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La parola del Vescovo

L’incontro di sabato 22 dal Vescovo

Armido Cario · 7 anni fa

L’iniziativa che parte dal Vescovo diocesano, monsignor Luigi Antonio Cantafora, di incontrare tutte insieme le autorità del comprensorio, Sua Eccellenza il Prefetto, il Questore e il Dirigente del Commissariato di Lamezia, i sindaci dei 25 comuni della Diocesi, le autorità militari e giudiziarie della città, gli onorevoli del territorio, i presidi delle scuole superiori della città, rappresentanti delle Associazioni cattoliche e civili di Lamezia, i sindacati e le organizzazioni di categoria, giunge in un momento in cui si deve fare molta attenzione alle promesse abitudinarie che si fanno e, ancor di più, agli impegni solenni che si assumono. Ogni giorno gli organi d’informazione segnalano mancanze di pagamenti di stipendi; famiglie sempre più numerose che non sanno come fare per pagare anche una irrisoria cifra per la bolletta della luce; lavoratori che perdono il proprio posto di lavoro; persone che s’incatenano perché non ce la fanno più a vivere. A tutto questo, che ovviamente non è poco, bisogna aggiungere un altro drammatico elenco che riguarda la situazione di Lamezia Terme e del lametino: enti pubblici che vengono sottratti dal territorio e spostati altrove (Catanzaro è la cosiddetta “mamma padrona”); difficoltà del commercio e dell’economia in genere; lavori pubblici iniziati e non finiti (su tutti, piazza Mazzini e piazza Santa Maria); ingiunzioni disastrose di somme non pagate e cartelle pazze spifferate in faccia a lavoratori senza lavoro. E c’è una emergenza delle emergenze: una politica assente e confusionaria, dove si infittiscono gli alterchi e le accuse, gli abbandoni di posti di potere che lasciano ancor più nel baratro una Lamezia quasi colpita a morte ! In tale quadro disastrato e bistrattato, si fanno sotto le feste natalizie: e che feste natalizie! Lo si intuisce da solo. L’iniziativa del Vescovo, più che uno scambio ed un proliferare di auguri in faccia a chi piange con lacrime amare e sangue raggrumato, è come quella mamma che chiama a raccolta i suoi figli davanti al corpo morente del capo famiglia per invitare loro a non giocare più con il fuoco, ma a riavvolgere le maniche e cominciare a sporcarle per scavare nel fango e per riportare il terreno alla sua fecondità. Ed allora, i politici presenti – soprattutto – non facciano promesse da marinaio, per come se ne sono fatte a josa ! Non vengano a raccontare che è stato fatto questo ed è stato fatto quell’altro, perché non è stato fatto un bel nulla, altrimenti non saremmo arrivati a questa drammatica realtà dell’oggi. Non vengano soprattutto a promettere che si fa questo o quell’altro, magari coinvolgendo i giovani, perché poi si trasformeranno in bolle di sapone ! Non si giochi ancora una volta con i giovani: troppe le illusioni sparate nei loro occhi ansiosi e speranzosi; troppe le promesse; e vergognose le prese in giro. Ed allora? Allora occorre che i politici presenti all’incontro con il Vescovo stiano muti e facciano il loro “mea culpa” non solo dinnanzi al rappresentante della successione apostolica, quanto al Cristo vivente e maestoso: “ho molto peccato, Signore, in pensieri, opere, e omissioni”. Ascoltino attentamente, invece, le riflessioni dello stesso Vescovo, del Prefetto, delle autorità giudiziarie e militari. Poi ci si impegni a costituire un tavolo permanente di incontri e di programmazioni per fare tutte quelle diagnosi necessarie per portare Lamezia ed il lametino fuori dal tunnel dei drammi e delle disperazioni di oggi, cominciando a spargere fiducia e sollecitare speranze per rendere concreto, duraturo e visibile la condivisione di quel “bene comune” tanto auspicato, con la garanzia della Chiesa, delle autorità militari e giudiziarie, dei sindacati. Solo così l’incontro di sabato 22, durante il quale si bypasseranno i messaggi augurali, sarà valido a tutti gli effetti e passerà alla storia come l’inizio di tempi nuovi e di persone nuove. Giovanni Maria Cataldi