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La parola del Vescovo

"Dopo aver sperimentato la misericordia, la nostra Chiesa vuole riscoprirsi come serva del suo Signore e serva del suo popolo"

Salvatore D'Elia · 2 anni fa

In vista della celebrazione che concluderà l'Anno Santo della Misericordia nella Diocesi lametina, il vescovo Luigi Cantafora invita tutti i fedeli “a ritrovarci in Cattedrale domenica prossima 13 novembre per ringraziare il Signore di questo anno speciale. Siamo tutti invitati a partecipare, come per tutti è sempre aperta la Porta della Misericordia di Dio. Con commozione ricordiamo l'apertura della Porta Santa, il 13 dicembre di un anno fa, una data storica in cui abbiamo toccato con mano il forte desiderio di vivere il Giubileo nella nostra Chiesa. Voglio ricordare alcuni dei tanti momenti che abbiamo vissuto in questo Anno Santo, per i quali diciamo grazie al Signore: l'esperienza delle missioni popolari in tutte le parrocchie della nostra Diocesi, con quattrocento missionari giubilari che si sono fatti testimoni di misericordia nelle famiglie e per le strade della città; l'accoglienza della Croce di Cortale; la presenza nella nostra Diocesi del Missionario della Misericordia monsignor Marco Frisina inviato dal Santo Padre; l'iniziativa di preghiera “24 ore per il Signore” cui hanno preso parte circa 2500 pellegrini tra il 3 e il 4 marzo; i pellegrinaggi delle associazioni, parrocchie, movimenti e gruppi che hanno visto migliaia di fedeli varcare la Porta Santa della Cattedrale, i santuari mariani e la Cappella dell'Ospedale; le giornate della Misericordia promosse dalla Caritas nel mese di ottobre. Il Giubileo nella nostra Diocesi è andato al di là di ogni aspettativa. Si è trattato di un evento spirituale, non verificabile solo con i numeri, il cui vero successo è il perdono e la pace del cuore che la Misericordia del Signore porta con se. Non sono mancate le prove e i momenti difficili in questo anno. Penso anzitutto all'incendio al Villaggio della Carità alcune settimane fa. Noi non demorderemo. Il Papa ha chiesto a tutte le Diocesi un segno di misericordia in occasione del Giubileo che resti per il futuro e noi lo faremo. Il Giubileo si conclude con un invito a tenere la misericordia come la bussola per il domani. Come distintivo del nostro servizio. E per questo dopo aver sperimentato la misericordia, la nostra Chiesa vuole riscoprirsi come serva del suo Signore e serva del suo popolo. Concludiamo l’Anno Santo nel modo più bello che possa esserci: l’ordinazione di sei diaconi, uno permanente, gli altri incamminati al sacerdozio. Guardando a questi giovani, ci riempiamo di speranza. La Chiesa di Lamezia è viva. I nostri giovani sono generosi. Il Signore provvede alla sua comunità e la sua misericordia non finisce”.