·

La parola del Vescovo

Messaggio alla città a conclusione dei festeggiamenti di S. Francesco a Sambiase

Redazione · 6 mesi fa

Carissimi fratelli e sorelle, il nostro cammino per queste strade volge al termine. Siamo qui, un cuor solo e un’anima sola, legati alla Chiesa, che ci offre l’aiuto e la protezione di San Francesco da Paola.

Noi siamo in tanti a venerarlo e ad averlo seguito in questo giorno. Lo acclamiamo “Santo dei miracoli” e la sua vita di eremita è stata costellata da innumerevoli miracoli, la cui fama resta intramontabile anche ai nostri giorni.

Quando una città sceglie un patrono, sceglie un amico! Il santo fa da compagnia alla strada degli uomini e alle sorti della città.

Eppure questa nostra città non è tranquilla! Sembra che, come un torrente carsico, serpeggi sempre chi vuole seminare morte, odio, violenza e malaffare!

In tutto questo, sembra a volte che la città abbia paura dei più deboli e che la tranquillità debba essere raggiunta mediante la tutela della potenza. Il problema è sempre l’altro, quando invece è radicato spesso nei nostri costumi!

Francesco di Paola ha fatto suo e incessante l’invito alla condivisione e alla solidarietà con chi soffre.

San Francesco ha vissuto questo valore cristiano con grande impegno, diventando voce dei più poveri e indifesi. Ha invitato e invita ancora oggi i suoi seguaci con queste parole: “Secondo le vostre possibilità, compirete le pie opere di misericordia a favore dei poveri, degli orfani, delle vedove e degli invalidi”. Per questa ragione i Vescovi italiani, anni or sono, ebbero a definire San Francesco di Paola “il Santo della carità sociale”.

L’invito che il Santo ci fa è di creare legami di solidarietà!

Non si tratta dello sfizio di anime belle né la creazione di oasi di pace. è l’unico modo per vincere la paura di aprirsi.

Chi si prende cura del bene di tutti, anche se non lo sa, incarna perfettamente l’invito di San Francesco.Mai come in questo tempo stiamo sperimentando, la debolezza della nostra città. Eppure la città è il nostro patrimonio. A cinquant’anni dalla sua fondazione, non possiamo considerarla come un anonimo agglomerato senza identità e dilaniata da interessi di parte.

Dio ha un sogno per la nostra città. E il sogno di Dio è che la nostra città sia sempre più umana, più vivibile, più vicina a tutti. Ma, questo sogno di Dio ha bisogno dell’impegno di tutti noi.

E ora a conclusione della nostra festa chiediamo a san Francesco di Paola di benedirci così come benediceva le persone quando era ancora sulla terra: “Ci accompagni sempre la grazia di Gesù Cristo benedetto che è il più grande e il più prezioso di tutti i beni”. Amen.