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Cultura e Società

Anthurium, tra i premiati la Conferenza Episcopale Calabra

Paolo Emanuele · 7 anni fa

La Conferenza Episcopale Calabra (CEC), presente con 12 Diocesi in Calabria, è stata tra i premiati sabato u.s. nell’affollata sala “Napolitano” del Comune di Lamezia Terme, con un riconoscimento attribuito dall’Anthurium, che quest’anno ha celebrato i 25 anni dalla sua istituzione, regalando ai presenti, grazie al contributo del vicesindaco di Lamezia Francesco Cicione, un Libro-Memoria tra Storia e nostalgia, che vuole essere anche un Book che proietta nel futuro del Premio Anthurium. Queste le motivazioni del Premio alla CEC: “per i suoi ruoli e meriti di promotrice di civiltà fondata sul bene comune; per l’impegno della Chiesa nell’educazione dei giovani; per i costanti appelli alla speranza”. A ritirare il Premio –una Scultura, opera dei Maestri Nicola e Rocco Purri- il presidente della CEC, S.E. Mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, accompagnato dal Vescovo di Lamezia, S.E. Mons. Luigi Cantafora.

Mondello, nell’accettare il riconoscimento, lo ha voluto dedicare, partendo dagli , a tutti coloro che si impegnano per costruire una nuova società. “Ci troviamo in un momento difficile per tutti –ha detto il presidente della CEC-, difficile anche per la Chiesa. Ci troviamo in un indifferentismo religioso che porta all’apatia. E’un momento difficile anche perché oggi, non solo nelle terre lontane, ma anche in Italia, in Europa, in Calabria aumentano le persecuzioni contro la Chiesa. E ciò lo si attribuisce non alla carenza di fede e al non voler accettare Dio, perché l’unico baluardo che difende il rispetto della dignità umana è la Chiesa”.

A Mondello, ha fatto eco mons. Cantafora: “l’indifferenza dipende dal fatto che non facciamo memoria delle nostre radici. L’afflato religioso e l’amore di noi calabresi alle nostre radici, è l’antidoto per sviluppare un mondo umano e spirituale. Abbiamo bisogno di osmosi. E questo è possibile se Lamezia sta insieme e cerca la stella dei nuovi tempi, che è il bene comune”.

A consegnare il premio, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Franco Talarico, che ha voluto rimarcare nel suo breve intervento il dovere di “ricostruire i valori che sono alla base della nostra crescita; e la Calabria, che ha tante potenzialità e bellezze, ce la potrà fare”.

L’Anthurium ha avuto un’anteprima in mattinata, quando nell’Istituto Tecnico per geometri, sono stati premiati il magistrato Nicola Gratteri e il giornalista Antonio Nicaso.

Ma ritornando alla manifestazione serale, il premio Anthurium si è aperto con un filmato che ha rievocato negli anni gli spettacoli di alto livello con musiche, scenografie, filmati… rimasti impressi nella memoria degli spettatori, presenti nel Parco Naturale delle Terme Caronte per lungo tempo. A fare da trade union il Prof. Saverio Di Bella, che nel suo prologo ha ripercorso gli ultimi cinque lustri di Storia lametina, letta attraverso la Storia del Premio. Tante le emozioni suscitate nel ricordare i premiati delle varie sezioni, tra i quali Don Enzo Puja, che ha ricevuto il primo premio nel 1988; il Comm. Giovanni Cataldi nel 1993, l'associazione Ricerca Neurogenetica nel 2000, il Prof. Santo Sesto e tanti altri per la . E poi, Francesco Bevilacqua, i coniugi Lanzino, Padre Giuseppe Morosini, Lorenzo Albino e tanti altri per la . Mentre per la , l’indimenticabile Rita Levi Montalcini, Raf Vallone, Leopoldo Trieste, Cesare Ruperto, Andrea Monorchio, ecc. E, ancora, per la , Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice; e la bellissima di spiritualità nel saluto di Jaques Dupont, Priore dei Certosini di Serra San Bruno. Dulcis in fundo, ricordata nei vari contributi filmati della storia del “Premio Anthurium”, anche la , che ogni anno premia un libro, distintosi per un incisivo contributo sociale e culturale.

Per il Presidente dell’Anthurium, Dott. Francesco Ruberto in questo quarto di secolo del Premio, la qualità ha giocato un ruolo preponderante nella scelta dei premiati: “ritengo che la qualità sia un elemento imprescindibile per l’organizzazione dell’evento e anche nella scelta dei premiati; in effetti non si sarebbe potuto arrivare al venticinquesimo anno se non si fosse rimasti fedeli proprio al principio di qualità… 25 anni per creare un rapporto nuovo tra l’uomo e la sua terra”.

Ad aprire la serata di sabato, Enza Mirabelli (soprano) e Alfonso Veneroso (attore), che hanno declamato i versi del poeta Franco Costabile.

Poi, via via la serata è scivolata con la consegna dei riconoscimenti 2013, andati al regista Fernando Muraca (“Don Matteo 8”, tra le sue fiction di successo); alla Prof.ssa Maria Letizia Lazzaroni, archeologa, componente Comitato direttivo della Società Magna Grecia; al Tribunale di Lamezia Terme; all’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, per la battaglia di permanenza del Tribunale lametino. E, ancora, all’Istituto “E. Fermi” di Fuscaldo, essendo stato il primo istituto italiano a collaborare con la Nasa.

Per la consegna dei premi sono intervenute numerose autorità, tra cui Mario Tassone: “l’Anthurium –ha detto- rappresenta una grande e forte riflessione attraverso la riscoperta e la caparbietà di uomini, che rappresentano questa nostra forza di andare avanti. E’la resistenza della Calabria migliore per mandare un messaggio forte a tutto il Paese”.

Il Primo cittadino di Lamezia Gianni Speranza ha augurato al Premio Anthurium di raggiungere il traguardo del mezzo secolo, per festeggiarlo tutti assieme.

Ospiti “speciali” dell’Anthurium il duo Zuzzurro e Gaspare, impegnati a Lamezia -sabato e domenica scorsi- nell’esilarante commedia “La cena dei cretini”, terzo appuntamento della stagione di prosa 2012/2013. Nella sala “Napolitano”, il duo è stato introdotto dalla direttrice della Stagione di prosa, Dott.ssa Angela Dal Piaz, che ha spiegato così la motivazione del riconoscimento a Zuzzurro e Gaspare: “con loro si è voluto premiare tutto il teatro di Lamezia; e sono più che soddisfatta per l’aumento degli abbonati alla Stagione di prosa a Lamezia, nonostante la crisi del settore stia investendo tutto il nostro Paese”.

A chiudere la splendida serata, un’altrettanto splendida “Polifonica Aulos”, diretta dal M° Rosa D’Audino (reduce dal Concerto tenuto alla Camera), che ha eseguito tre noti brani regionali celebrativi.

Soddisfatti per la riuscita della serata, oltre al presidente dell’Anthurium Francesco Ruberto, l’ideatore del Progetto culturale Cesare Mercuri e il coordinatore artistico Luigi Albanese, i quali, malgrado le risapute attuali difficoltà, sono riusciti a raggiungere, anche per questa edizione, livelli artistico/socio/culturali di dimensioni nazionali.