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La parola del Vescovo

Il Santuario della Madonna della Quercia, sarà Chiesa Giubilare per l’Anno Santo

Gigliotti Saveria Maria · 4 anni fa

Il Santuario della Madonna della Quercia, sarà Chiesa Giubilare per l’Anno Santo

è stato annunciato da Mons. Cantafora, nel pontificale di domenica 30, alla presenza di migliaia di pellegrini convenuti a Conflenti. Di seguito il testo dell’omelia.

Carissimi, siete venuti a celebrare i divini miseri in una comunione speciale con la santa Madre di Dio in questa Basilica che ci accoglie.

Un saluto affettuoso e grato a Monsignor Castagnaro, che insieme al Vicario don Nahum, cura con zelo il decoro e la vita spirituale del Santuario e di Conflenti.

Siamo saliti in pellegrinaggio a Conflenti per essere guardati da Colei che ha generato e guardato il Figlio di Dio. Nella vita, tutti abbiamo bisogno di uno sguardo che ci faccia sentire vivi e che infonda in noi la speranza di vivere la fatica quotidiana e un futuro migliore. Noi siamo qui, però anche per quanti – nostri fratelli e sorelle – hanno bisogno della nostra preghiera. Tra questi, sono in prima fila i cristiani perseguitati con ferocia in Iraq e Nigeria. In un mondo che parla di diritti umani e di tolleranza universale, in molte parti della terra si vuole cancellare la presenza cristiana! Maria è per noi rifugio, porto e protezione per il nostro popolo calabrese, un popolo forte e tenace come una quercia appunto. Ma anche noi, che siamo famosi per la nostra tempra, abbiamo bisogno di una forza più grande e abbiamo bisogno di trovare un’ombra, un rifugio, un ristoro, una consolazione. L’immagine della quercia richiama alla nostra mente proprio queste due realtà: forza e ristoro.

Siamo venuti qui dalla Madonna chiedendo proprio questo: la forza per vivere e un po’di ristoro all’ombra del suo manto e del suo volto, dopo aver camminato tanto. E siamo qui per ringraziare la Madonna perché è sempre vicina a noi. Vogliamo rinnovare la nostra fiducia e il nostro amore verso di lei. Siamo certi che abbiamo accesso al cuore di Dio, anche attraverso le mani di Maria che sono protese verso di noi. La Parola del Signore che abbiamo ascoltato è proprio un esempio lampante di come il cuore di Dio si dischiude grazie alla preghiera della Madre. Se consideriamo quanto il Vangelo ci insegna, possiamo vedere che all’inizio della vita terrena di Gesù c’è Maria; all’inizio della vita pubblica di Gesù, secondo Giovanni, c’è Maria; e c’è Maria anche all’inizio della Chiesa, secondo Luca. A Cana di Galilea, Maria è mossa dalla compassione e dalla carità verso questi due sposi in difficoltà, per questo va da Gesù e Maria appare come Colei che davvero sa pregare.

Non chiede nulla, espone, poi lascia che sia Gesù a decidere e Gesù entra anche nella vita di quei due sposi con l’abbondanza dei suoi doni.

Cosa fa Maria a Cana? Maria non solo si avvede della difficoltà degli sposi, ma soprattutto capisce l’intenzione del Figlio e si rende subito disponibile. A Cana è Maria che ha aperto il cammino dell’agire di Gesù. Ebbene che cosa vuole fare Maria dentro le anime dei cristiani? La stessa cosa: aprire il cammino all’agire di Gesù dentro di noi.

Per questo possiamo invocarla come Madre della nostra vita e della nostra storia perché prepara la nostra vita ad accogliere Cristo, la sua salvatrice potestà, il suo amore redentivo e liberante. Appare allora evidente come «Il culto mariano sia innestato nella totalità della fede cristiana»[1].

L’autentica venerazione della Vergine ci avvicina al Figlio che porta con sè. La devozione mariana non è una devozione come le altre. «Accostiamoci a Maria come a una scuola di umanità… Accostiamoci a lei nella supplica non per avere ma per essere»[2].

