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Cultura e Società

Impresa sociale in Calabria, una missione possibile con i giovani come protagonisti

Antonio Cataudo · 4 anni fa

L’anno sociale dell’Ucid di Lamezia si è aperto con un dibattito su profit e non profit alla presenza del parlamentare Boccia e del docente universitario Falini “La Calabria ha bisogno di ferrovie, di fibra ultraveloce, ha bisogno di porti all’avanguardia e di aeroporti non isolati; questa regione è il ponte abbandonato e malandato che va verso la Sicilia e che deve essere riammodernato. Se la Calabria riparte, se emancipiamo il sud dalla burocrazia e dalla cattiva gestione politica, tutto l’Italia riparte”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera dei deputati, durante il convegno sul tema “Convergenza tra profit e non profit. Fattore chiave per lo sviluppo” che ha inaugurato il nuovo anno sociale dell’Ucid di Lamezia. Il parlamentare ha ribadito che “anche se fare impresa non profit non è facile, i modelli redistributivi impongono un investimento nelle aree mediterranee del Paese. Il non profit al Sud ha avuto tante disavventure – ha commentato Boccia – allora rimbocchiamoci le maniche, ripartiamo da noi, dalle nostre storie e tradizioni. Ridiamo valore alla centralità della persona”. L’incontro, tenutosi nel salone del seminario vescovile, è stato moderato da Daniele Maria Ciranni, presidente della sezione ucidina lametina, il quale nell’introdurre i lavori ha fatto un po’la cronistoria dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti. Ciranni ha ricordato che solo qualche giorno fa, tutta la famiglia ucidina italiana è stata ricevuta in udienza da Papa Francesco il quale ha esortato gli imprenditori cristiani ad orientare la loro attività lavorativa secondo i dettami evangelici. “Ciò che diventa emblema – ha sottolineato il presidente Ucid Lamezia – sono le opere concretizzate sul territorio, al servizio della persona e del bene comune”.A portare il suo saluto agli esponenti ucidini anche il vescovo diocesano di Lamezia, mons. Luigi Cantafora, il quale ha sollecitato gli imprenditori a stare insieme e ad aiutarsi vicendevolmente. Riprendendo le parole del Papa durante l’udienza con l’Ucid nazionale, il presule ha rimarcato l’importanza della formazione e della conoscenza della Dottrina sociale della Chiesa che ogni imprenditore cristiano dovrebbe avere per fare realmente impresa etica. “Inoltre – ha continuato Cantafora – il Papa vi ha chiesto una grande carità e cioè di avere attenzione per i giovani che non hanno lavoro. Imprenditori – ha esortato il pastore diocesano – mettete in campo la vostra preparazione per dar vita a nuove forme di lavoro per i nostri ragazzi, per non farli andare via dalla nostra terra”. Alberto Falini, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Brescia, ha sentenziato: “L’impresa è un bene pubblico a servizio della comunità, essa deve creare valore. In particolare – ha asserito Falini – è fondamentale che l’impresa non profit non dimentichi determinati principi. Inoltre l’impresa non può dimenticare il suo territorio, quindi diventa significativa la sinergia con altre realtà come i sindacati, l’università, la politica, perché il potere va esercitato con responsabilità”. Daniele Rossi, presidente di Confindustria Catanzaro, ha condiviso il concetto che l’impresa è un bene pubblico. “Per me – ha affermato l’esponente degli industriali del capoluogo – è normale che un imprenditore debba dare al territorio in cui opera, dove l’impresa è radicata. Non può esserci impresa distaccata, scollata dal contesto reale in cui si trova. Credo proprio – ha concluso Rossi – che in Calabria possa crescere e consolidarsi l’attitudine all’impresa sociale”. All’incontro ha partecipato anche il presidente calabrese di Confagricoltura, Alberto Statti che ha focalizzato un concetto basilare e cioè che “il bene comune va attuato. Le imprese devono guardare con attenzione alle ricadute sociali delle varie attività. In questo processo – ha puntualizzato ancora Statti – i giovani possono ricoprire un ruolo essenziale e noi abbiamo il compito di coinvolgerli. Ciò, tenendo conto che alla base di tutto ciò devono esserci le regole del rispetto per il lavoro”.