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Vita diocesana

L’Enciclica “Laudato si..” di Papa Francesco al Centro “Riforme Democrazia Diritti”

Gigliotti Saveria Maria · 4 anni fa

L’Enciclica “Laudato si..” di Papa Francesco al Centro “Riforme Democrazia Diritti”

Rapportarsi alla natura, alla bellezza e alla complessità dei suoi ecosistemi, domandandosi se c’è qualcosa o Qualcuno all’origine di un ordine così perfetto, di un’armonia dietro la quale l’uomo coglie con stupore un’intenzionalità, qualcosa che trascende la realtà oggettiva delle cose. Uno sguardo di stupore verso il cosmo che porta a interrogarsi sulle grandi questioni ecologiche e ambientali del nostro tempo, dal surriscaldamento climatico all’inquinamento, riportando al centro l’uomo e il suo rapporto con gli altri uomini e con tutte le creature.

Questi alcuni dei passaggi centrali dell’enciclica “Laudato sì…” di Papa Francesco, al centro di un’iniziativa organizzata dal Centro “Riforme Democrazia e diritti” presieduto dall’Onorevole Costantino Fittante, nell’ambito di una stimolante conversazione tra Don Armando Augello e il giornalista Filippo Veltri.

Una lettera, quello di Papa Francesco, che secondo Don Armando “non parte da una prospettiva ideologica, nemmeno in senso religiosa, ma si apre al confronto con tutti i saperi e tutte le correnti di pensiero”. Un documento magisteriale che mette al centro l’uomo, la sua coscienza e le sue responsabilità rispetto agli altri e alla natura ricordando – ha sottolineato Don Armando – “che la terra è di tutti, che anche la proprietà privata deve essere concepita in una prospettiva sociale, a servizio di tutti gli uomini. Un’errata interpretazione del testo della Genesi per molto tempo ha veicolato il messaggio distorto per cui Dio avrebbe donato la terra all’uomo per “soggiogarla e dominarla”. Non è così. Dio ha collocato l’uomo nel giardino della Creazione perché lo custodisse e lo coltivasse; quando viene a spezzarsi l’amicizia dell’uomo con Dio, allora si distrugge anche il rapporto dell’uomo con il resto della creazione”. Bergoglio parla di “conversione ecologica” che è anzitutto conversione dell’uomo, ha sottolineato ancora Don Armando, che “arriva a deformare l’ordine naturale del creato quando non si rapporta con il mondo così come ha voluto Dio nel suo disegno d’amore, quando pretende di dominare la natura con il potere tecnocratico al solo scopo del profitto”. I grandi temi dell’ambiente, le grandi questioni su cui tutta la comunità internazionale è chiamata a trovare delle soluzioni, pena vere e proprie “catastrofi naturali” che già sono sotto gli occhi di tutti, a partire da quelle legate ai cambiamenti climatici, “non si risolvono con interventi di singoli stati” ha concluso Don Armando, “ma con un cambiamento di mentalità che riguarda ognuno di noi. Il Papa ci invita a una “cittadinanza ecologica” che parte dalle abitudini e dai comportamenti della vita quotidiana. Per poi arrivare agli Stati e alla comunità internazionale a cui il Papa chiede di stabilire un approccio nuovo che parta dalla prospettiva dei poveri del mondo, da considerare non termini di elemosina, ma protagonisti di un nuovo ordine economico e sociale mondiale”.

“L’umanità sta attraverso sfide cruciali e nessuno come questo Pontefice ci sta entrando dentro senza mezzi termini, riuscendo a parlare al mondo intero”, ha sottolineato il giornalista Filippo Veltri evidenziando l’interesse che l’Enciclica ha suscitato in ambienti anche distanti dal mondo cattolico “basti pensare che è stata pubblicata a puntate da un quotidiano come l’Unità” e la capacità di Bergoglio di “scuotere i sistemi politici mondiali e spingerli ad assumersi le loro responsabilità di fronte a problemi che rischiano seriamente di essere distruttivi e irreversibili per l’umanità. E, come oggi ha fatto parlando al Presidente Usa Barack Obama, questo Pontefice ci mette di fronte alle nostre responsabilità rispetto alle generazioni che verranno e rispetto a quella larghissima parte dell’umanità trascurata e bistrattata, vittina di quella che lui chiama la “cultura dello scarto” a vantaggio degli interessi di pochi”