirituale. Lo Spirito Santo mi ha parlato per mezzo di un giovane prete, che dietro un appassionato, frizzante, illuminante, ed ironico modo di comunicare, ha reso possibile che io cogliessi alcuni punti fondanti della mia Fede in Cristo e nel mistero della Croce.

Difatti don Gian Luca, ha donato a tutti noi, l’esperienza dell’amore per Gesù, evidente dono di un incontro, non maturato solo sui libri o negli atri di un seminario, piuttosto frutto di un incontro vero, vissuto e quindi semplice nella sua testimonianza. Vivere in comunione questo evento, con i fratelli di Reggio e Crotone, è stato stupendo. I frutti di tale percorso è significato, per me, poter dare una risposta alla domanda: “Chi è il Cristiano”?

• è colui che sa fino in fondo di essere amato senza riserve da Nostro Signore, perché lo ha incontrato attraverso il racconto della sua storia, Parola di Dio, incarnata in Gesù Cristo.

• è colui che guarda con “Sofferta Gioia” alla Croce come atto sublime di questo amore, compimento della creazione, ricongiungimento tra Adamo Eva e Dio; l’uomo è finalmente salvato grazie al battesimo della Croce!

• è colui che fa memoria della Pasqua e la rivive nella liturgia del triduo pasquale, e quindi in ogni liturgia domenicale.

• è colui che cambia il percorso della sua vita, e non si impone più delle direzioni da seguire, perché è Gesù Cristo la via, che non è una direzione, bensì un percorso tridimensionale che abbraccia tutto. Così facendo vive il cristianesimo, e quindi la sua vita diventa storia da raccontare e da testimoniare, la sua storia si unisce a quella di Cristo, diventando un’altra pagina di Vangelo Vivo.

Pietro M. Barberio (Lamezia Terme).

Cinque anni fa sono entrata a far parte dei Gruppi del Vangelo, perché volevo conoscere meglio questo Dio nel quale altri mi avevano “insegnato” a credere, volevo sapere chi era, come agiva e desideravo approfondire il mistero della morte del Suo unico figlio, Gesù. In questi anni il Signore nel suo grande amore e bontà, mi ha fatto capire tante cose e ogni giorno, con tenerezza, continua a guidare i mie passi, ma nel mio limite di creatura, il periodo quaresimale ed in particolare i giorni del Venerdì e Sabato Santo, sono sempre stati per me motivo di tristezza ed angoscia, di sgomento per la morte ingiusta dell’Innocente. Ho sempre vissuto questo tempo come un periodo da far passare velocemente come quei momenti brutti che tutti attraversiamo nell’arco della nostra vita, momenti di sofferenza e frustrazione vissuti a volte nell’incapacità di vedere la luce o trovare una via d’uscita. Ma il Signore, che conosce profondamente il cuore di ciascuno, mi ha dato delle risposte durante il ritiro di Quaresima animato da don Gian Luca con la presenza della Tenda del Magnificat, il cui tema era il Triduo Pasquale. Il Signore mi ha reso partecipe della morte e resurrezione di Cristo rivelandomi che in quel Venerdì e Sabato prima della Pasqua, Suo Figlio non è assente a causa della Sua morte, ma è proprio in quei giorni di silenzio e di attesa che Gesù scende negli Inferi e libera tutti gli uomini dalle catene del peccato. Egli entra proprio nelle mie fragilità, nelle mie debolezze, nella mia ribellione, nel mio peccato per perdonarmi, consolarmi, tirarmi fuori dalle tenebre con il Suo amore e donarmi la Sua gioia e la Sua pace facendomi risorgere insieme a Lui. Mi ha fatto capire che la conversione del mio cuore è un dono divino di misericordia la cui iniziativa viene sempre da Dio; ciò che io posso fare è riconoscere il mio limite, la mia fragilità ed abbandonarmi nelle mani del Padre come ha fatto Gesù, certa della Sua costante ed amorevole presenza nella mia vita, facendo memoria di tutte le volte in cui si è manifestato nelle situazioni difficili che vivevo ed ha agito sostenendomi, accettandomi e amandomi per come ero. Il Suo amore è gratuito perché, come ci ha detto don Gian Luca, Lui è un “Dio folle d’amore” per noi.

Raffaella Vazzana (Reggio C.)

E’ancora vivo il ricordo di questi due giorni appena trascorsi a Lamezia. Il ritiro organizzato dalla Tenda del Magnificat è stato guidato da un sacerdote davvero singolare don Gianluca Pelliccioni. Il merito di don Gianluca è aver reso comprensibile e vivo il mistero della morte e resurrezione di Gesù. Siamo stati introdotti in modo comprensibile nella liturgia per una partecipazione più consapevole e abbiamo riscoperto il triduo pasquale non più come fine di un’esistenza, ma come gioia profonda di rinascita. In quei giorni, man mano che le ore passavano, vedevamo aprirsi davanti ai nostri occhi nuovi orizzonti. Non so come spiegare... è stato come aprire una scatola cinese che immediatamente ne rivela un’altra e poi un’altra ancora ed ognuna conteneva un tesoro inestimabile. Abbiamo vissuto insieme, seppure con ritmi serrati, momenti di intensa commozione; abbiamo rinnovato le nostre promesse battesimali; Don Gianluca ha saputo testimoniare con semplicità ma anche con forza l’amore di Cristo. Non si è limitato soltanto a parlare d’amore, lui, ce lo ha mostrato concretamente. Abbiamo riscoperto la gioia e lo stupore che non devono mai abbandonare il cristiano. Abbiamo fatto memoria per non dimenticare le meraviglie che il Signore ha fatto nella vita di ognuno di noi. Ho nel cuore la speranza di ripetere al più presto questa esperienza perché serve a svegliarci dal torpore in cui cadiamo ogni volta che perdiamo di vista le cose veramente importanti.

Wanda Milito (Crotone)