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Chiesa

Fervono i preparativi in vista della Dedicazione della Chiesa di San Benedetto il prossimo 25 marzo

Redazione · 7 mesi fa

Fervono i preparativi in vista del prossimo 25 marzo quando il cardinale Monsignor Pietro
Parolin, Segretario di Stato, presiederà la celebrazione di Dedicazione dell’altare e della nuova
Chiesa di San Benedetto.
Liturgia, annuncio e carità sono i tre pilastri del progetto che porta la firma dell’architetto di fama
internazionale Paolo Portoghesi, individuato nel 2016 tra oltre centro progetti presentati
nell’ambito di concorso internazionale di architettura promosso dalla Diocesi di Lamezia Terme.
Tre elementi ben visibili nella strutturazione del complesso che vede al centro proprio la Chiesa
dedicata a S. Benedetto da Norcia, con unica navata a forma di nave, settanta posti a sedere per i
fedeli. Tra gli elementi di particolare pregio artistico e architettonico della nuova Chiesa, si
segnalano l’altare, posizionato al centro focale di tutto l’edificio, la tribuna dell’ambone con Cristo
Maestro e l’area battesimale che consente anche il Battesimo per immersione.
Accanto alla Chiesa, che si estende su una superficie di circa mille metri quadrati, tra due campanili
realizzati in acciaio orten, due strutture finalizzate una all’attività pastorale diocesana, con spazi e
servizi a favore delle comunità parrocchiali di tutta la diocesi, l’altra destinata prettamente
all’attività caritativa della diocesi, con una sala mensa con cento posti e gli uffici della Fondazione
Caritas Diocesana. Una sala convegni, con oltre mille posti a sedere, attrezzata e dotata di tutti i
servizi necessari, va a configurare ancor di più il nuovo complesso come una realtà a servizio di
tutta la regione per momenti di spiritualità, seminari, convegni. Tra il nuovo complesso e la sede del
palazzo comunale, sorgerà la piazza, il cui disegno è stato donato dall’architetto Paolo Portoghesi al
Comune, segno della concordia e della collaborazione tra la “città di Dio” e la “città degli uomini”
rappresentata dal palazzo municipale, nonché richiamo a un messaggio di unità a cinquant’anni
dalla nascita della città di Lamezia.
L’intervento è finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana per un importo di 5milioni e 250mila
euro, dal fondo dell’8x1000 appositamente destinato alla realizzazione di edifici di culto. A
realizzare il complesso, l’impresa lametina Ferraro S.p.a., alla quale va il ringraziamento della
Chiesa di Lamezia per aver portato avanti il lavoro di questi anni con passione, determinazione, con
quello spirito propriamente cristiano di concordia e collaborazione tra la nostra Diocesi, i dirigenti, i
collaboratori e gli operai dell’impresa. Il complesso sorge su un terreno donato dal Comune di
Lamezia Terme alla Diocesi in occasione della storica visita di Papa Benedetto XVI nella nostra
città nell’ottobre 2011.
A presiedere la cerimonia di posa della prima pietra, Monsignor Nunzio Galantino che, il 30 aprile
2016, ricordava come “si costruisce una Chiesa perché possa essere il luogo dove educare il proprio

cuore e allenare i propri occhi ad amare come ama il Signore. Noi non stiamo ponendo la prima
pietra di un’accademia di benpensanti o di un teatro per commedianti di una commedia vagamente
religiosa. Stiamo costruendo una Chiesa viva fatta di persone vive”. Per il vescovo di Lamezia
Terme Luigi Cantafora “a cinquant’anni dalla nascita di Lamezia Terme, la San Benedetto
rappresenta la volontà di far rinascere su nuove basi la comunità cristiana e civile. Come ogni opera
si tratta di un seme gettato in una terra, che non ci rassegneremo a considerare inospitale, ma capace
di generare novità per chi sa accogliere profezie e sogni.”
Per la Ferraro S.p.a. si è trattato “di un’importante sfida personale e professionale; infatti,
nonostante le notevoli difficoltà affrontate, siamo orgogliosi di aver costruito un’opera di rilevanza
religiosa, architettonica, storica e sociale per la nostra comunità lametina. La famiglia Ferraro
esprime profonda gratitudine al vescovo Cantafora, che con le sue pregevoli qualità umane e con la
sua profonda spiritualità ha costantemente supportato il nostro operato.”