In questa celebrazione, il Signor Sindaco al quale va il nostro più referente saluto, insieme alla Giunta e al Consiglio Comunale di Conflenti, ha rinnovato il tradizionale gesto dell’accensione del cero votivo alla Vergine. Siamo ben lieti di questa secolare devozione, ma soprattutto della fattiva collaborazione, già avviata, per il bene di questa comunità. A Conflenti che in questi anni di episcopato, ha avuto un posto privilegiato nella nostra azione pastorale, vogliamo ribadire l’affetto che il suo Pastore ha per questo popolo mariano.

Abbiamo cercato di far conoscere la Madonna della Quercia non solo in Diocesi, ma nell’Italia tutta, chiamando Vescovi e Cardinali per venerarne l’immagine in Cattedrale. Abbiamo mobilitato parrocchie e fedeli, associazioni e istituzioni, perché la Vergine fosse onorata degnamente non solo a Conflenti, ma anche a Lamezia dove i conflentesi sono numerosissimi. Ora, in vista del Giubileo, vi annuncio con gioia che la Basilica della Madonna della Quercia sarà Chiesa Giubilare con la possibilità di lucrare le indulgenze per l’Anno Santo.

Questo è un privilegio che Conflenti condivide con la Chiesa Cattedrale, ma nessuno si inganni, si tratta anche di una grande responsabilità e richiede un impegno comunitario.

Innanzitutto, come Chiesa Giubilare il Santuario dovrà apparire sempre di più luogo di preghiera, di silenzio e di riconciliazione, dove sarà possibile sempre ricevere il perdono di Dio. In questo, don Adamo, nel corso degli anni, ha speso generosamente la sua azione pastorale con notevole frutto.

I pellegrini devono poter giungere con facilità a questo santuario. Faccio mio l’appello perché Conflenti esca dall’isolamento stradale in cui versa. Auspico una mozione congiunta tra Istituzioni per migliorare l’accesso al Santuario, alla Cappella della Querciola e al paese di Conflenti.

Infine, un appello a tutta la comunità: prendete il largo e vincete la malattia del recinto!

Conflenti ha naturali legami con il circondario in particolare con Lamezia, con la quale è unita in modo speciale. Ebbene, fate conoscere la Madonna e il suo santuario e non guardate con sospetto le iniziative che vengono promosse per far crescere la devozione alla Vergine Santa. Non si ha nulla da perdere se ci si apre, si perde tutto invece se restiamo chiusi e paghi di un passato che non torna. Alla Madonna della Quercia ci teniamo tutti! Con dispiacere conosciamo quanti sospetti e falsità vengano seminati all’ombra della Madonna piuttosto che quella comunione di intenti, che la fede e il senso civico, ci richiedono. Approfitto di questa festa per rendere noto che alla Querciola, è stata aperta la Fazenda della Speranza per le ragazze, una casa per l’accoglienza e il recupero di ragazze con problemi di dipendenze. All’ombra della Quercia della Madonna, crediamo che molte persone potranno trovare la guarigione e la dignità perdute nell’alcool, nella droga e nelle altre forme di dipendenza.La storia ci tramanda le innumerevoli grazie ricevute per l’intercessione della Madonna della Quercia. Tramite la Fazenda, vogliamo strapparne ancora alla Vergine Santa! Al termine della Messa, una ragazza farà la sua testimonianza e presenterà quest’opera visitata e incoraggiata da Papa Benedetto e da Papa Francesco. Sono con noi le Monache clarisse del Brasile che salutiamo con affetto. Esse sono venute a visitare il posto e a organizzare il necessario per l’imminente apertura del Monastero che sta per essere concluso. Tutto questo non è il segno che la Chiesa Diocesana tiene a Conflenti? Ma, sappiatelo, noi vorremmo che anche Conflenti tenga alla Diocesi. E di questo siamo certi, questo popolo risponderà con una generosa collaborazione. Affidiamo alla Vergine Santa questi propositi di bene, anche in vista dell’Anno Santo. Maria è Colei che ci nutre donandoci la parola vivente, il Verbo di Dio, ed è colei che orienta il cammino. «Camminiamo con lei per non smarrirci». Madonna della Quercia di Visora prega per noi!

[1] Mons. G. Agostino, Lettera pastorale 1987, E Maria si mise in cammino, in : Dilatentur spatia caritatis, vol 1,2, Rubbettino, 2000, p. 20.

[2] Ibidem.