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La parola del Vescovo

«Dio della pace e del perdono, tu ci hai dato in Cristo il sommo sacerdote »

Gigliotti Saveria Maria · 4 anni fa

con queste parole abbiamo pregato Dio Padre all’inizio della celebrazione eucaristica in cui presentiamo il nuovo parroco di questa Parrocchia, don Domenico Cicione Strangis. Don Domenico, è figlio di questa comunità.

Non ha bisogno di presentazione: la sua persona, la sua spiritualità, preparazione e affabilità sono note e tutti. Per questo insieme a Don Pino che resta come Parroco Moderatore, con l’aiuto delle care e stimate suore, saprà servire con generosità la sua comunità nativa. In realtà oggi è chiamato a restituire quanto ha ricevuto da ciascuno di voi. Per questo ringraziamo il Signore. è vero che da qui, come Parroco di S. Maria delle Grazie, seguirà i lavori della Concattedrale, la quale non sarà solo uno spazio più idoneo per il culto liturgico, ma anche un tentativo di unificazione della nostra città.

è evidente a tutti, come la nostra cattedrale attuale, sia divenuta insoddisfacente per la terza città della regione.

E questo vi fa onore, perché diventate un po’come la chiesa e la comunità che accompagna i primi passi del nuovo e vero centro spirituale della città, la Concattedrale di San Benedetto, eretta in onore di Papa Benedetto XVI, sul terreno offerto dal comune.

Cristo è il nostro sacerdote, sempre pronto a intercedere per noi presso il Padre. E il nostro ministero, altro non è che il suo prolungamento, la sua presenza nell’oggi. Si chiede Sant’Agostino:

“Noi che cosa siamo? Ministri (di Cristo), suoi servitori; perché quanto distribuiamo a voi non è cosa nostra, ma lo tiriamo fuori dalla sua dispensa. E anche noi viviamo di essa, perché siamo servi come voi” (Discorso 229/E, 4).

3 Chi è il servo? La Parola di Dio che abbiamo appena ascoltato dalla viva voce dalla Chiesa, ci consegna quello che è il posto di un sacerdote nell’assemblea dei credenti.

Quando Gesù annuncia la sua Passione, la reazione dei discepoli non è sempre la migliore. Infatti due dei discepoli si preoccupano dei primi posti nel Regno.

Fanno difficoltà a entrare nella prospettiva del destino doloroso del Maestro e di comprendere il mistero del Regno. I due che avanzano richieste sono Giacomo e Giovanni e fanno parte del primo gruppo dei compagni di Gesù. Ma il Signore li richiama! Nella comunità non c’è un posto d’onore, l’unico posto è il posto di chi serve!

“I capi delle nazioni le dominano… Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore,e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”

Il servo è colui che è privo della propria libertà, è soggetto ad altri, e dipende in tutto e per tutto da altri. Ma se allora essere servo significa tutto questo perché Gesù si definisce in questo modo? Perché ci invita a seguire il suo esempio di farsi “il servo di tutti”? Esiste sicuramente un passaggio tra l’essere servo e l’essere servo secondo le indicazioni date da Gesù!

Per Gesù chi si fa servo è colui che per amore risponde ad una chiamata, ad una missione; non è altro insomma che rispondere all’eterna vocazione che Dio fin dal principio ha dato all’uomo.

In Gen 2,8 si dice che Dio creò un “giardino”: tutta la terra era un immenso giardino. Poi “il Signore prese l’uomo e lo pose nel giardino affinché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15).

In ebraico coltivare e servire si dice con la stessa parola (abad). Adamo ha ricevuto in dono il giardino con la finalità di servirlo. Servendo - lavorando la terra, Adamo serve Dio che gli ha donato il giardino.

Ogni uomo è chiamato a lavorare la sua parte di giardino: è questo il suo servizio, la sua liturgia; si è servi perché chiamati, si è servi perché graziati, si è servi per libera offerta, si è servi per amore, si è servi perché Gesù Cristo, il Signore, è servo.

Carissimo don Domenico, la Parola che Dio ti consegna in questo giorno, diventi il tuo programma di vita e di ministero in questa parrocchia.

Portala sempre con te, perché sia luce alle tue scelte, pegno di fedeltà, strada da seguire. Solo così potrai sedere alla destra del Signore e bere il suo stesso calice.

Per te e per tutti i ministri della Chiesa ci rivolgiamo al Padre.

Signore Dio nostro, distogli i discepoli del Figlio tuo dai cammini facili della popolarità, della gloria a poco prezzo, e portali sulle strade dei poveri e dei flagellati della terra, perché sappiano riconoscere nel loro volto il volto del Maestro e Redentore. Dona occhi per vedere i percorsi possibili alla giustizia e alla solidarietà; orecchi per ascoltare le domande di senso e di salvezza di tanti che cercano come a tastoni; arricchisci il loro cuore di fedeltà generosa e di delicatezza e comprensione:

perché si facciano compagni di strada e testimoni veri e sinceri della gloria che splende nel Crocifisso risorto e vittorioso. Egli vive e regna glorioso con te, o Padre, nei secoli eterni.